
Una suggestione sancisce l’inizio (“Inception” letteralmente) dell‘incontro tra il vecchio e il nuovo, il passato e il presente di Alessandro Martinelli. Una ‘introvisione’, una immersione nell’Io artistico del compositore torinese, nei suoi mille mondi che qui, in “Past And Present”, diventano uno solo.
Lo scoglio da superare รจ Alex Mine, la personalitร che riempie i dancefloor, che qui invece deve farsi da parte, lasciando spazio ad Alessandro Martinelli, l’umano seduto al pianoforte. Riflessioni in libertร , lasciandosi trasportare dal vento tra le dita e da sentimenti puri. Ma Alessandro si accorge presto che quello realmente da fare non รจ annullare Alex ma assimilarlo: mille anime, una anima. L’incontro di due diversi modi di vivere e di concepire la musica rendono possibile un piccolo miracolo in note (<<Tutto vive costantemente dentro di me>> afferma)
Due lati che viaggiano di pari passo, due binari paralleli ma vicini e interconnessi. Da una parte il passato (Alex Mine), nato come rivalsa e valvola di sfogo in seguito ad un grave incidente stradale nel 2008 e ad una lunga riabilitazione; dall’altra il presente, bianco e nero, come i tasti del piano sul quale Alessandro rinasce ancora e ancora e riscopre la sua identitร naturale.

Una “Genesi” in tutto e per tutto: tocca le note di maestri della musica classica ma anche di ‘classici moderni’ come Nils Frahm e Olafur Arnalds per un lungo sogno inebriante, come le notti d’inverno. Ma meno tenebroso, piรน introspettivo. L’artista si ritrova a comporre i brani di “Past And Present” durante il lockdown, il momento ideale per fare i conti con sรฉ stessi e arrivare a un punto di svolta.
<<Ho dovuto perdermi, sentirmi profondamente solo, per ritrovarmi>> รจ quanto ha affermato nella nostra intervista – la trovate qui. Come Dante si incamminรฒ nella selva oscura – il peccato – qui Alessandro si incammina verso i luoghi oscuri del suo Io e dei suoi pensieri piรน nascosti, lasciandosi cullare dal movimento delle sue dita in un flusso emotivo senza tempo.
