Deepho canta un “Chiaro” disagio e la quotidianità di provincia

<<A pensar male ci si becca sempre ma a pensar sempre ci si becca male>> è la frase d’esordio di “Chiaro”, nuovo disco di Deepho, prodotto da Michael Mills – con incursioni di Deriansky, Underwater e Talpah – per Peermusic Italy. “Chiaro” è <<la libertà, gli ideali, le notti leggere, la fotta negli occhi di chi ti assomiglia e la distanza dal mondo che ti circonda, il sesso e l’amore>>.

Anticipato dai singoli “Dita Cotte”“Tre Parole” e “Samo”, il nuovo lavoro del rapper di Parma è <<uno di quegli schiaffi dati nella speranza di abbracciarsi a fine litigata>>, un bisogno di idealità e di libertà di cui abbiamo sempre più bisogno in una società meccanica. Senza alcuna esigenza di mercato Deepho compone 12 pezzi che rappresentano un viaggio musicale diretto, senza fermate intermedie, che riassume gli ultimi due anni di vita del giovane rapper tra turni di lavoro monotoni e concerti pagati pochissimo.

Deepho racconta la quotidianità di provincia con un fraseggio ipnotico e ossessivo, cantata con voce distorta e dilatata, suonata utilizzando strumenti e campionatori come fossero giocattoli. Un unico universo sonoro all’avanguardia che si muove tra omaggi a Basquiat (“Samo”) a suoni da videogame (“DipoTelefonoCasa”) fino all’introspezione più profonda (“21”). “Chiaro” è l’affresco di una generazione che urla i propri disagi e l’ansia del momento economico e sociale.

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