Lady Gaga come Bob Geldof: #TogetherAtHome contro il Coronavirus

Lady Gaga Together At Home

Come il Live Aid

Dopo il Live Aid del 1985 ve lo sareste mai immaginato un nuovo concerto per aiutare i poveri di tutto il mondo? E poi arrivò il Live 8 nel 2005 per cercare di far cancellare agli stati più potenti i debiti delle nazioni più povere.

Quindici anni dopo, il 18 aprile 2020, torna il Live Aid in un’altra forma, moderna e via internet dalla denominazione “One World: Together At Home” – perché sì, siamo un unico mondo e sì, stiamo tutti a casa. Il mega evento diviso in due parti – alle 20 e poi alle 2 di notte – è stato organizzato da Lady Gaga che ha chiamato a raccolta uno sconfinato pool di artisti da tutto il mondo, dai riempi-stadi Rolling Stones fino a nomi più ‘young’ come Jessie Reyez e Charlie Puth.

Trentacinque anni fa Bob Geldof chiamò sul palco di Wembley Queen, U2, The Who, Santana, Elton John, Black Sabbath, Phil Collins, Bob Dylan e tanti altri. Oggi Lady Gaga si fa ambasciatrice della lotta mondiale al COVID-19 che al grido di “We’re All In This Together” – in parole spicciole “siamo tutti sulla stessa barca” – chiama a raccolta il mondo dell’entertainment. E allora musicisti, attori, calciatori (c’è David Beckham in collegamento con i figli), modelle (Heidi Klum) e Jack Black che ci insegna come sempre a vivere meglio e in forma, tra un pettorale, una nuotata e una vaschetta di gelato.

Tutti uniti per Lady Gaga

Album, serie e film. Nel corso della sua breve carriera ha dovuto fare i conti anche con la fibriomalgia, malattia cronica che provoca forte dolore muscolo-scheletrico. Più che una donna e un’artista è una forza della natura. Lady Gaga ha trovato anche il tempo e l’energia di fare quello che Michael ed Emily Eavis attuano solitamente per Glastonbury, il più grande ed importante festival del mondo: chiamare a raccolta il meglio della musica mondiale per regalare ore di musica e felicità.

Unica voce italiana è quella di Zucchero che per l’occasione canta “Everybody’s Got To Learn Sometime” dall’album omonimo di collaborazioni del 2004. Un canto, un inno che si erge dagli oltre 20.000 morti del suolo italiano per essere ascoltato in tutte le aree del globo. “Much Love, Zucchero”, l’artista di Reggio Emilia saluta il pubblico e intima di restare uniti in un momento così. Perché solo uniti ce la potremmo fare. Uniti ma divisi.

È dai piccoli gesti che si riconoscono i grandi uomini – questa l’affermazione che forse più rappresenta il Together At Home. Un piccolo – ma in realtà gigante – gesto, cioè quello di racchiudere in un’intera serata tutti i cantanti del mondo per un obiettivo comune, raccogliere fondi per la lotta al COVID-19: Sud Africa, Italia, Stati Uniti, Canada, India, Cina. Tutto il mondo connesso in una maratona unica ed irripetibile, per non farci avere alcuna nostalgia delle Olimpiadi di Tokyo che sono già state rinviate a luglio 2021.

Uniti per la sanità

Dalle 23 i toni si scaldano proprio con il nostrano Sugar e dal ‘superpower’ di Adam Lambert che scalda i fianchi di ogni genere e razza. Ma the best is yet to come – che tradotto significa ‘il meglio deve ancora venire’. Case modeste, case sfarzose, camini, studi di registrazione nel salotto, sale da pranzo, divani, quadri, tutto questo è ciò che si cela alle spalle degli artisti che si sono esibiti nella ‘music marathon for the cure’. In questo caso dobbiamo proprio dirlo: la casa è lo specchio dell’anima e del lavoro di tutti coloro che fanno sognare i fan di tutto il mondo.

E allora Finneas (fratello di Billie Eilish), il ritorno dei Killers (che dopo “Mr Brightside” suonano l’ultimo singolo “Caution”), la modestia di Jess Glynne, il playback disumano di Michael Bublé che probabilmente canta dal vivo solo a Natale, il duetto a distanza di Rita Ora e Liam Payne, la pop band sudcoreana SuperM, lo charme di Ellie Goulding, l’infinita “Despacito” di Luis Fonsi, Niall Horan e John Legend.

The Killers Together At Home

Un incredibile occhio bionico puntato sulle esibizioni delle star di tutto il mondo che si stringono virtualmente contro il virus che sta mettendo in ginocchio tutto il mondo – in particolare gli Stati Uniti con più di 38mila morti e oltre 730mila contagiati – presentato in parte dalla little star Becky G che è diventata famosa proprio grazie a Youtube.
E quella Organizzazione Mondiale della Sanità privata dei soldi da Donald Trump e quindi il sistema sanitario a stelle e strisce che sta lottando con il dollaro. E per inciso, raccoglie 128 milioni di dollari per ‘risanarsi’.

“Sorridi anche se il tuo cuore soffre”

Jimmy Kimmel, Jimmy Fallon e Stephen Colbert. I tre presentatori più amati d’America e senza ombra di dubbio i più attenti alla musica portano per mano il “Tonight At Home” nella loro parte più importante, la prima serata (in Italia dalle 2 di notte in poi) con la kermesse delle migliori occasioni, insomma che nemmeno agli Oscar si son visti questi personaggi tutti insieme.

Lady Gaga Together At Home

Il trio presenta la direttrice Lady Gaga che inaugura il festival online con “Smile”, composizione scritta nel 1936 da Charlie Chaplin – ricorderete il motivo nella pellicola “Tempi Moderni” – e diventata famosa grazie al testo di Nat King Cole nel ’54, reinterpretata poi negli anni da innumerevoli artisti come Julio Iglesias, Barbra Streisand, Stevie Wonder. Un omaggio al sorriso che speriamo tornerà presto sulla faccia delle persone.

Coachella? Glastonbury? No, #TogetherAtHome!

Stevie Wonder celebra lo scomparso amico Bill Withers con “Lean On Me” mentre un tweet passa “Mi rincuora sapere che ora intutto il mondo stiamo sentendo la stessa musica”. Un po’ come stare ad un concerto tutti assieme, abbracciati tra sconosciuti. Poi arriva la luce dal nome di Paul McCartney che 50 anni dopo lo scioglimento dedica a tutto il personale sanitario – sua madre Mary era una ostetrica – l’infinita “Lady Madonna” in una veste eterea con immagini di medici ed infermiere.

Paul McCartney Together At Home

Il mondo del country ha la sua rivalsa in prima serata americana con la delicata voce di Kacey Musgraves seguita dall’istrionico Sir Elton John che ripropone “I’m Still Standing” a voler gridare ‘io resto a casa’.
La “Safety Dance” di Fallon insieme ai The Roots viene irretita dall’ormone di Maluma che – non si sa perché – canta di lato. Chris Martin fa capolino mentre la coppia più glam del momento, Shawn Mendes e Camila Cabello, canta “What A Wonderful World”.
Spunta Eddie Vedder armato di cappello e di un organo dei primi Novecento per presentare “River Cross”, brano di chiusura dell’ultimo lavoro in studio “Gigaton”. Lanciata da Prince nel 2014, la spacca-regole Lizzo porta a saggio “A Change Is Gonna Come” di Sam Cooke, ulteriore messaggio di speranza.

Generazioni a confronto

Ladies and gentlemen: The Rolling Stones! Nessuno può avere quello che vuole ma Jagger e soci sì, e ce lo ricordano con “You Can’t Always Get What You Want” cinquantadue anni dopo l’originale release. Esibizione perfetta, registrazione perfetta. Band perfetta. Mai avuto dubbi su questi eterni adolescenti. Femminismo politico con Laura Bush e Michelle Obama prima di Keith Urban e dediche al Sudafrica.

The Rolling Stones Together At Home

Luci accese in giardino per “People” di Barbra Streisand eseguita da Jennifer ‘senza tempo’ Lopez a riprova che la bellezza non sfiorisce con gli anni. John Legend e Sam Smith insieme nella cover di Ben E. King “Stand By Me”? Ma cos’è un episodio crossover (cit.)?

Dedicata originariamente al vate Joey Ramone, Billie Joe Armstrong, leader dei Green Day – una delle star più attive con video live settimanali – dedica al momento di crisi mondiale “Wake Me Up When September Ends” mentre scorrono immagini di Londra, New York, Parigi , Dubai e altre città completamente svuotate dalla loro linfa vitale: le persone.
Fa capolino la bimba prodigio Billie Eilish che a soli 18 anni ha vinto e venduto tutto l’immaginabile (e l’inimmaginabile) con la sua dolce versione di “Sunny” di Bobby Hebb seguita da una ex ragazza prodigio, Taylor Swift, che splende anche senza il sorriso sulla faccia nella sua intima versione piano e voce di “Soon You’ll Get Better”.

Gran finale meltin pot

Lady Gaga, Celine Dion, Andrea Bocelli, John Legend e il maestro Lang Lang chiudono la maratona musicale anti-COVID con una canzone corale, un augurio, una preghiera. “The Prayer”, brano scritto da Bocelli per il film d’animazione La Spada Magica – Alla Ricerca Di Camelot, oggi, è quel richiamo che cerchiamo.
Tutti, ognuno da casa, uniti per un’unica preghiera.

Bocelli, Lady Gaga, Celine Dion, Lang Lang finale Together At Home

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