IMAGINE DRAGONS: la recensione di “Origins” (2018)

NOME

Imagine Dragons

GENERE

Rock

ESORDIO

Night Visions (2012)

ULTIMO ALBUM

Origins (2018)

COPERTINA

Gli Imagine Dragons sono tornati con il quarto e nuovo album

ELENCO CANZONI

Natural
Boomerang
Machine
Cool Out
Bad Liar
West Coast
Zero
Bullet in a gun
Digital
Only
Stuck
Love
Birds
Burn out
Real life

VIDEO/SINGOLI DALL’ALBUM

PUNTO DI VISTA

di Raffaele Rossi

Dan Reynolds e i suoi Imagine Dragons sono tornati con il quarto album in studio “Origins”, a un anno di distanza dal precedente “Evolve”.
Anticipato prima dal singolo estivo “Natural” e poi dai successivi “Zero” (colonna sonora del film Ralph Spacca Internet), “Machine” e “Bad Liar”, i quattro statunitensi guardano al futuro ma con un passo sempre alle loro origini rock.
Dan Reynolds spiega così la genesi di “Origins”:

“È come esplorare nuovi territori ma apprezzare anche le tue origini. Quando creiamo, lo facciamo senza porci confini o regole. Troviamo eccitante creare musica che ci appaia differente e nuova”.

Concepito come il fratello di “Evolve”, il quartetto di Las Vegas esplora quella che è una giungla cittadina – così come disegnato sulla copertina del disco – grazie all’aiuto dei produttori Joel Little (Lorde, Khalid), Mattman & Robin (Selena Gomez, Carly Rae Jepsen) e John Hill (Florence And The Machine) e confezionano 15 canzoni che, seppur diverse tra loro (in alcuni momenti si avverte la ‘troppa rottura’ come in “West Coast”), legano i diversi momenti della vita musicale dei Draghi. Così come fu “X & Y” per i Coldplay e “Black Holes and Revelations” per i Muse (sono appena tornati con il nuovo “Simulation Theory”), anche questo può essere considerato quasi un breaking album, ovvero un album di rottura con alcuni vecchi schemi musicali della band.

Gli Imagine Dragons hanno pubblicato il nuovo album

“We Are The Face Of The Future” – un anno fa tutto si era chiuso con un ballo nel buio della band (“Dancing In The Dark”) quasi a voler dire che stavano cercando una nuova luce da cui ripartire e ora eccoli cantare così in “Digital”. Il fuoco che ha acceso la rinascita del gruppo è una somma di sample, basi pre-registrate, folk, rock, hip hop e pop. Gli Imagine Dragons si mostrano al mondo come solo una star di contemporary pop e R&B sa fare: Janet Jackson e Whitney Houston guardano i quattro nascoste nell’armadio nella tripletta di canzoni “Only”, “Stuck” e “Love”.
Gli Imagine Dragons si confessano dei loro peccati e dopo la prova ‘commerciale’ di “Evolve” riescono ancora una volta ad avere visioni notturne e tornare alla loro vita reale (“Real Life”) che, fino a prova contraria, è stata contraddistinta solamente da grandi hit finora. Questo super-potere però deve essere usato sempre con molta parsimonia per non perdere l’ identità di cui ancora Dan Reynolds e compagni sembrano essere ancora, in minima parte, alla ricerca.

VOTO: 7,5

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