Piero Pelù, il “Gigante” Virgilio nel Terzo Cerchio dantesco romano

Foto di Auditorium Parco della Musica

<<Un anno e mezzo volato come se niente fosse>> questo è la frase con cui ha esordito Piero Pelù dinanzi al suo pubblico romano accorso lunedì 19 luglio all’Auditorium Parco della Musica. Una quiete dopo la (quasi) tempesta sfiorata nel tardo pomeriggio, una pioggia che, fortunatamente, da intensa si è diradata in poco meno di un’ora e stava per mettere a serio pericolo la riuscita dello show. E invece il Sole è tornato a fare capolino tra le fronde, per poco, per poi lasciare spazio a una Luna splendente e <<sorridente>>.

Il ragazzaccio della musica torna a Roma dopo l’esaltante show all’Atlantico del 2019 – qui il racconto – con una scaletta rimaneggiata per accontentare i vecchi fan dei Litfiba e quelli cresciuti invece con le hit da solista. E continua ancora oggi, dopo <<quarant’anni>>, a insegnare le profezie rock, l’ecologia, l’odio per le mafie e cosa vuol dire “Vivere Il Mio Tempo” in questi strani, maledetti tempi di pandemia.

Inizia proprio da “Infinito”, l’ultimo vero album dei Litfiba, quello prima dello scioglimento, il viaggio di Pelù in una ventilata serata romana che, in pochissimi minuti, si scalda per un “Picnic All’Inferno”. A corredo del brano che vede il featuring delle <<piccola guerriera scesa dalla Luna>> Greta Thunberg, ci sono i giovanissimi ragazzi di Fridays For Future che, dopo un breve speech sull’importanza della situazione climatica globale, annunciano lo sciopero globale per il clima del 24 settembre. <<Ognuno può fare la differenza>> e continua il viaggio nei Litfiba, i primi, quelli più amati, con “Ragazzo”, “Fata Morgana” e “Re Del Silenzio”.

Foto di Auditorium Parco Della Musica

Stavolta il ragazzaccio lascia in camerino brani iconici come “Gioconda”, “El Diablo” e “Ritmo” ma condisce la sua scaletta con “Eroi Nel Vento”, “Dea Musica” e “Gira Nel Mio Cerchio”. Ma <<quando ci conosciamo da vicini nessuno è normale>> e lo sa bene il toscano che fa risuonare l’eco di “Prendimi Così” nel vasto pubblico, tra cui spicca anche una fomentata Stefania Orlando. Un gioco <<che brucia più del fuoco>> è anche quello delle mafie e della violenza (<<Vent’anni dal G8, non dimentichiamo>>) cui Pelù vuole sentitamente – e come in ogni live – dedicare la sua “Fiorirà” a <<tutti quelli che combattono contro le mafie, cancro dell’Italia>> e – a 29 anni dalla loro morte – <<a Falcone e Borsellino>>.

Piero cerca allora la “Regina Di Cuori” per tutto l’Auditorium, quella che deve fare lo <<scapezzolamento>> per far sì che il concerto possa finire nel migliore dei modi: sbuca solamente un reggiseno, portato a mano direttamente da una ragazza. Ma la vera Regina è la Raffa nazionale cui Pelù tributa il ritornello di “Rumore” in una preghiera mistica tra artista e pubblico. Non dimentica i 50 anni dalla morte del grande Jim Morrison e allora canta “Break On Through (To The Other Side)” e poi scatta la voglia di un ultimo shot, un’ultima “Tequila” prima di arrivare a chiusura dopo 2 ore e 20 minuti in cui non manca nemmeno il Po po po di “7 Nation Army” da freschi vincitori dell’Europeo.

Dopo aver accompagnato Aldo Cazzullo nella prima di “A Riveder Le Stelle” a Firenze con le sue letture rock, Pelù si toglie di dosso il mantello da Bandido e svela la sua identità mistica da Virgilio, assennato e divertito accompagnatore del pubblico nel Terzo Cerchio, quello dei Golosi, che sotto palco si godono lo spettacolo, leccandosi alacremente i baffi, come fa anzitempo il nostro diablo toscano.

SCALETTA

  1. Vivere il mio tempo
  2. Picnic all’inferno
  3. Io ci sarò
  4. Gigante
  5. Ragazzo
  6. Dea musica
  7. Fata Morgana
  8. Tribù
  9. Re del silenzio
  10. Prendimi così
  11. Regina di cuori/Rumore
  12. Fossi foco
  13. Fiorirà
  14. Eroi nel vento
  15. Spirito
  16. Bomba boomerang
  17. Gira nel mio cerchio
  18. Break On Through (to the Other Side) (The Doors cover)
  19. Tequila (Chuck Rio cover)
  20. La preda
  21. Lacio drom
  22. Toro loco

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