Sarah Stride: “Ho ancora tanti ‘assassini’ nella testa” – INTERVISTA

Intervista Sarah Stride End of a Century

L’artista milanese Sarah Stride ha da poco pubblicato il suo nuovo album “Prima Che Gli Assassini” in cui il rock e l’elettronica accompagnano la suadente voce della cantante per descrivere uno spaccato crudo della mente umana – qui la nostra recensione.

Abbiamo voluto fare qualche domanda a Sarah sui suoi riferimenti stilistici e sulle sue paure più intime e quelle legate al momento della società attuale.

La tua voce si avvicina per sensualità a timbri di grandi artiste anni ’60 (come Mina, Nada, Ornella Vanoni) ma al contempo è graffiante come la Berté – noi ci sentiamo anche tanta Diamanda Galas – a quali di queste dimensioni di senti più vicina? Hai una cantante di riferimento per le tue interpretazioni?

Grazie che bel complimento. Pensa che proprio in questi giorni sto lavorando ad un progetto di musica contemporanea dove c’è moltissimo spazio per l’improvvisazione soprattutto timbrica quindi il parallelo con Diamanda Galas e quel tipo di mondo interpretativo mi entusiasma molto. Sinceramente non ho mai avuto passioni particolari in fatto di voci femminili italiane, sicuramente quelle che hai citato e alle quali mi sento di aggiungere altre voci meravigliose come quella di Garbiella Ferri, Antonella Ruggiero, Teresa De Sio… sono sicuramente degli esempi di interpreti e autrici alle quali mi sento vicina più che per assonanze stilistiche, per un’attitudine poco manierata e contemporaneamente molto diretta e personale.

Intervista End of a Century Sarah Stride

“Prima Che Gli Assassini” è un esame al microscopio dell’animo umano, tra sentimenti e visioni.
Ma quali sono “gli assassini” nella mente di Sarah Stride?
Quali sono invece le tue paure più grandi legate al momento sociale e/o politico dell’Italia, e dell’Europa, dei nostri giorni?

Fin da ragazzina ho sofferto molto di attacchi di panico, tante fobie, paura del giudizio, inadeguatezze, sensi di colpa… negli anni attraverso l’analisi, la meditazione e soprattutto la ricerca artistica sono riuscita ad incanalare tutta questa confusione, questa esplosione di vita che chiedeva di essere espressa e a stare più in ascolto di me. Ad oggi ho ancora tanti “assassini” nella testa, paura di ricadere in dinamiche che credevo di avere superato perché spesso confermarsi nel proprio malessere è in qualche modo più confortante e semplice del cercare di rimanere vigili e di accettare i propri buchi per provare a migliorarsi ad ogni istante. 
Ovviamente in questo momento mi spaventa la perdita di contatto che l’uomo ha con se stesso, lo svilimento dell’intimità e della realtà interiore e unica di ogni individuo. Razzismo, intolleranza, sottocultura, superficialità, mediocrità credo siano tutte figlie di un presente svuotato di ogni senso magico e mistico, ingabbiato in una realtà fatta unicamente di dati oggettivi e con una totale perdita di consistenza del mondo immaginativo interiore. 

Nel disco è presente anche la cover di “La Torre”, brano di Franco Battiato del 1982, in una versione ipnotica e sensuale. Presentatori, teatranti, registi… chi butteresti giù dalla tua Torre oggi?

A proposito della risposta precedente, uno degli effetti più devastanti delle mancanze citate prima è la totale inconsistenza, soltanto supportata da arroganza populista, della attuale classe politica italiana (e non solo). Veramente cattivi e disonesti “teatranti”.

Sarah Stride – Foto di Laura Majolino

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