Non solo liscio ma contaminazione: il film degli Extraliscio onirico e surreale

Foto di Giammarco Chieregato
Foto di Giammarco Chieregato

Si ballerà finché entra la luce dell’alba. Un auspicio affinché tutto ciò si possa di nuovo ripetere. Ma anche il titolo scelto da Elisabetta Sgarbi per il suo film sulla storia degli Extraliscio. Fuori nelle sale soltanto per tre giorni a partire da lunedì 14 giugno, l’opera è stata presentata in anteprima alla stampa presso il Cinema Anteo di Milano.

La band capitanata dall’iconico Mirco Mariani assieme alle stelle del liscio Mauro Ferrara e Moreno il Biondo è protagonista di un racconto che si snoda fra le infinite notti di Romagna, fra sagre e balere dove si ballava finché le energie lo permettevano o finché le prime luci dell’alba non mettevano fine alle danze. Notti in cui a farla padrona era quel genere/non genere chiamato “liscio”. Valzer, polka, mazurka in salsa romagnola e testi della tradizione: il casolare, la vita contadina ma anche quella “ruggente” della riviera, piena di turisti che in Romagna ci lasciano il cuore.

Fra atmosfere Felliniane, costantemente in bilico fra l’onirico e il surreale, e un Ermanno Cavazzoni spettacolare cicerone e voce guida, l’opera di Elisabetta Sgarbi è il ritratto di una delle più riuscite fusioni musicali degli ultimi anni, definitivamente consacrato dalla partecipazione degli Extraliscio all’ultimo festival di Sanremo. Da una parte la tradizione rappresentata da Mauro e Moreno, dall’altra l’energia (e la contagiosa follia da scienziato pazzo della musica) di Mirco. Il resto lo hanno fatto Elisabetta Sgarbi, deus ex Machina del successo del trio, e Amadeus – presente in sala alla premiere milanese del fil m- che ne ha intuito il potenziale offrendo loro la vetrina dell’Ariston.

Difficile rimanere attaccati alle poltroncine del cinema – e resistere alla tentazione di tirarsi via le mascherine – non mettendosi alla ballare. Per tutta l’ora e mezza del film la voglia di assecondare le vibes e lasciarsi andare al ritmo della musica si fa via sempre più forte, anche se non mancano momenti più “intimi” e da pelle d’oca. Nota di merito, in tal senso, alla versione di “Gam gam gam ki elekh” cantata da Gilda, figlia di Mariani.

Tanti i cammei e le ospitate nel corso del film: da Biagio Antonacci a Jovanotti, passando per Vasco Brondi, Elio (“Valzer Transgenico” cantato in abiti da Dracula è un piccolo gioiello), Lodo Guenzi e l’immancabile Oriettona nazionale. Perché il liscio non è solo tradizione, ma è contaminazione. E gli Extraliscio sono la dimostrazione lampante di tutto questo.

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