Ma quale giocattolo, i Foo Fighters sono ancora i re del castello

Tra voyeurismo metropolitano e urgenza garage, i Foo Fighters pubblicano "Your favorite toy", un disco che sa di casa ma guarda lontano

Foo Fighters – Foto di Elizabeth Miranda

Tra voyeurismo metropolitano e lโ€™urgenza del garage, i Foo Fighters sono tornati con “Your favorite toy”, un disco che sa di casa ma guarda lontano. A oltre trentโ€™anni dal loro debutto, la band guidata da Dave Grohl non si limita a occupare il trono del rock mondiale ma continua a ridipingerlo con i colori della spontaneitร .

Con l’uscita di questo dodicesimo progetto, il cerchio sembra chiudersi definitivamente tra la magniloquenza degli stadi e quell’intimitร  sporca, quasi amatoriale, delle origini.

Come nasce “Your favorite toy”

Nato tra le mura di casa e co-prodotto con Oliver Roman, “Your favorite toy” trasuda un’autenticitร  che il mixaggio di Mark โ€œSpikeโ€ Stent esalta senza mai edulcorare. I singoli che hanno aperto la strada ci avevano giร  suggerito la direzione di questo viaggio: se “Caught In The Echo” si รจ imposto come un inno istantaneo capace di scavare nelle radici del passato, la traccia di chiusura “Asking For A Friend” sigilla il disco con quel mix agrodolce di malinconia e adrenalina che รจ ormai il marchio di fabbrica del gruppo.

In mezzo, si muove un lavoro muscolare ma riflessivo, dove brani come “Amen, Caveman” o “Spit Shine” mostrano una band che non ha paura di sporcarsi le mani, grazie anche all’innesto prezioso di Ilan Rubin dietro le pelli, capace di portare una precisione millimetrica nelle trame sonore dopo la morte di Taylor Hawkins.

“Your Favorite Toy” non รจ lโ€™album della maturitร , perchรฉ quella Grohl l’ha conquistata decenni fa. รˆ lโ€™album della consapevolezza, quella di chi sa che alzare il volume nel salotto di casa puรฒ ancora far tremare i vetri di tutto il mondo.

La prospettiva privilegiata dei Foo Fighters

รˆ nel video del nuovo singolo “Window” che la filosofia dell’album trova la sua sintesi visiva. Diretto da Jake Erland su unโ€™idea originale di Grohl, il clip mette in scena un Craig Parkinson sospeso su un grattacielo, un lavavetri che osserva il mondo attraverso il vetro e lโ€™acciaio. รˆ una metafora potente del ruolo dei Foo Fighters oggi: osservatori quasi invisibili di una realtร  frenetica, appesi a un filo ma dotati di una prospettiva privilegiata.

In fondo, come suggerisce il titolo stesso dell’album, loro sono ancora i nostri “giocattoli preferiti”, pronti a essere rispolverati per ricordarci che il rock puรฒ ancora essere una faccenda privata, domestica, eppure universale.

Il ritorno in Italia dei Foo Fighters

Lโ€™attesa per testare questa nuova dimensione dal vivo รจ ora tutta proiettata verso il “Take Cover World Tour”, che vedrร  i Foo Fighters approdare in Italia per unโ€™unica data domenicale il 5 luglio 2026 agli I-Days Milano Coca-Cola.

Allโ€™Ippodromo SNAI La Maura, la festa si completa con due aperture d’eccezione: il post-punk viscerale degli Idles e l’energia dei Fat Dog. I biglietti sono qui.

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