Chester Bennington (Linkin Park), il ricordo in 10 canzoni

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Il 2017 è stato uno degli anni peggiori per la storia della musica, con le morti di personaggi illustri come Chris Cornell, Robert Miles, Chuck Berry Walter Becker (Steely Dan e Tom Petty, solo per citarne alcuni, ma la notizia che ha sconvolto più di tutti il mondo dello showbusiness è stato il suicidio di Chester Bennington, voce dei Linkin Park, impiccatosi il 20 luglio nella sua villa di Palos Verdes, California all’età di 41 anni.

Sono stati innumerevoli gli omaggi del mondo della musica allo scomparso cantante dei Linkin Park: Chris Martin dei Coldplay ha salutato Chester con una toccante versione di Crawling, i Thirty Seconds To Mars durante il live alla BBC hanno omaggiato non solo il cantante della band nu metal ma anche Prince e Chris Cornell e gli Stone Temple Pilots hanno pubblicato il duetto tra Scott Weiland e Chester Bennington.

Dopo un’infanzia piena di abusi tra i 7 e i 13 anni da parte di un ragazzo più grande, problemi familiari e un figlio avuto in giovane età, Chester Bennington insieme ai Linkin Park dà alla luce uno degli album seminali della storia recente della musica nel 2000, Hybrid Theory. L’album ad oggi ha venduto oltre 27 milioni di copie attestandosi come uno dei capolavori della storia della musica recente, descrivendo perfettamente la sintesi tra rap, funk e metal con il nome di ‘nu metal’. Chester era l’anima della band, trasmettendo rabbia e fragilità allo stesso tempo all’ascoltatore, facendo fuoriuscire dai testi quella depressione che da sempre ha accompagnato la band statunitense.

10) CRAWLING – ONE ORE LIGHT LIVE – LINKIN PARK

Il testamento di Cheste Bennington è racchiuso nell’ultimo album dal vivo One More Light Live (ascoltalo qui) contenente una struggente versione piano e voce di Crawling da cui è stato tratto un video strappalacrime. La canzone originale è il secondo singolo estratto il 1 maggio 2001 dall’album d’esordio Hybrid Theory.

09) MY DECEMBER – HYBRID THEORY (bonus track) – LINKIN PARK

La bonus track della versione giapponese del disco d’esordio Hybrid Theory (2000) è una ballad piano, voce e percussioni interamente scritta da Mike Shinoda co-leader della band statunitense.

08) SYSTEM – QUEEN OF THE DAMNED OST – CHESTER BENNINGTON

E’ una delle poche tracce soliste di Chester Bennington. Scritta dal leader dei Korn Jonathan Davis (che sarà in Italia a giugno 2018) e dal compositore Richard Gibbs per la colonna sonora del film La Regina Dei Dannati (2002), adattamento cinematografico del libro di Anne Rice. La canzone è un chiaro omaggio ai Nine Inch Nails.

07) BREAKING THE HABIT – LINKIN PARK

Quinto singolo tratto da Meteora, secondo album di studio dei Linkin Park del 2003. Contraddistinto da un ritmo statico, la voce di Bennington si muove su una base fissa e su un ritmo di chitarra ossessivo. Il video è diretto dal dj della band Joe Hahn e si basa sui disegni del dj e dell’artista Kazuto Nakazawa ed è una sequenza animata in stile giapponese: Chester Bennington prima si butta da un grattacielo su una macchina per poi ‘rompere l’abitudine’ e tornare in cima all’edificio per continuare a suonare con i suoi compagni.

06) SLOW YA ROLL – YOUNG BUCK FEAT. CHESTER BENNINGTON

Dopo Jay-Z, Chester si insinua di nuovo nel mondo rap con la sua collaborazione nella canzone Slow Ya Roll del rapper Young Buck, Il brano, tratto dal disco Buck The World dell’artista di Nashville, vede la voce nu metal accompagnare malinconicamente il cupo racconto del rapper per poi sfociare alla fine in un urlo lamentoso.

05) CRY CRY – STONE TEMPLE PILOTS

Chester Bennington, grande fan degli Stone Temple Pilots, ha sostituito Scott Weiland a partire dal 2013 e fino al marzo del 2015, morto poi per overdose il 3 dicembre 2015. Insieme a Chester, i fratelli De Leo, danno alle stampe l’EP High Rise, contenente 5 brani originali, tra cui Cry Cry. Tuttavia Bennington non è mai stato il cantante perfetto per i Pilots, cercando sempre di imitare Scott Weiland e vivendo quindi di luce riflessa, cosa che sta facendo anche il nuovo cantante della band.

04) TALKING TO MYSELF – ONE MORE LIGHT – LINKIN PARK

Terzo singolo estratto dall’ultimo album in studio dei Linkin Park One More Light e primo video postumo, uscito il 25 luglio 2017. La clip contiene immagini e video dei Linkin Park in studio, sui palchi e nel backstage, riassunto perfetto di una carriera sempre al top. Talking To Myself è forse l’unico brano di One More Light più lontano dal pop del resto dell’LP.

03) CASTLE OF GLASS – A THOUSAND SUNS – LINKIN PARK

A Thousand Suns è stato l’album della svolta sonora dei Linkin Park, in cui chitarra e synth si prendono a braccetto e portano la band americana ad un nuovo livello musicale. Come molte canzoni del disco, anche Castle Of Glass è nata da nuovi impulsi elettronici, le voci di Chester e Mike sono precise ed emozionali come in Breaking The Habit, il video è ispirato da ‘molte storie vere’.

02) WAITING FOR THE END – A THOUSAND SUNS – LINKIN PARK

Altro estratto dal quarto album A Thousand Suns che sembra quasi un preludio alla fine. Inizia on un coro-ritornello di Mike Shinoda e poi si snoda sulla voce totalmente pop del migliore Chester. Nel video la band suona in uno spazio buio accompagnata da effetti digitali, avvicinandosi alle clip di Moby, Bjork e Sigur Ros.

01) FIRE – OUT OF ASHES – DEAD BY SUNRISE

Il primo e unico vero side project di Chester Bennington sono stati i Dead By Sunrise, insieme a Ryan Shuck e Amir Derakh dei Julien K. Il cantante nel 2009 si è voluto mettere alla prova, vedendo cosa ci fosse al di là dei Linkin Park, il risultato è un album anonimo di rock alla Puddle Of Mudd o Nickelback, una delle tante band nordamericane quindi. Quello che ha da sempre differenziato i Linkin Park non è stata solo la voce del defunto frontman ma la coesione e la fratellanza tra i membri della band.

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