Diego Moreno: “Coraggioso e Sincero: In ‘Singoli’ Canto L’Amore Per La Vita”

“Singoli” è il nuovo album di Diego Moreno, compositore, cantante e chitarrista argentino (napoletano di adozione) prodotto da Roy Tattant, anticipato da “Bella Chao”, “Sogno Sofia Sul Divano” e “Da Te O Verso Il Mare”.

Il disco nasce dall’idea di creare 12 tracce che esplorano tematiche all’apparenza semplici ma fondamentali quali l’amore, l’empatia, il ricordo e la fantasia. Ma “Singoli” esprime anche l’amore verso due paesi e due tradizioni cari all’artista: quella argentine e quella italiana.

Ecco la nostra intervista a Diego Moreno!

Ciao Diego! “Singoli” è un album al servizio della bellezza delle singole canzoni. Si tratta quindi di una raccolta di singole canzoni più che di un album con un concept vero e proprio?

Hola Raffaele. Sì, diciamo che sono 12 brani (di cui 10 inediti) con 12 arrangiamenti diversi, per ognuno dei quali abbiamo costruito una storia e un ‘vestito musicale’ ad hoc senza pensare ad una sonorità univoca anche se poi, ascoltando i brani, un concept di fatto emerge ed è il mio modo d’interpretare e raccontare le canzoni. Il progetto nasce da una idea mia e di Roy Tarrant (mio amico e produttore dell’album) il cui obiettivo era quello di onorare la ‘forma- canzone’ e speriamo di esserci riusciti. Ora tocca al pubblico, che spero vivamente ascolti e acquisti l’album, esprimere il suo giudizio. Dico non a caso la parola ‘acquistare’ perché dietro ad una produzione (nel nostro caso indipendente) c’è tanto lavoro, amore, dedizione e, non ultimo, un importante investimento. ‘Singoli’ è un lavoro che vanta la collaborazione di Salvio Vassallo (già produttore del progetto ‘Il Tesoro di San Gennaro’) in qualità di produttore artistico, di Gaia Eleonora Cipollaro co-autrice dei testi in italiano e di Davide Aronica regista dei videoclip, per non parlare degli oltre 20 musicisti che vi hanno partecipato e a cui vanno tutti i miei ringraziamenti. La qualità sonora dell’album penso sia eccellente e mi rappresenti molto!

Se dovessi descrivere “Singoli” con due parole, quali sarebbero?

Potrei dire coraggioso e sincero. Coraggioso perché ancora una volta ‘vamos adelante’ da indipendenti (e solo per questo motivo già sarebbe un progetto degno di nota e spazio) ma soprattutto perché con questo album, che propone brani inediti e diversi per sonorità e mood dai miei progetti precedenti – legati per esempio al Tango o comunque alle sonorità latine – ho voluto mostrare un volto diverso da quello consueto. Sincero perché credo che sia il mio modo di fare musica, raccontando tematiche che sembrano essere passate di moda, ma per me essenziali quali l’amore, l’empatia, il ricordo, la fantasia. Tutti temi che ritengo sia importante enfatizzare specialmente in un momento storico come questo. Mi piace sottolineare che, quando parlo d’amore, parlo soprattutto di ‘amore per la Vita’ mentre un altro tema che affronto spesso è ad esempio è quello del passare inesorabile del tempo. ‘Da te o verso il mare’ è un brano che tratta proprio questo argomento e presto ne uscirà un video Live in Studio!

Con “Bella Chao” e “Sogno (Sofia Sul Divano)” canti l’amore per l’Italia e Sofia Loren. Hai vissuto per tanti anni in Campania e hai visto l’evoluzione degli italiani e dell’Italia. Ora ti chiedo, quali sono i pregi e i difetti dell’Italia e degli italiani?

Sicuramente ho cantato l’amore verso l’Italia, la terra che mi ha accolto, e anche l’amore verso la ‘Grande Bellezza’. A tal proposito vorrei nominare un altro brano, ‘Bella che incanta’, che nell’album troverete non solo nella versione orchestrale (quella che potete vedere o avete già visto nel videoclip) ma anche in una versione minimale, oserei dire ‘soave e poetica’, che vi invito ad ascoltare con le cuffie in piena notte.
Per quel che riguarda i difetti italiani non mi chiedere di descriverli perché noi argentini siamo estremamente simili a voi e dunque non sarei la persona più adatta ad elencarli. Certo ti posso dire, soprattutto in questo tempo così difficile, che non dobbiamo solo curare la salute fisica (fondamentale) ma anche e soprattutto quella spirituale, cioè la salute della nostra anima per la quale le arti, la bellezza, la musica rappresentano una cura formidabile. A questo proposito vorrei fare un appello: sognerei in Italia (ma anche in Argentina) più spazi per poter fare musica e arte, per alimentare le nostre anime e averne cura. Va detto che io mi sento un privilegiato nel poter vivere di musica ma sogno sicuramente tempi migliori. Non bisogna mai smettere mai di sognare!

Qual è stata la prima canzone dell’album che hai scritto?

Probabilmente ‘Brivido nella bufera’ (che in spagnolo s’intitola ‘Saltar barreras’). È il brano che dopo i primi due inediti ha accompagnato l’uscita di ‘Singoli’ nella sua completezza, un invito a superare le barriere che sovente risiedono, e si solidificano dentro di noi, per poter scrutare l’orizzonte della vita con occhi limpidi. Il segreto della rinascita è guardarsi dentro, oltrepassare le barriere e scoprire la guida nascosta dentro ognuno di noi, un diamante che non smette di brillare, appunto un ‘Brivido nella bufera!’

Fred Bongusto e Eduardo De Crescenzo sono tra i due artisti italiani che ti hanno maggiormente colpito. E della musica di oggi invece?

Premesso che in questo 2020 festeggio 30 anni con la musica, in questo percorso privilegiato – che, sia chiaro, spero duri almeno altri 30 – ho avuto modo di collaborare con grandi artisti, uno su tutti Fred Bongusto con il quale ho lavorato in modo intenso per oltre 15 anni parallelamente alla mia carriera da solista. Penso anche a Eduardo De Crescenzo che ho conosciuto negli anni ’90 attraverso i suoi album e poi destino ha voluto che potessi collaborare con Gianni Guarracino ed il compianto Franco Del Prete, collaboratori e co-produttori dell’album ‘Cante Jondo’ di De Crescenzo, album che ho amato da subito. Per quel che concerne la musica dei nostri giorni credo che in Italia ci siano molti artisti validi. Certo oggi sembra tutto molto ‘omologato’, però non posso non nominare Carl Brave, FLO, La Maschera, Samuele Bersani, Mengoni, Ferro e tanti altri.

Ultima domanda. La tua anima è più argentina o più italiana?

Io sono argentino e lo sarò sempre, amo la terra che mi ha visto nascere, crescere e formarmi come studente così come amo la mia famiglia e la cultura argentina; al tempo stesso amo però anche l’Italia dove ho passato oltre 20 anni della mia vita e dove ho realizzato buona parte della mia carriera da professionista della musica; quindi sono un vero italo-argentino e mi piace molto la parola ‘ponte’, nel senso che mi sento come un ponte tra le mie due culture di appartenenza; poi non dimentichiamoci che tra l’Argentina e l’Italia esiste da sempre un dialogo, un ‘andata e ritorno’ continui; basti pensare che i cognomi eccellenti del tango – che è la musica argentina per eccellenza – sono in gran parte italiani o di origini italiane. Personalmente credo che in tutta l’America Latina si possa ancora cantare d’amore senza essere etichettati come ‘datati’ e in questo io mi sento molto ‘latino’.

Grazie per l’intervista e venitemi a trovare sui miei canali Canali YouTube, FaceBook & Instagram, un bel modo per restare in contatto! Abrazos e Adelante!

Diego Moreno – Foto di Gino Tramontano

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