Napoleone: “‘Povera Femmina’: Lucia Manzo Vittima Delle Difficoltà Del Passato”

Dopo i singoli “Amalfi” e “Porta Pacienza”, il cantautore campano Napoleone è tornato con “Povera Femmina”, nuovo tassello incentrato sulla ricostruzione temporale della vita di Vito Manzo (Amalfi, 05/05/1919 – 4/03/1957), personaggio realmente esistito con cui l’artista condivide l’amore per Amalfi e la passione per la musica.

Con “Povera Femmina”, prodotto da Fractae (Paolo Caruccio) e dalle spiccate sonorità 80s, il puzzle viene arricchito dalla scoperta dell’esistenza di Lucia Manzo, sorella di Vito, sul cui certificato di morte si legge ‘povera’ alla voce ‘professione’.

Ecco la nostra intervista a Napoleone!

Chi era Vito Manzo? E perché hai deciso di raccontarlo?

Vito è stato un mio conterraneo: un falegname / musicista morto ad Amalfi nel 1957 in circostanze misteriose. Non è mai riuscito a realizzare il suo sogno di diventare musicista e poter suonare in giro per l’Italia e per il mondo.
Con questo progetto sto provando a dare a Vito una seconda possibilità.

Da un certificato di morte della sorella di Vito, Lucia Manzo, nasce “Povera Femmina”. Racconti che alla voce professione c’è scritto ‘povera’. Cosa hai provato leggendo quella parola?

All’inizio mi ha fatto sorridere. Prima di arrivare a quel documento ne avevo già sfogliati tanti altri dove l’ignoranza (a tratti comica) che in quel periodo storico contraddistingueva alcuni funzionari burocratici mi ha spaccato letteralmente in due dalle risate. C’era ancora molto analfabetismo: verbi, avverbi, aggettivi senza senso o storpiati con parole inesistenti derivate da un mix di italiano e dialetto.

La prima sensazione è stata proprio quella, avranno sbagliato o cercato di riassumere la sua condizione economica in una sola parola.
In realtà dietro quel ‘povera’ c’è la storia complessa di una donna vittima delle difficoltà legale all’epoca nella quale è nata e cresciuta, una donna che ha dovuto superare il dolore provocato dalla perdita dei suoi figli.

Il sound di “Povera Femmina” mi riporta alla mente le atmosfere anni ’80 di Depeche Mode, New Order e Alan Sorrenti. Cosa ne pensi? Come è nato il groove del brano?

Il groove è nato grazie a Fractae che è riuscito a dare un mondo sonoro unico a questi brani. In realtà tutti nascono sempre da una linea di basso, lo strumento portante di questo progetto. Giuste tutte le citazioni ma la primissima reference che ho dato in studio sono stati i Duran Duran.

Arriverà un intero album dedicato a Vito Manzo?

Me lo auguro, spero di registrare quanto prima tutti brani che ho scritto e pubblicare un album. Intanto andiamo avanti per capitoli, un po’ come se fosse una serie di Netflix.

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