Ivan: “Da Calciatore Professionista A Pescatore E Cantante. I Miei Sogni? Troppo Grandi”

Ivan "Mentalità di Mare"

Le canzoni di Ivan raccontano la storia di un ragazzo che i sogni li conquista stringendo i denti e andando avanti nonostante sognare in provincia spesso diventi difficile. Dopo “A.A.A. Mnapl” e “Lasciami Qua”, Ivan Todisco è tornato con il singolo estivo “Mentalità Di Mare”, prodotto da Tempoxso, per Elektra Records/Warner Music Italy.

Classe 2000, l’artista di Monopoli, nuovo ingresso nel roster dell’agenzia MK3 dell’Avv. Manager Angelo Calculli (Achille Lauro, Malika Ayane e Federico Rossi), racconta in “Mentalità Di Mare” la storia di un ragazzo che è passato da essere calciatore professionista a pescatore professionista nella zona di Monopoli e di Fasano, terre difficili a causa della guerra tra pesca e contrabbando. Ad onorare la bellezza della Puglia c’è il video diretto da Paolo Hanzo in cui Ivan condivide con i suoi amici birre, tuffi e giri in barca.

Da calciatore professionista a pescatore. Parla di te “Mentalità Di Mare”? Come è nata la canzone?
Sì, ho praticato diversi sport sin da quando ero piccolo. Il calcio era quello che mi riusciva meglio, così fino all’età di 17 anni mi sono dedicato a questo sport in modo professionale. Ho smesso perché molte volte la nostra testa non ci “accompagna”, ma nonostante questo non ho nessun rimpianto. Definirmi pescatore professionista lo reputo esagerato, conosco molte persone che sono veri professionisti e il loro è un lavoro tramandato da generazioni. Io, così come molte persone a Monopoli, sono pescatore per hobby, mi piace il mare, non riuscirei a starne senza e andare a pescare è senza dubbio un momento per rilassarsi, pensare e prendersi del tempo per sé stessi… e fare una bella brace!

Nel brano canti “L’umiltà è fondamentale”. Ti ritieni una persona umile? Credi che l’umiltà sia un elemento fondamentale per un artista?
L’umiltà è fondamentale, lo penso al 100%, altrimenti non lo avrei scritto. Io mi ritengo una persona troppo umile e molte volte questo non va bene, ma sono fatto così. A Monopoli, come penso nella maggior parte delle città del sud Italia, bisogna arrangiarsi: è necessario farsi andare bene quello che c’è e andarsi a prendere quello che si vorrebbe avere! Lo sport mi ha insegnato questo valore, l’umiltà. Sono convinto che se metti un ragazzino di Monopoli che ha fame di mangiarsi il mondo in un campo con altre 21 persone sarà l’ultimo ad uscire dal campo con la maglia piena di sudore.

Ivan, Tu vieni da Monopoli. Ma oggi è davvero così difficile per un ragazzo del Sud Italia pensare in grande?
Un ragazzo del Sud Italia ha meno possibilità tra le mani rispetto a molti altri. Quello che ci caratterizza è la fame, che va a compensare qualsiasi mancanza ci sia nel Sud Italia. È sempre necessario pensare in grande. Pensare intensamente a una cosa è il primo passo per far sì che si realizzi. Bisogna avere il coraggio di credere che tutto sia possibile, perché è così sia per un ragazzo del sud che per tutte le persone del mondo.

Racconti le tue storie anche in dialetto monopoitano, così come Liberato canta in napoletano. Quanto pensi sia importante mantenere le proprie radici nella musica?
Sì, canto anche in dialetto monopolitano. Mantenere le proprie radici al giorno d’oggi è difficile, non lo si vede fare a tante persone, tantomeno agli artisti. Ognuno vuole dare l’impressione di essere qualcosa o qualcuno che non è, invece io penso che l’originalità stia nelle cose semplici, umili. Io non voglio apparire: la gente mi vede come il ragazzo di Monopoli che gioca a pallone, che va al mare e che comunque sta cercando di far notare Monopoli, non il suo personaggio.

Il tuo sogno però non è quello di conquistare solo la Puglia. Dove ti vedi tra dieci anni?
I miei sogni sono troppo grandi e mi imbarazza un po’ condividerli, ma come dico in una mia canzone “quando voglio una cosa la penso così forte che faccio in modo che poi succede”. Vorrei vedere posti pieni di gente che canta le mie canzoni, che stia bene. Vorrei vedere mia madre e mia sorella sistemate, felici. Lo stesso vale per le persone a cui voglio bene. Lo stesso vale per me, tra dieci anni voglio avere un sorriso in faccia grande quanto una casa.

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