Amari, il ritorno dei maestri del pop sbagliato

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Gli Amari sono un gruppo pop, rock, dance, synth, indie,hip hop, r’n’b della città di Udine formati nel 1999.

La band ha attraversato quasi 20 anni di carriera regalando al pubblico una personale visione della musica, spaziando in maniera naturale tra diversi generi musicali e assimilando nuove influenze durante il cammino.

Dariella e Pasta iniziano come duo rap alla fine degli anni Novanta nella loro città natale Udine e poco tempo dopo decidono di spaziare tra i generis con l’inserimento di un nuovo membro al basso, Cero. Il trio vince nel 2000 l’Arezzo Wave, in quegli anni premio prestigioso per chi desiderava emergere nella scena musicale italiana, festival grazie al quale riescono a produrre il secondo disco Apotheke dopo la prova di 7 tracce uscita nel 2000 (Corporali).

Con il nuovo produttore Leonardo Fresco Beccafichi, gli Amari crescono e si evolvono come animali selvaggi ben educati, il loro sound infrange le barriere di lingua e genere.

Dopo il buon Gamera del 2003 è con Grand Master Mogol (2005) che la band friulana arriva al sound perfetto e ad un’immagine sempre più personale: nei video i colori e il vestiario sono ben riconoscibili come underground dell’upper class.

Prodotti e distribuiti dalla Warner Music, la band ora formata da cinque elementi parte per un lungo tour in tutti club più importanti d’Italia.

 


L’album della definitiva consacrazione arriva nel 2007 dal titolo Scimmie D’Amore, è l’emblema (come la copertina suggerisce) che se ti alleni e sudi a dovere i muscoli escono e il cuore cresce. Di nuovo in un lungo tour con una divisa che ricorda la copertina, cinque felpe con pettorali scimmieschi per cinque artisti che hanno cambiato la visione del pop in Italia.

Diventati definitivamente cinque, gli Amari registrano tutti insieme Poweri (2009), primo album con molti testi in lingua inglese e dalla patina prettamente dance eighties. Nel 2013 Dariella, Pasta e Cero tirano fuori Kilometri, la prova perfetta di pop cantautoriale mista al sound Amari. L’anno dopo scrivono il materiale per la colonna sonora del film di Francesco Calabrese Maicol Jecson.
E poi di nuovo chiusi in studio, sempre in tre, sempre per alzare di nuovo la polvere.


Il 20 ottobre 2017 nasce Polverone, settimo album in studio degli Amari e primo con l’etichetta romana Bomba Dischi, che ha dato i natali ai nuovi volti della musica indipendente italiana come Germanò, Calcutta e Giorgio Poi.

Anticipato da Dinosauro, brano minimale con tanto di citazione di Ken Il Guerriero, in cui i tre affermano di essere “dei dinosauri” e poi dalla vitale Gatti Di Polvere per ripartire definitivamente “da questo stop”. 

Gli Amari, inventori del sound di tutta la scena indipendente italiana del momento, nel 2018 siamo sicuri riusciranno a riprendersi il posto che spetta loro, sul trono, a guardare tutti dall’alto in basso.

LEGGI LA RECENSIONE DI POLVERONE DEGLI AMARI

 

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