Sarah Stride: “Continuo A Fare Musica Per Un Desiderio Di Evoluzione e Bellezza” – INTERVISTA

A distanza di un anno e mezzo da “Prima Che Gli Assassini”Sarah Stride è tornata con “Remixes EP”, sei rivisitazioni remixati producer di fama internazionale: Coclea, Davide Ferrario, Go-Dratta, Holograph, Howie-B e Korinami.

Le sei canzoni brillano di nuova luce tra ambient, techno, synth pop e new wave.

Abbiamo scambiato qualche battuta con Sarah a proposito del nuovo EP, progetti futuri e curiosità.

Sarah Stride

1) A distanza di un anno e mezzo del tuo ultimo album “Prima Che Gli Assassini” (2018) ritorni con un EP di brani remixati da producer e dj italiani e internazionali.
Come nasce il progetto “Remixes”? E come mai la scelta è ricaduta proprio su questi sei artisti per i remix?

L’idea di rilanciare “Prima che gli Assassini” con un Ep di remix è nata dopo avere ascoltato il remix di Coclea (“Un Esercito”) fatto come esperimento voluto dal mio manager Alessandro Rinaldi. Dopo averlo ascoltato ed esserne rimasti molto entusiasti è stato chiaro ad entrambi che i brani potessero davvero prendere una nuova vita, molto curiosa, attraverso l’intervento di altri produttori e, insieme a Studio Noesis, abbiamo deciso di allargare il progetto.

La scelta è caduta su alcuni produttori che conoscevamo e su altri che abbiamo ritenuto potessero essere interessati a destabilizzare il mondo sonoro, fortemente connotato, dei brani appartenenti al disco.

2) Bluvertigo, Muse, U.N.K.L.E., Portishead, Aphex Twin. Sono solo alcuni dei suoni che personalmente ritrovo in “Remixes”.
Ti ritrovi nella mia affermazione?

Si certo, aggiungerei anche una certa elettronica più dilatata (tipo Sevdaliza, Arca…) in ogni caso è stato interessantissimo vedere come ognuno dei produttori sia stato in grado di portare il proprio mondo timbrico, ritmico ed emotivo all’interno del lavoro e rilevare che l’ossatura dei brani e la loro identità, seppur stravolta, potesse comunque mantenersi integra.

Sarah Stride copertina "Remixes"

3) “Remixes” ti sta ispirando per la stesura di nuovi brani?

In tutta sincerità no, sicuramente mi piacerebbe approfondire la collaborazione con alcuni dei produttori che hanno partecipato all’Ep, magari su altri progetti ma in generale sono cose che mi immagino in un secondo tempo. Quello della scrittura/composizione è per me un momento molto fisico ed è sempre acustico, in più ho come la sensazione di avere molta voglia di indagare territori meno legati all’elettronica nel prossimo album…

4) Facciamo un gioco. Scegli una cover che ti piacerebbe cantare e far remixare. Quale canzone sarebbe e chi ti piacerebbe la remixasse?

Senza fine di Paoli remixata dai Tv on the Radio!

5) Ti stai avvicinando ai 10 anni dall’uscita del tuo primo disco solista omonimo (2012), ricordi quali erano i tuoi pensieri alla vigilia dell’esordio?
E oggi, tenendo conto del momento storico che stiamo vivendo, con l’uscita di “Remixes”, quali sono i tuoi sentimenti a riguardo?

Madre santissima, già dieci anni! Devo confessarti che nonostante sembrino passate tre, quattro vite in mezzo, con un senso di me più solido e critico e molte aspettative in meno, l’entusiasmo e la gioia nel mettere le proprie creature nel mondo (qualsiasi cosa significhi) rimane per me assolutamente invariato. Quello che è cambiato, o meglio, che è diventato meno confuso è il motivo per cui continuo a fare questo lavoro. Motivo che attiene sempre di più al desiderio di bellezza e di evoluzione piuttosto che di visibilità.

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