L’aura ammaliante di Billy Corgan nella Mole di Ancona

Dopo l’unica data italiana degli Smashing Pumpkins al Firenze Rocks che ha lasciato un po’ a bocca asciutta i fan della band per l’assenza in scaletta di brani come “Tonight Tonight” e “Today”, Billy Corgan torna in Italia e questa volta lo fa per un solo tour che dopo esser passato dal Vittoriale approda alla Mole Vanvitelliana di Ancona – per concludersi al Sexto ‘Nplugged.

Una delle cornici più belle per gli spettacoli musicali estivi incontra uno dei migliori interpreti degli ultimi trent’anni. William Patrick Corgan vestito di nero come i bei tempi di “Adore” – anche se un pochino meno in forma – sale sul palco armato della sua chitarra e con un pianoforte Rossini ad aspettarlo. Con l’aiuto del suo Ipad, Billy inizia la prima parte di set, composta dai brani dei suoi due dischi da solista, “The Future Embrace” e “Ogilala”.
Dopo il silenzio sui primi brani, Billy si scioglie grazie al calore degli oltre 1500 fan che in educata estasi, osservano ed applaudono il 52enne di Elk Grove Village che non smette di scherzare – “Vorrei ringraziare la mia band, James, Jimmy, Jeff, Jack…” – e invita sul palco la bellissima Katie Cole per due brani, “Buffalo Boy” e “Dancehall”. In chiusura del primo set annuncia poi “una canzone in onore a David Bowie, non per David Bowie”: ecco “Zowie”.

Si chiude dunque il primo set dedicato al materiale solista di William Patrick Corgan e si apre la seconda parte dello show composto da “Canzoni con cui avete perso la verginità, con cui vi siete innamorati e vi siete lasciati” – ovviamente ecco a voi gli Smashing Pumkins.
Il Re è nudo ed è di fronte a tutto il suo pubblico suona canzoni della sua band lasciate ai margini come “Wound”, “Thirty Tree” e “Spaceboy” passando per la più recente “Violet Rays” “Questa è una canzone tratta da Oceania… grazie alle due persone che lo hanno ascoltato”.
Ironico, schietto e un po’ timido (continua a gesticolare verso il pubblico come il miglior Elvis ad ogni applauso), Billy beve rigorosamente acqua Fiji causando una battuta dal pubblico: “Quella è acqua?”… La risposta è pungente, “Non parlo italiano”.

Momento introspettivo con dedica alla madre scomparsa con “A Song For A Son”, una delle migliori produzioni di Corgan negli anni 2000 estratto dall’EP del 2010 “Teargarden by Kaleidyscope Vol. 1: Songs for a Sailor” passando per “Tonight Tonight” e per la nuova “Travels” (da “Shiny And Oh So Bright Vol.1”) e continua: “È tardi non volete andare a casa? Io voglio andare a casa..”, accompagnando “To Sheila” e la coda di “Wish You Were Here” cantata dal pubblico. Dopo l’attesissima “1979”, Billy scherza – “Ora devo andare al mio albergo e farmi tante droghe. Non giudicatemi per le mie droghe” – e seduto al pianoforte partono le note dell’amata “Disarm” che chiude il secondo set. Tra applausi e urla il leader dei Pumpkins risale per un ultimo saluto, questa volta con “Today”.

Quella che si è celebrata ad Ancona è stata una vera e propria Messa e non per qualche battuta che il cantante ha orchestrato a mezza bocca sul Papa ma per la solennità dell’evento di fronte ad un’entità più grande di noi. Corgan si conferma -casomai ce ne fosse mai stato il dubbio – uno degli autori più prolifici degli ultimi 30 anni con un’aura trascinante e ammaliante che lo avvolge da sempre e per una sera ha avvolto anche tutti noi.

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