Calcutta, in ginocchio da te: fenomenologia dello spirito

Calcutta dal vivo al Palazzo dello Sport di Roma 6 febbraio report
Calcutta – Foto di Jack Maffia

Calcutta è un fenomeno. No, non è il più grande musicista o scrittore di canzoni di sempre. Non è Lucio Battisti o Franco Battiato. Non è la più grande voce in Italia. Non è nulla di tutto questo ma è molto, moltissimo altro. Edoardo D’Erme in arte Calcutta è un ragazzo ancora dal cuore puro che scrive canzoni per la pura voglia di scrivere. Poi, non è colpa sua se diventano hit. Calcutta è il fenomeno dalle uova d’oro.

Un tour nei palasport sold out sancisce non solo il momento d’oro di Calcutta, padre di molti fenomeni estemporanei della musica contemporanea, ma anche dell'”indie” italiano che in un attimo è diventato – per citare un album del cantautore di Latina – mainstream. Dopo la conferma del suo successo al Mediolanum Forum di Milano, abbiamo seguito Calcutta anche al Palazzo dello Sport di Roma, per avere l’ulteriore conferma che i campioni vincono sempre in casa. E così è.

Dopo una prima serata, quella del 5 febbraio, che ha messo in pausa il musicista agro pontino, si riprende mercoledì 6 nuovamente con altri novanta minuti di hit cantate a squarciagola dai 9000 del Palazzo dello Sport che sovrastano la graffiante voce di Calcutta. Una band, composta tra gli altri anche da Colombre alla chitarra, che accompagna non solo Edoardo ma anche gli spettatori nella piccola stanza bolognese del cantautore: un piano e una finestra, e fuori il pubblico di tutta Italia ad osservare ogni minimo movimento di Calcutta, per molti diventato imprescindibilmente uno dei migliori dei nostri tempi.

Calcutta annuncia una nuova data a Roma, sarà martedì 5 febbraio 2019 al Palalottomatica

La forza di Calcutta si vede anche nelle prime canzoni – di cui su Spotify non vi è traccia – come “Pomezia” e “Arbre Magique”, che inequivocabilmente hanno sgolato i presenti. Ma è con “Oroscopo”, il singolo che ha consacrato Edo nell’olimpo dei grandi, che il pubblico si alza: non c’è Elisa, non c’è la Michielin né Frah Quintale bensì Cosmo, che dopo aver ospitato Calcutta il 2 febbraio sul palco del Mediolanum Forum di Milano è sceso nella capitale per una bella doppietta.

Poi Calcutta si mette in ginocchio di fronte al suo pubblico che non credeva lo avrebbero accolto così caldamente anche a Roma (!!!) e tra un vocalizzo finale di “Pesto” – sempre urlata dal pubblico – e un ringraziamento, scompare nel buio del palazzetto dell’Eur.
Per citare Hegel nella sua “Fenomenologia Dello Spirito”, potremmo senza dubbio affermare che Calcutta è lo “Spirito che attraverso contrasti, infelicità e dolori, esce dalla sua individualità e si riconosce come ragion d’essere che quindi è realtà e la realtà è ragione”.

SCALETTA

  1. Briciole
  2. Kiwi
  3. Orgasmo
  4. Cane
  5. Fari
  6. Milano
  7. Limonata
  8. Paracetamolo
  9. Rai
  10. Amarena
  11. Pomezia
  12. Dal Verme
  13. Nuda nudissima
  14. Cosa mi manchi a fare
  15. Oroscopo (con Cosmo)
  16. Del verde
  17. Albero
  18. Natalios
  19. Arbre Magique
  20. Hübner
  21. Le barche
  22. Gaetano
  23. Frosinone
  24. Pesto

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