Nasce il Coordinamento Feste Rock Vicenza: la musica si allea contro la burocrazia

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Nasce uno dei più grandi coordinamenti d’Italia tra gli event manager delle 5 feste rock vicentine per permettere alla musica di valorizzare il territorio. A Vicenza, grazie all’Ufficio Politiche Giovanili del Comune, ecco il Coordinamento Feste Rock Vicenza: il Comune aiuta cinque festival finanziando alcune spese organizzative e loro ne traggono vantaggio migliorando la qualità dei servizi proposti. Un movimento che ha presentato un bilancio sociale interessante: i cinque eventi assieme garantiranno 26 giorni di musica dal vivo su 46 giornate complessive, il live di più di 60 artisti e il lavoro di quasi cinquecento volontari che assieme lo scorso anno hanno portato circa sessantamila persone a divertirsi con un indotto economico di circa trecentomila euro.

I portavoce affermano:

“Ci siamo uniti per garantirci la sopravvivenza. Tutto attorno i festival muoiono perché i costi sono elevatissimi e la burocrazia è di difficile gestione. Unendo le esperienze dei cinque gruppi degli organizzatori, una cinquantina di persone in tutto, riusciamo a fronteggiare le difficoltà. Qualche esempio? Ci aiutiamo con le norme per organizzare un evento. O lavoriamo assieme per la cura dell’ambiente e il riciclaggio dei rifiuti. Il nostro obiettivo comune è valorizzare le aree dove organizziamo gli eventi, parcheggi di periferia o parchi che durante l’anno sono abbandonati. Ormai è chiaro: gli eventi musicali generano indotto economico e fanno lavorare le persone, sono raduni che trasmettono valori positivi e culturali, oltre ad aiutare le singole realtà a farsi conoscere”.

Accanto agli storici appuntamenti con il Ferrock e il Riviera Folk Festival, animano le notti vicentine anche il Lumen Festival e il Jamrock Festival nonché lo Spio Rock: l’intento è quello di far crescere l’economia e la cultura del territorio attraverso il lavoro volontario.

Qualche numero del 2017…

I cinque festival hanno occupato 432 volontari dell’età media di 27 anni. 85 persone ad evento che hanno lavorato in media ognuna 37 ore, per un totale di 16.076 ore complessive sui 22 giorni di eventi. Gli organizzatori coinvolti sono stati 54, una decina per evento, e hanno impiegato in media cento ore l’anno per un totale di 5.200 ore. Sommando il lavoro del popolo dei volontari, se un ente pubblico dovesse pagare per realizzare gli eventi, dovrebbe mettere a preventivo 25.600 ore di lavoro. In tutto, i cinque festival hanno calamitato 57.000 persone che si sono divertite su un totale di 42 mila metri quadri di allestimento su parchi e parcheggi, aree altrimenti dismesse. La gestione della raccolta differenziata ha garantito risparmi del 41% sulle spese e l’indotto è quasi totalmente locale: gli organizzatori hanno impiegato il 92,4% del loro budget di spesa nel Vicentino, per un totale stimato in 265.000 euro. 

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