THE USED: la recensione di “The Canyon” (2017)

NOME

The Used

GENERE

Alternative/Rock/Screamo

ESORDIO

The Used (2002)

ULTIMO ALBUM

The Canyon (2017)

COPERTINA

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ELENCO CANZONI

 For You
Cold War Telescreen
Broken Windows
Rise Up Lights
Vertigo Cave
Pretty Picture
Funeral Post
Upper Falls
The Divine Abscence (This Is Water)
Selfies In Aleppo
Moving The Mountain (Odisseus Surrenders)
Over and Over Again
The Quiet War
Moon-Dream
The Nexus
About You (No Songs Left To Sing)
The Mouth Of The Canyon

VIDEO/SINGOLI DALL’ALBUM


PUNTO DI VISTA

La storia dei The Used è un racconto contorto che non sempre finisce con un happy ending. Ma nel loro caso possiamo dire che il mashup tra bravura e fortuna ha avuto la meglio e ha tolto dalla strada quattro ragazzi molto promettenti.

La band si forma nel 2001 e dopo molte terribili audizioni riuscirono a trovare in Bert McCracken il frontman dalla voce perfetta. I quattro vivevano per strada, elemosinando qualche pasto e facendosi di sostanze stupefacenti, nella loro cittadina Orem, nello Utah, luogo dalle profonde radici mormone.

Protetti da John Feldmann della band Goldfinger (molto amati dai Green Day), riuscirono a strappare il primo contratto discografico alla Reprise Records e da allora la strada dei The Used è stata tutta in discesa.

The Canyon è il settimo album in studio di Bert McCracken e compagni, composto da 17 brani misti tra il classico punk-screamo della band e una tinta pop moderna. L’apripista acustica For You è una sorpresa che lascia di stucco, Rise Up Lights, Funeral Post e Over and Over Again sono una boccata d’aria fresca dopo una corsa di un’ora.

La lunghezza del disco (quasi 1 ora e 20 minuti) passa in secondo piano, ci si concentra sulla costruzione dei brani che si articolano sempre più andando avanti nell’ascolto. Molte idee in questo The Canyon e tutte sviluppate con precisione metodica: la traccia volutamente ‘rotta’ Broken Windows,  il violino trascinante di Moon-Dream e lo scontro tra i Papa Roach e i My Chemical Romance che avviene in The Nexus, sono tutte avvisaglie di come i The Used siano pronti ora a cose ben più grandi di quanto avessero mai pensato fino ad oggi.

The Canyon è un’opera teatrale divisa in 3 atti: il primo, in cui McCracken e compagni armati di zaino arrivano sullo strapiombo della Gola e iniziano a preparare tutti gli accessori per la discesa; il secondo, il cuore cervellotico dell’escursione, è movimentato e ogni azione è dettata dalla paura di cadere e dalla forza di sopravvivere; nel terzo atto i quattro di Orem mettono per iscritto le sensazioni e  le paure sopraggiunte durante la calata nel Canyon.

The Used hanno dimostrato non solo di saper sopravvivere alle altitudini più impossibili ma in quest’ultimo disco hanno saputo dare volto e voce alle proprie paure, che sono andati a stanare sul fondo del Canyon.

VOTO: 7,5

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