Lokita: «Nata Da Un Caos Positivo. Il Matador? Sono Io»

Lokita

Lokita, pseudonimo di Fulvia Bruzzese, è una cantante classe ’95, originaria dell’hinterland milanese ma dalle forti radici del Sud. Si appassiona fin da piccola alla musica Hip-Hop ed R’n’b e nel 2017 conosce Drillionaire, con cui inizia un percorso musicale. Dopo la firma per Sony pubblica i singoli “Fahrenheit”, “Round #1” e “Matador”.

Lokita si prepara a diventare la vera protagonista del mondo urban in Italia e la «Matador di me stessa»…

Ciao! Da dove nasce il nome d’arte Lokita?
Lokita nasce da una mia passione, quella per la mitologia. Loki è una divinità norrena che ho sentito particolarmente vicina perché è il Dio del Caos inteso in senso greco, quindi un caos positivo, che crea l’azione. L’ho sempre considerato un Dio un po’ incompreso, un’entità necessaria e positiva per l’andamento del Cosmo. L’ho scelto in un momento in cui mi sentivo particolarmente incompresa. E poi ha anche l’ambivalenza linguistica con lo spagnolo.

Ricordi il tuo primo avvicinamento alla musica?
La prima volta che concretamente ho fatto musica ero alle superiori. Volevo regalare a una mia amica la cover di “Beautiful” di Christina Aguilera. Era il 2008 e incontrai dei ragazzi che avevano un home studio.

E quando è nata la tua passione per l’MMA? Lo pratichi a livello agonistico?
Lo pratico a livello amatoriale. Se facessi gli incontri sarebbe proibitivo fare musica, avrei troppi lividi. Lo faccio per passione da circa quattro anni. Stavo cercando un modo per tenermi in forma, sono sempre stata attratta dagli sport di combattimento, guardavo gli incontri con le mie compagnie e mi ha sempre affascinata. Ho scoperto nelle vicinanze una palestra con il corso di MMA, il primo giorno spiccavo con la mia tutina grigia e la maglia bianca, l’allenatore mi ha massacrato per mettermi alla prova e vedere se avevo il coraggio di tornare. Sono tornata. E ora lo pratico almeno una volta a settimana.

Parliamo del tuo primo singolo con Sony, “Fahrenheit”. Il video mostra il rapporto tra sacro e profano, luci e ombre. L’idea è stata tua?
Abbiamo creato un moodboard in linea con l’idea di base del pezzo. Abbiamo mantenuto un’immagine arabeggiante a livello di abiti e accessori. È stato un concorso di idee.

Poi è arrivato “Round #1” in cui mostri il tuo amore per l’MMA. A livello testuale è una canzone di forza, la canti a te stessa prima di tutti. Si tratta del tuo testo più intimo?
Sicuramente racconta in maniera diretta di me, è stato il mio brano più autobiografico e diretto. Mi sono aperta e sentita a mio agio, volevo scoprire qualche strato di me, il mio vissuto. Ho introdotto il tema del bullismo, sfortunatamente provato sulla mia pelle, con l’obiettivo di far arrivare la fiducia nel domani.

I fan ti hanno scritto sui social per questa canzone?
Mi è capitato. Ho il cuore tenero e mi commuovo. Da piccola mi appellavo alla forza degli artisti che mi piacevano e quindi rispetto a loro ora l’avvento della tecnologia ha cambiato la comunicazione. E poi oggi c’è anche più libertà di parlare di alcuni argomenti.

Nel video ti sei divertita? Ti stavi allenando…
È stato il mio video preferito in assoluto, giuro!

In “Matador” invece c’è un messaggio simile: “Solo noi stessi alla fine possiamo salvarci”. Prosegue forse il messaggio di bullismo avviato in “Round #1”?
Il punto di vista di “Matador” era più relazionale e romantico. L’intento era quello di far capire che la prima responsabilità è di ciascuno di noi. Volevo sottolineare un messaggio di affermazione di sé, di autonomia, ma verso una direzione più romantica.

Com’è il tuo rapporto con l’amore?
Il mondo è vario, puoi incontrare una persona che non ti rispetti però devi chiederti se sei tu se accetti alcuni atteggiamenti, come faccio capire in “Matador”. Benché il matador possa essere tu, io a mia volta sono Matador di me stessa. In una relazione stabile e duratura, c’è sempre quella situazione in cui non ci si trova d’accordo o si tende a colpevolizzare l’altra persona per non voler cambiare. Sei tu o io il Matador? La responsabilità è tua o mia?

Questi pezzi li porterai live? Magari con una band?
Con Diego (Drillionaire) ci stiamo concentrando sullo step più utile. Stiamo pensando prima di andare sul palco per fare djset ma poi l’idea concreta è un concerto più serio con una band vera e propria. Ora ci stiamo concentrando solamente sui brani per raggiungere un numero soddisfacente di brani da aggiungere ai live.

C’è un artista internazionale con cui faresti un featuring?
Sean Paul. Il mio sogno da quando avevo 8 anni.

Lokita Intervista End of a Century

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