Do Your Thang: “Riuniti Per Trovare La Strada, Siamo Una Gang Ma Non Siamo Criminali”

Do Your Thang nuovo album "Gang Theory"

Il collettivo romano Do Your Thang riunisce tutti i suoi 11 membri – i rapper Pacman XII, Penny, Panz, William Pascal, White Boy, Jekesa, il cantante SWED, i produttori Alan Beez, Rubber Soul, Benjamin Ventura e Dj Dibba – nel nuovo progetto “Gang Theory”.

Composto da 15 tracce, “Gang Theory” vede i featuring di alcuni amici e colleghi della crew romana: Willie Peyote in “My Bad”, Ensi in “Mass Effect” e, dopo il successo di “Adversus”, i Colle Der Fomento in “Alma Libre”. Tra gli altri brani ci sono “San Fierro”, ispirato all’immaginario del gaming e la finale “Posse” in cui per la prima volta partecipa il Do Your Thang al completo.

Ecco l’intervista al Do Your Thang!

Come nasce e quando “Gang Theory”?
Dopo tante uscite da artisti singoli, “Gang Theory” nasce dall’esigenza di avere un vero e proprio lavoro di gruppo. Ci siamo riuniti per ritrovare la strada. Abbiamo fatto il processo inverso del Wu Tang Clan: prima il percorso da singoli e poi in gruppo. Era una necessità di farci vedere uniti anche in studio, non solo nei live. Abbiamo cominciato a progettarlo a novembre 2019 con le sessions di produzione e poi con il lockdown abbiamo dovuto interrompere tutto. Abbiamo fatto tanto lavoro per via telematica, difficile ma diverso. A fine 2019 avevamo tutto l’album pronto ma abbiamo aspettato per farlo uscire perché volevamo che la situazione dei concerti tornasse come prima.

Il titolo è la ‘teoria della gang’ o c’è un altro significato?
È la nostra chiave di lettura della gang. Noi non ci sentiamo di appartenere a nessuna corrente, noi facciamo la ‘nostra cosa’, Do Your Thang infatti. Il titolo è una ennesima rappresentazione di questo: è un gruppo di persone che continuano a divertirsi facendo musica a discapito delle scelte di mercato. Siamo una gang ma non siamo criminali. Ma è anche una citazione di Big Bang Theory, siamo tutti dei nerd, abbiamo unito le nostre passioni.

La prima traccia che avete composto per il disco è “Destinati”, ha un sound più oscuro rispetto alle altre tracce, come mai?
È la cifra stilistica delle reference a cui ci siamo ispirati, la parte più hardcore del Do Your Thang, il rap nudo e crudo. Ci siamo ritrovati con quel basso che ti scuote e i versi taglienti. Ognuno ha influenze diverse e alla fine in un lavoro di gruppo viene fuori un disco molto vario, non ci siamo posti limiti nello sperimentare. Ci siamo addentrati in diversi mood e ambienti sonori.

In “San Fierro” ci sono dei riferimenti ai videogiochi ed è un mix di lingue (italiano, inglese, spagnolo), come nasce il brano?
La session in studio è stata divertente e delirante. E il nostro obiettivo è quello di far divertire chi lo ascolta.

Ogni traccia è diversa. Nell’ultima “Posse” siete tutti insieme, un mix di vari sound. Che significato ha?
Il termine ‘posse’ è utilizzato nell’hip hop quando il brano raccoglie più elementi artistici, le posse erano le crew allargate, un modo diverso e politicizzato di dire ‘gruppo’. Noi lo abbiamo reso nostro, inserendo più sonorità per una posse atipica. È il manifesto del non seguire nessuna regola scritta, una provocazione averla chiamata ‘Posse’.

“Gang Theory” ha 15 tracce. Non vi sembrano un po’ troppe?
Il motivo principale per cui il disco ha così tante tracce è che noi siamo tanti elementi. Abbiamo cercato di far sì che ci potessimo esprimere tutti, un ampio respiro a ogni membro della crew.

Cosa vi accomuna con il Colle Der Fomento? Come mai li avete scelti per un featuring nel disco insieme a Willie Peyote ed Ensi?
Con il Colle ci accomuna il senso di crew, si avverte in “Alma Libre”. Ci siamo visti diverse volte con loro a Roma e abbiamo portato il Danno nel format It’s The Joint, siamo in ottimi rapporti, è nato tutto naturalmente. Willie Peyote lo conosciamo dal 2014, quando lo abbiamo ospitato a Roma in una serata al Centro Sociale di Garbatella dove cantava lui e il rapper svedese Prop Dylan, era scontato ci sarebbe stato lui in “My Bad” e ci piace tantissimo come artista. Ensi lo abbiamo incrociato più volte in situazioni live, ci ha regalato una strofa in “Mass Effect” da mani nei capelli, siamo soddisfatti.

Un featuring con un artista straniero?
Difficile sintetizzare. Diremmo High Focus, il collettivo inglese. Non sarebbe male una bella collaborazione con loro. Ma anche Chali 2na dei Jurassic 5 che abbiamo avuto il piacere di ospitare al nostro primo anniversario. Ma anche Loyle Carner.

A Roma dove si deve andare per sentire il vero rap? Porterete “Gang Theory” in tour?
Devono venire ai live del Do Your Thang! Questa estate sicuramente suoneremo a Roma, la data sarà annunciata presto. Stiamo definendo anche altri concerti. Faremo casino, un’ora e mezza di live

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