
Il ritorno di Luca Carboni sul palco del Palazzo dello Sport di Roma non è stato solo un concerto, ma una celebrazione della sua straordinaria carriera. Nato a Bologna nel 1962, Carboni ha segnato la storia della musica italiana sin dai primi anni ’80.
Dagli esordi con i Teobaldi Rock alla folgorante carriera solista, il musicista ha saputo raccontare l’amore e la quotidianità con una cifra stilistica unica, a metà tra l’introspezione e la cronaca urbana. Nel 2019 è stato headliner sul palco del Mi Ami.
Il racconto di una rinascita: le parole di Luca Carboni a Roma
La serata romana è stata un viaggio catartico, aperto con le parole che hanno scosso il pubblico: “Cento milioni di cuori che battono all’unisono, questo è Rio Ari O. Mi fate piangere, grazie a ognuno di voi, grazie Roma”.
Carboni ha mostrato una rara vulnerabilità, spiegando le radici di questo tour: “Avevo raccontato in un’intervista, dopo aver passato un momento difficile, che se fossi tornato sul palco avrei cantato come prima canzone Primavera. perché è la bellezza della rinascita. Stasera non parlerò ma lascerò spazio alle parole e a qualche disegno”.
Nel 2022 gli è stato diagnosticato un tumore ai polmoni e, dopo un percorso di cure complesso e silenzioso, oggi quel palco rappresenta per lui non solo un ritorno alla musica, ma la la conferma che la vita, proprio come le sue canzoni, può ricominciare a scrivere strofe inedite anche dopo la tempesta.
Tra la RCA e il ricordo dei grandi della musica
Il legame di Carboni con Roma è profondo, radicato negli anni della mitica RCA: “Un ricordo che ho della Capitale è quando arrivai in autobus, da solo, in fondo a via Tiburtina per firmare con la RCA. Un altro ricordo è quando si stava a casa di Lucio Dalla, a vicolo del Buco. Altro bellissimo ricordo il mio primo concerto al teatro Olimpico, c’era Monica Vitti in prima fila a cantare le mie canzoni. Ho conosciuto tanti amici che ci sono e che non ci sono più, come Michele Mondella, discografico e amico. Poi tutti quei cantautori che amavo e incontravo al Bar Mario alla RCA, come Renato Zero, Francesco De Gregori, Antonello Venditti. Ero esterrefatto. Tanta vita qui, tanta dolce vita”.
Il mito dell’autobus 13 e il futuro di San Luca
Durante le sue dure ore e mezza, il concerto ha mescolatosimbolismo e memoria. Sull’esecuzione di “Inno Nazionale”, il palco si è vestito con le bandiere di Italia, USA e URSS. Spazio poi alla genesi di Gli autobus di notte, eseguita in acustico: “Sono due anni che sto provando a chiudere un libro che racconta di tanti posti della mia vita. Da bambino la mia camerina era davanti alla fermata del bus 13, a Bologna. Per anni ho convissuto con questo mezzo gigante che faceva tremare i vetri quando passava. Però la notte non passava più e io mi chiedevo dove finisse questa macchina, avevo delle ipotesi, così è nata questa canzone”.
Dopo “Farfallina” e “Silvia lo sai”, la seconda parte dello show è stata un tributo al presente, alla rinascita di uno dei cantautori cult di anni ’80 e ’90. A sorpresa sul palco arriva Tommaso Paradiso per duettare su “Luca lo stesso”, scritta a quattro mani nel 2015. Il brano ha sancito la seconda vita artistica di Carboni: Questa canzone è nata da una sua idea, è stata una grande carica di energia di una nuova generazione”.
Oltre le cicatrici: la nuova vita di Luca Carboni
E mentre Bologna e Roma pareggiavano nel match di andata di Europa League, sono arrivate le note di “San Luca”, eseguita “per la prima volta da solo”, e poi “Bologna è una regola”. L’energia collettiva di Mare Mare e l’abbraccio di Ci vuole un fisico bestiale, hanno concluso una notte che non è stata solo musica, ma una vera e propria dichiarazione di intenti. Luca Carboni non è tornato sul palco per guardarsi indietro, ma per riprendere il filo di una storia che, a giudicare dal calore del palasport romano, è ancora lontana dal suo finale. E mentre le luci si accendevano e il pubblico si avviava verso le uscite, resta la testimonianza di un artista che ha trasformato le sue cicatrici in disegni e i suoi ricordi in una festa che appartiene, ormai, a tutti noi. Bentornato, Luca.
Le prossime date del tour
Luca Carboni concluderà il suo tour nei palasport con due ultime date il 19 e 20 aprile all’Unipol Arena di Bologna. Poi lo aspetta una lunga estate di musica tra festival, teatri e piazze. Biglietti e info sul sito di Friends & Partners.
La scaletta di Luca Carboni a Roma
- Primavera
- Sto pensando
- Ci stiamo sbagliando
- Fragole buone buone
- Sarà un uomo
- La mamma
- Solarium
- Ci sei perché
- Caro Gesù
- La mia città
- Chicchi di grano
- Inno nazionale
- Mi ami davvero
- L’amore che cos’è
- Le ragazze
- Gli autobus di notte
- Farfallina
- Silvia lo sai
- Luca lo stesso
- San Luca
- Bologna è una regola
- Vieni a vivere con me
- Mare mare
- Una grande festa
- Ci vuole un fisico bestiale
