Tra le dita dei due ingegneri musicali, i generi di dilatano e si squagliano fino a diventare un unico liquido amniotico denominato Nohaybanda!
Continua a leggereCategoria: Dischi
JOHANN SEBASTIAN PUNK: la recensione di “Phoney Music Entertainment” (2017)
A tre anni dall’esordio deiย More Lovely and More Temperate, primo album in lingua inglese finalista al Premio Tenco, la band di Massimiliano Raffa รจ tornata
Continua a leggereFLAVIO GIURATO: la recensione di “Le Promesse del Mondo” (2017)
L’artista fratello di Luca Giurato torna con un nuovo concept album sulla situazione dei migranti in Italia e una visione d’insieme attuale sul nostro paese
Continua a leggereTHE USED: la recensione di “The Canyon” (2017)
Il nuovo album dei quattro americani รจ un’opera teatrale divisa in tre atti, dalla discesa all’arrivo ai piedi della Gola con un mix di emozioni contrastanti
Continua a leggereWEEZER: la recensione di “Pacific Daydream” (2017)
Pacific Daydream รจ la firma definitiva sul contratto di matrimonio che i Weezer stipulano con 10 canzoni di power-pop per la West Coast
Continua a leggereKNUCKLE PUCK: la recensione di “Shapeshifters” (2017)
Legati irrimediabilmente ad una scena che continua a vorticare su se stessa fin dagli anni ’90, i Knuckle Puck vogliono provare ad evolversi
Continua a leggereAMARI: la recensione di “Polverone” (2017)
A quattro anni da Kilometri, i maestri di pop sbagliato finalmente tornano a far parlare di loro con una miscela di testi semplici, melodie pop e basso funk
Continua a leggereROAM: la recensione di “Great Heights & Noisedives” (2017)
Great Heights & Noisedives รจ un disco di cinque ragazzi che vogliono solo suonare, senza ambizioni di successo planetario e questo traspare
Continua a leggereWILLIAM PATRICK CORGAN: la recensione di “Ogilala” (2017)
Un grande artista messo con le spalle al muro cosa puรฒ fare? Bruciare, diventare cenere e rinascere come una fenice. E Billy lo sta facendo come si deve
Continua a leggereBECK: la recensione di “Colors” (2017)
Beck รจ un giocatore, uno di quelli che se si mette in gioco non solo vince la battaglia ma vince anche la guerra disintegrando il nemico al primo colpo
Continua a leggereROBERT PLANT: la recensione di “Carry Fire” (2017)
Carry Fire รจ un luogo dell’anima piรน che un disco, e all’interno di questo luogo fatto di sussurri esistenziali e di delicate texture musicali
Continua a leggereMARILYN MANSON: la recensione di “Heaven Upside Down” (2017)
Brian Warner ci porta nel suo “Paradiso capovolto” a 23 anni dall’esordio, con 10 tracce nate di getto e giร pronte per l’uscita a inizio 2017
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