Violet Grohl, figlia di Dave, debutta con “Be Sweet To Me”

Violet Grohl pubblica il suo album di debutto, “Be Sweet To Me”, uno dei casi discografici più interessanti dell'anno. Ascoltalo!

Violet Grohl – Foto di Bella Newman

Se il sangue non mente, l’alternative rock ha appena trovato la sua nuova bussola. Violet Grohl pubblica il suo attesissimo album di debutto, “Be Sweet To Me”, un lavoro potente e ruvido che si candida a diventare uno dei casi discografici più interessanti dell’anno. In concomitanza con l’uscita del disco, è stato rilasciato anche il videoclip del brano “Bug in the Cake”, firmato alla regia da Nikki Milan Houston.

La diciannovenne cantautrice dimostra fin dalle prime note di non aver bisogno di presentazioni dinastiche, mettendo sul piatto una maturità artistica sorprendente e una cultura musicale sterminata.

Radici di famiglia e formazione da autodidatta

La musica ha sempre avuto un ruolo centrale nella famiglia Grohl. Violet è figlia di Dave Grohl, frontman dei Foo Fighters, e la passione per le sette note affonda le radici nelle passate generazioni: l’artista ricorda infatti come anche i suoi stessi nonni paterni fossero musicisti appassionati.

Cresciuta in un ambiente stimolante, ha iniziato a cantare e a suonare fin da piccolissima, dimostrando un precoce talento e un approccio indipendente. Ha infatti imparato a muovere i primi passi da autodidatta, prima imbracciando l’ukulele e successivamente passando alla chitarra. Per Violet, la scelta dei produttori e dei collaboratori con cui dare forma al proprio debutto ha rappresentato uno dei bivi fondamentali dei suoi primi anni dell’età adulta: “Entrare in studio e registrare musica mi è sembrata subito la strada che avrei dovuto percorrere”, racconta l’artista diciannovenne.

Dalle suggestioni di David Lynch al grunge

Registrato a Los Angeles nello studio casalingo del produttore Justin Raisen (già dietro al successo di icone del calibro di Kim Gordon, Charli XCX, Yves Tumor e Angel Olsen), “Be Sweet To Me” è nato in modo del tutto naturale. Proprio Raisen è rimasto colpito dall’artista fin dal primo incontro: “La mia prima impressione è stata che Violet avesse una maturità ben oltre la sua età. Ha una voce straordinaria e non ha paura di essere completamente se stessa”.

Dal punto di vista sonoro, il disco è un brivido nostalgico che affonda le radici nell’alternative rock a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta. Ascoltando le undici tracce si avvertono chiaramente le fascinazioni per giganti come Pixies, Soundgarden, Cocteau Twins, The Breeders, PJ Harvey, The Muffs, Björk, Alice in Chains, L7 e Juliana Hatfield.

“Ascolto questa musica fin da quando ero bambina”, ha raccontato Violet Grohl, spiegando come gran parte del materiale sia nato da jam session spontanee in studio guidate da playlist d’ispirazione personali, che spaziavano dal trip hop al black metal scandinavo fino al jazz vocale e alla new wave.

L’album di Violet Grohl

L’album si muove tra atmosfere cinematografiche debitrici dell’universo di David Lynch e graffi lirici molto precisi, specchio dell’evoluzione emotiva dell’artista durante la lavorazione:

  • “595”: un brano abrasivo e sensuale nato dall’ironica suggestione di una vecchia t-shirt che pubblicizzava una linea telefonica erotica.
  • “Bug In A Cake”: prende spunto dagli strani episodi vissuti dall’artista dopo il trasferimento nella casa della nonna paterna scomparsa, figura che descrive come una presenza fondamentale nella propria vita.
  • “Applefish”: una ballata slowcore dalle venature grunge che affronta a viso aperto il tema della mortalità.
  • “Cool Buzz”: una traccia tagliente che prende di mira le ipocrisie e le contraddizioni di certi ambienti punk, ancora poco inclusivi nei confronti delle donne.
  • “Last Day I Loved You”: un suggestivo episodio shoegaze incentrato sulla perdita del senso di sé.

Il titolo stesso dell’album, “Be Sweet To Me”, nasce in realtà da una battuta privata tra Violet e i suoi amici: una sorta di “bandiera bianca” utilizzata quando gli scherzi diventano eccessivi. Un nome che riflette perfettamente lo spirito di un’artista che affronta senza paura la vulnerabilità, la crescita personale e la trasformazione.

La critica internazionale si è già mossa all’unisono: se SPIN ha descritto i brani come “potenti, ruvidi e irresistibilmente contagiosi”, la rivista NYLON ha incoronato senza mezzi termini Violet come “la più autentica erede dell’alt-rock degli anni Novanta apparsa da molto tempo”.

Stati Uniti sold out: in estate Violet Grohl sbarca nei festival europei

L’onda d’urto di “Be Sweet To Me” si sta già riflettendo sulla dimensione live. Il primo tour da headliner di Violet Grohl parte proprio questa sera con un debutto blindatissimo e sold out a Los Angeles, a cui seguiranno tappe già completamente esaurite a New York, Philadelphia, Baltimora e Washington D.C.

L’agenda dei prossimi giorni è fittissima: il 1° giugno l’artista terrà uno speciale live in-store nel leggendario tempio dei vinili Rough Trade NYC, mentre il 3 giugno farà il suo debutto televisivo americano sul divano del The Tonight Show di Jimmy Fallon.

I fan europei dovranno invece pazientare fino ad agosto, quando Violet Grohl sbarcherà nel Vecchio Continente per una serie di appuntamenti nei principali festival estivi, prima di rientrare negli Stati Uniti a settembre per calcare i palchi di manifestazioni di culto come lo Shaky Knees di Atlanta, il CBGB Festival di New York e l’All Things Go nell’area di Washington D.C.

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