Donno: “Il Mio Inno All’Abbandono Del Dualismo, Sintesi Di Emozioni”

“Dei e Malanni” è il disco di debutto di Donno, anticipato dal singolo omonimo e poi da “Incondizionatamente” e “Altri Vizi” uscito il 24 settembre, una data tutt’altro che casuale visto che coincide con il compleanno di Nicolas Donno ma anche con i 30 anni dalla pubblicazione di “Nevermind” dei Nirvana, disco fondamentale nella formazione professionale del giovane artista.

Il disco è un percorso di evoluzione personale e spirituale di Donno, un inno di addio alla dualità con testi intimi ed introspettivi mentre si alterna il rock e il pop di fine anni ’90 all’indie e ai cantautori moderni per descrivere <<il nostro modo di interpretare qualsiasi cosa che che decidiamo di farci e di far accadere>>. “Dei e Malanni” è un monito a trasformare <<anche le cose apparentemente più dannose in un’occasione di cambiamento, miglioramento e guarigione>>.

Ecco l’intervista a Donno!

Ciao Nicolas! Come descriveresti il tuo album di debutto “Dei e Malanni”?
“Dei e Malanni” è un inno all’abbandono del dualismo. È il frutto di un percorso di evoluzione personale e spirituale, è la sintesi di esperienze e soprattutto emozioni vissute che portano sempre alla domanda più semplice ma più difficile di tutte che è “perché?”, e questa domanda invita a non soffermarsi sul giudizio giusto/sbagliato, nero/bianco ma a cercare di intendere le cose a 360 gradi.

Sfoghi, vizi, fede, amore. Possiamo dire che si tratta di un album che chiude un capitolo della tua vita?
Diciamo che ne chiude vari di capitoli ma ne apre ancora di più 😉 dopo aver completato questo percorso e questo album mi sono accorto di sapere molto meno rispetto a prima , citando Socrate 😉

Il 24 settembre è il tuo compleanno (auguri!) e lo stesso giorno nel 1991 usciva “Nevermind” dei Nirvana e nel 2021 il tuo “Dei e Malanni”. Quanto sei legato a “Nevermind”? E cosa hanno rappresentato i Nirvana per te?
Intanto grazie mille per gli auguri! Comunque si, il 24 settembre 1991, mentre “festeggiavo” il mio primo compleanno usciva uno degli album più stravolgenti della storia della musica, ed essendo nato proprio all’inizio dell’ultimo decennio del vecchio millennio non potevo che esserne influenzato! I Nirvana sono una delle band che più mi hanno ispirato, in particolar modo “Nevermind” che a parer mio insieme a “OK Computer” dei Radiohead sono proprio la sintesi delle emozioni che dominavano quel periodo storico! Quella sensazione di angoscia, di forte voglia di cambiamento e di necessità ad andare contro tutto ciò che si riteneva dannoso per l’umanità è stata spiegata perfettamente a suon di musica da queste band! Ogni nota di “Nevermind” è intrinseca di emozioni fortissime e per me l’arte deve essere emozione allo stato puro! Per questo album come “Nevermind” mi hanno influenzato cosi tanto, perché mi fanno provare emozioni e mi fanno riflettere! I Nirvana rappresentano il tentativo musicale di rivoluzionare il mondo, e loro ci sono riusciti.

Parliamo di “Incondizionatamente”. Il brano nasce da una lettera scritta a una persona dopo l’epilogo di una storia. Ora ti chiedo, hai trovato una risposta alla tua domanda <<Perché si deve sempre complicare tutto quanto?>>
Il problema di ogni domanda che comincia con un “perché” è che non ti porta risposte ma ad altre domande. Ho delle mie idee sul perché si deve complicare tutto quanto che è proprio una prerogativa dell’essere umano! Forse per il linguaggio, che non è mai abbastanza a spiegare neanche le cose più semplici, forse perché non abbiamo abbastanza memoria storica e dimentichiamo sempre tutto per poi rifare gli stessi errori…. Sta di fatto che ci sono sempre più domande che risposte! Magari rifammela tra 40 anni questa domanda, sia mai che ti risponderò con più risposte che domande!

In “Dei e Malanni” io ci vedo istinto e coscienza, yin e yang, bianco e nero. Due facce di una stessa medaglia. Ma Donno oggi è più luce o più ombra?
Nessuna delle due cose e tutte e due allo stesso momento… puoi dire di vedere l’ombra dove non c’è la luce?

L’album è una <<occasione di cambiamento, miglioramento e guarigione>>. Ti senti più cambiato, migliorato o guarito? E Perché?
Certamente! Mi sento diverso, cambiato e soprattutto migliorato! L’ho capito quando ho iniziato a prendere decisioni diverse da prima, a scegliere cose che prima non avrei scelto! Penso che il cambiamento vero non avvenga nella mente, ma avvenga in ogni atomo del proprio corpo, e quando ciò succede non ci si ricorda più di come si era prima! Ti vengono naturali cose che prima non lo erano! Questo album mi ricorda di ciò che ho vissuto in passato, ma l’emozione con cui lo percepisco ora è diversa, non è più quella di prima, quindi si, posso dire di aver rimarginato qualche ferita dell’anima, ma ce ne sono altre e ce ne saranno forse quasi sempre da coprire finché siamo qui.

Le due tracce finali del disco, “Addio” e “Pelle Di Serpente”, sembrano un saluto al tuo vecchio io e un cambio di pelle. Ma, guardando al passato, secondo te una persona riesce davvero a cambiare?
Dipende dal punto di vista con cui si guarda il cambiamento… inconsciamente e fisicamente in realtà cambiamo ogni secondo! Un secondo fa non ero la persona che sono adesso e che sarò tra un secondo! Però il cambiamento deve avvenire anche nella mente e nell’emozione, perché se con quelle si rimane ancorati a ricordi passati allora cambia solo la pelle ma non il resto! Cambiamo davvero quando agiamo istintivamente diversamente da ieri… se diciamo di essere cambiati ma poi quando ci troviamo al bivio giriamo sempre nella stessa direzione allora sono solo parole! La possibilità c’è per tutti, però è davvero difficile riuscire a farlo davvero, difficile per tutti, nessuno escluso.

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