Primo Maggio Roma 2019: il racconto e le foto del Concertone

Eugenio In Via Di Gioia dal vivo al Primo Maggio Roma 2019
Eugenio In Via Di Gioia – Foto di Alessandro Gennari

Lodo e Ambra inaugurano la 29esima edizione del Concertone con una superband composta da Pinguini Tattici Nucleari, Ex-Otago, Lemandorle, Eugenio in Via Di Gioia per eseguire “Centro Di Gravità Permanente” di Franco Battiato. Dopo l’apertura con il ‘Parma di Malesani’ dei La Rua è la volta di Ylenia Lucisano, seguita da Giulio Wilson e dal suo ensemble di musicisti incluso un beatboxer. I Tristi riportano un po’ di punk rock tra l’oceano indie. A chiudere il blocco Margherita Zanin.

Fulminacci è il “Borghese In Borghese” mentre Eman “unisce il Nord e Sud” come annuncia Lodo e Lemandorle portano il loro amore (“Ti amo il venerdì sera”) sul palco. Con un interessante aneddoto sulla Salerno-Reggio Calabria (la band ha composto le canzoni in 8 ore passate in autostrada), presentano il brano “Da Sola”. Izi porta la quota trap con il suo vestito da metalmeccanico e il capello alla Frankie Garage e un’interessante cover di “Doclenera” di Fabrizio De André – rientrerà in un secondo progetto targato “Faber Nostrum”?. La Rappresentante Di Lista stuzzica l’appetito mentre la pioggia imperversa e porta un cubo di Rubik tra le mani degli Eugenio In Via Di Gioia. Dopo averci portato “Altrove” la band si congeda lasciando il posto a Bianco e Colapesce che dopo un brano a testa interpretano Faber in “Canzone dell’Amore Perduto” estratto dal disco “Faber Nostrum”. Dutch Nazari prima e i Fast Animals & Slow Kids poi risvegliano il pubblico intimorito dalla pioggia e insieme a Lodo Guenzi improvvisano “My Sharona” dei The Knack.

La Municipal porta la quota rosa (dopo La Rappresentante Di Lista) con Isabella Tundo alla voce e tastiere e i loro “Bellissimi Difetti” mentre i Pinguini Tattici Nucleari regalano una delle migliori performance della giornata con “Verdura” e “Irene”. La lunga (lunghissima) maratona musicale continua con i Coma Cose e i loro pensieri dei vent’anni. I Canova fanno uscire il sole mentre regalano a San Giovanni la tripletta “Expo”, “Per Te” e “Threesome”. Il rap degli ultimi è cantato da Rancore (più tardi sul palco di Daniele Silvestri con Manuel Agnelli per “Argento Vivo”) mentre gli Ex-Otago stimolano le donne con il ritmo catchy di “Tutto Bene”. La quota campana la porta Anastasio, fresco vincitore di X Factor che ha collezionato un tour sold out nei club di tutta Italia. The Zen Circus, applauditi come gli ultimi rocker (lo sono), e infine Omar Pedrini riaccende gli umori con “Sole Spento” seppur con qualche problema di orario – il suo set verrà ripreso poco dopo.

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Prima parte del Concertone del Primo Maggio a Roma

Pausa di un’ora e tutti pronti al super ospite internazionale.
Noel Gallagher torna sul palco del Concertone a distanza di 17 anni dalla sua prima volta con un iconico “Where’s The Sun?” mentre la pioggia si fa via via più rabbiosa sui presenti. Dopo le tracce “Fort Knox”, “Holy Mountain” e “It’s A Beautiful World”, il cantante di Manchester regala a Roma “Stop Crying Your Heart Out” suonata per la prima volta in assoluto con gli High Flying Birds e poi “Wonderwall”. A chiudere il suo set di circa mezz’ora ci pensa la cover di “All You Need Is Love” dei Beatles.

Giropalco e via si ricomincia con la musica italiana, ecco Carl Brave con il suo medley composto da “Chapeau”, “Fotografia”, “Camel Blu”, “Merci” poi “Noccioline” e la super hit “Posso” fino a chiudere con “Malibu”. Manuel Agnelli è seguito da Daniele Silvestri, gli unici due artisti che hanno incarnato lo spirito del vero Primo Maggio, quello dei lavoratori, quello dei morti sul lavoro che da Mani Pulite in poi ha iniziato ad essere una questione sempre più evidente: il leader degli Afterhours così introduce “You Know You’re Right” dei Nirvana. Poi, in chiusura dopo le parole di Ennio Flaiano parte la cover di “Perfect Day” di Lou Reed. Ilaria Cucchi insieme ad Ambra ringrazia il pubblico e racconta parte della sua storia, risoltasi – finalmente – dopo tanto tempo e troppo oblìo. Si gira il palco e arriva Daniele Silvestri con “Scusa Se Non Piango”, Gino e L’Alfetta” e “La Mia Casa”, segue il brano sanremese “Argento Vivo” con la partecipazione sul palco di Rancore e Agnelli.

I Subsonica, una delle poche band sopravvissute all’ondata indie degli ultimi anni regalano un set come sempre da top player con Willie Peyote in “L’Incubo” e Daniele Silvestri in “Liberi Tutti”. Arriva il “punk” Gazzelle acclamato dal pubblico seguito da una delle entità più amate dell’anno: Achille Lauro. Accompagnato sul palco da Federico Poggipollini alla chitarra, Sergio Carnevale alla Batteria e Marco Castellani al basso 8oltre al fratello Boss Doms), Mr. “1969” porta il rock al Primo Maggio come un romano Marilyn Manson; il pubblico, manco a dirlo, esaltato su tutte le canzoni in attesa della chiusura con il ‘super classico’ “Rolls Royce”. Ghali, altro artista che incarna lo spirito del Primo Maggio tra critiche politiche e dediche ai carcerati, vestito in un completo unico rosso porta “Habibi”, “Ricchi Dentro”, “Cara Italia”, “I Love You”. Motta – insignito del Premio SIAE da Dori Ghezzi – porta anch’esso la sua hit sanremese “Dov’è L’Italia” mentre ai Negrita è toccato l’arduo compito di ultimi rocker della serata prima della festa finale con L’Orchestraccia e Lillo.

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Seconda parte Concertone Primo Maggio Roma con Noel Gallagher

La 29esima edizione del Concertone è andata, tra critiche sulle quote rosa (ok molte poche ma alcune donne hanno rifiutato di salire sul palco del Concertone, come affermato da Massimo Bonelli di iCompany e dai dirigenti dei sindacati), cast non alla portata di un evento “di piazza” e temi sociali lasciati forse a volte troppo ai margini. Il Primo Maggio sta perdendo il suo vero motivo o semplicemente si è trasformato in un vero e proprio Concertone? I dati dello share dicono una media del 5,7% (pari a 1.210.000 spettatori), un punto in meno rispetto all’edizione del 2018; nella seconda parte la percentuale è scesa nonostante il cast di livello, consegnando lo scettro dello share a Barbara D’Urso.

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