COLLE DER FOMENTO: la recensione di “Adversus” (2018)

NOME

Colle der fomento

GENERE

Rap/Hip-Hop

ESORDIO

Odio pieno (1996)

ULTIMO ALBUM

Adversus (2018)

COPERTINA

Colle Der Fomento copertina album "Adversus"

ELENCO CANZONI

Storia di una lunga guerra
Eppure sono qui
Nulla virtus
Noodles
Lettere d’argento
Adverss
Penso diverso
Sergio Leone
Cuore più cervello
Nostalgia
Miglia e promesse
Musica e fumo
Polvere
Mempo

VIDEO/SINGOLI DALL’ALBUM

 

PUNTO DI VISTA

Undici anni. Tanto è trascorso dall’ultima uscita ufficiale discografica del Colle der Fomento. E se in questi anni Danno e soci in realtà non si sono mai veramente fermati, un nuovo disco era comunque molto atteso dai fan della storica band hip hop romana, a maggior ragione in un’epoca come quella attuale in cui l’onda trap sembra travolgere tutto e tutti rimettendo in gioco il concetto stesso di musica rap.

E “Adversus”, questo il titolo del lavoro, non delude le attese: i ragazzi del Colle sono in forma smagliante e buttano sul piatto 14 tracce di grande spessore che corrono lungo il fil rouge del conflitto, tema centrale del disco come del resto già suggerito dal titolo. Una guerra che si dipana su tre fronti: quello sociale, in un Mondo che ha ribaltato completamente la gerarchia dei valori, con fama e denaro ormai in testa ad essa (“Adversus” e “Penso Diverso”); quello interno, figlio inevitabile del primo, fatto di insicurezze e demoni; e da ultimo il fronte temporale, di un tempo che passa e tutto cancella (“Nostargia e Polvere”, dedicata alla memoria di Primo Brown, voce e anima dei Cor Veleno).

Un disco old school (e “Cuore Più Cervello” ne è forse il manifesto migliore), in cui l’hip hop abbraccia tanti altri generi musicali per dare voce alle rime più intime di Danno, Masito e DJ Baro: il rock, il blues, il jazz e la musica italiana si fondono tutti assieme per un viaggio da gustarsi traccia dopo traccia. Alla regia, DJ Craim, che produce quasi tutti i pezzi; compagni di cammino, Roy Paci – sua la tromba campionata nella già citata “Polvere” – e un altro big della vecchia scuola HH made in Italy, ovvero Kaos One, che presta le sue rime in “Sergio Leone” e “Miglia e Promesse”.

Tutti ingredienti che danno vita a un lavoro lungamente atteso dalla fan base del Colle: e la polverizzazione dell’edizione in vinile e le ottime vendite del disco fisico in cd sono la prova che malgrado i suoni in città siano cambiati, c’era ancora sete di quel caro vecchio hip hop vecchia scuola.

VOTO: 8

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