Bomba Dischi mette in vetrina i suoi gioielli a Largo Venue – RACCONTO SOCIAL E FOTOGALLERY

Tre palchi, quindici artisti, un totale di quasi sette ore di musica live. Ad ospitare la grande festa di Bomba Dischi dopo i fasti dell’anno scorso all’Ex Dogana è il nuovo locale in Via Prenestina, Largo Venue. Il giardino ha dato il via a una delle kermesse musicali più attese degli ultimi mesi, non solo musica romana ma anche ospiti, curiosità, cover e tributi a grandi cantanti del passato. Dalle 19.00 il giardino del nuovo locale della Capitale ha iniziato a svegliarsi con i romagnoli Gastone dell’etichetta Bomba-friendly Mattonella Records e come loro ospiti anche i Gomma (ma di V4V Records). Sul terrazzo spazio ai francesismi dei Réplicant che tra una sigaretta e una cover di Franco Battiato (La Stagione dell’Amore) si fanno ri-conoscere dal pubblico presente al tramonto. Departure Ave. con formazione arrangiata per l’occasione inaugurano il Main Stage presente nella sala interna con capienza di 1000 e più persone.

Gli scatti social su Twitter con l’hashtag #BOMBACENTURY

 

Tornati da Udine dopo la serata di marzo con Willie Peyote al Monk, ecco gli Amari presentare nuovamente a Roma l’ultimo LP Polverone (il primo con Bomba Dischi), non mancano nel breve set brani simbolo come Le Gite Fuori Porta e Bolognina RevolutionUna delle band più interessanti – e sicuramente più trascinanti dal vivo – sono i John Canoe, wave-surf-rock direttamente dagli Inferi degli anni ’60. Giorgio Poi, silenziosamente imbraccia la chitarra per allestire l’intero prato di Largo di sogni pop ed effetti beatlesiani.

Germanò rende omaggio a Enzo Carella, cantautore romano scomparso nel 2017, ma non manca un piccolo excursus nel suo disco Per Cercare Il Ritmo (Grace). Mèsa, prima e unica donna nel roster dell’etichetta indie, colpisce e stende con il suo rock (e la rivisitazione di Heart Shaped Box) e i brani dell’esordio TouchéCarl Brave e Franco 126 (sul palco da solo più tardi insieme a Pretty Solero per chiudere la serata in bellezza con una manciata di stornelli romani con autotune) portano il disordine in quel di Via Prenestina con il pubblico assiepato addirittura sotto le scale della terrazza.

La vera sorpresa è Francesco De Leo, che dopo aver preso posto fisso nella nuova musica italiana con la sua Officina della Camomilla arriva alle grandi orecchie (complice l’apertura delle date nei club ai Baustelle) con l’album solista La Malanoche, prova a metà tra Giorgio Poi (produttore) e le atmosfere noir dei film anni ’70.

Orgasmo e Pesto sono i due nuovi fiori all’occhiello dell’artista che con solo chitarra e voce il pubblico aspettava da diverse ore: Calcutta. Il cantautore di Latina fa cantare a gran voce il suo pubblico per poi scomparire nel backstage silenziosamente – il nuovo album Evergreen esce il 25 maggio – intanto i Bamboo e i dissacranti Pop X iniziano la cavalcata finale tra salti, gioia e etilometro alle stelle. Al 2019!

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