Gli U2 chiedono la revoca della cittadinanza per Aung San Suu Kyi

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Gli U2 attualmente impegnati nella promozione dell’album Songs Of Experience, hanno scritto una lettera al Consigliere della città di Dublino per revocare la cittadinanza onoraria (Freedom Of The City) alla politica Premio Nobel Aung San Suu Kyi.

La band che ha da poco dato alle stampe Songs Of Experience, è stata attiva per lungo tempo nelle campagne a favore di Suu Kyi fin da quando è stata perseguitata in Birmania (ora Myanmar), ma in una recente lettera hanno dichiarato che la politica ha “tradito i principi per cui era così venerata”.

Bono, The Edge, Larry Mullen e Adam Clayton hanno ricevuto la cittadinanza onoraria di Dublino (Freedom Of The City) lo stesso giorno di Suu Kyi, ovvero il primo novembre 1999 e hanno a lei dedicato la canzone Walk On, contenuta nell’album All That You Can’t Leave Behind del 2000. Aung Saan Suu Kyi era agli arresti domiciliari e in quell’occasione il premio è stato ricevuto da suo figlio e ha potuto riceverlo di persona solo nel 2012. Negli ultimi mesi del 2017 Suu Kyi, leader del Myanmar, è stata criticata a livello internazionale per aver omesso di condannare le atrocità commesse dall’esercito del paese contro il popolo Rohingya, una minoranza culturale. La campagna condotta contro i musulmani Rohingya è stata descritta dalle Nazioni Unite come pulizia etnica e centinaia di migliaia di persone sono fuggite trovando asilo nel vicino Bangladesh.

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Suu Kyi non ha certamente il controllo diretto sull’esercito ma ha anche fallito nel condannare la violenza affidando tutto alle forze militari. Per questo i quattro irlandesi si sono fatti avanti per rivendicare non solo i diritti umani del popolo maltrattato ma anche per revocare un premio che non ha più senso stia in casa di Suu Kyi. In una lettera firmata dagli U2 si evidenzia come al momento in Myanmar ci sia “violenza deliberata e brutale, stupro e omicidio”, aggiungendo che la politica ha “la responsabilità di condannare le azioni delle forze militari”.
Mentre Bob Geldof ha affermato che se il premio non verrà ritirato per Aung Saan Suu Kyi rinuncerà alla cittadinanza dublinese, la band tuttavia non ha minimamente pensato alla rimozione dell’onorificenza, definendola altresì di gran lunga la più importante della loro storia. Invece affermano che rimuovere l’onorificenza di Suu Kyi invierebbe un “messaggio forte in difesa dei diritti umani”.

Questa la lettera consegnata dagli U2 nelle persone di Bono Vox, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. al Consigliere della città di Dublino:

Caro Consigliere,
scriviamo come sostenitori di lunga data di Amnesty International e come destinatari estremamente orgogliosi della cittadinanza onoraria. Ricordiamo molto chiaramente il giorno in cui abbiamo ricevuto quell’onore insieme ad Aung San Suu Kyi il cui figlio Kim ha accettato il premio per conto suo.
La giornata è stata molto speciale per noi in primo luogo perché Dublino è la nostra città. Tra i vari “premi” – meritati o meno – che abbiamo avuto la fortuna di ricevere nel corso degli anni, questo è di gran lunga quello che ha più significato per noi. E’ stato speciale anche perché eravamo così commossi dalla forza mostrata da Aung San Suu Kyi nell’allora Birmania. Abbiamo fatto una campagna per la sua liberazione ed eravamo orgogliosi del riconoscimento da parte della città di Dublino verso il suo coraggio, e di quello dei suoi colleghi, di portare la nascente democrazia contro ogni previsione contro uno dei regimi più brutali dei tempi moderni.
Quindi ci rattrista scriverLe oggi mentre veniamo a conoscenza degli eventi recenti in Myanmar e chiediamo la revoca dell’onore che le è stato conferito.Noi crediamo sia necessario.Sapete a cosa ci stiamo riferendo, violenza deliberata e brutale, stupro e omicidio che vengono usati per guidare i Rohingya dallo Stato di Rakhine. Questa persecuzione è stata autorizzata e guidata da Min Aung Hlaing, capo dell’esercito del Myanmar. Mentre Aung San Suu Kyi non ha la capacità di controllare il suo stesso esercito ma dovrebbe prendersi invece la responsabilità di condannare le loro azioni.

Il governo civile che guida è responsabile per tutti nel suo paese e, a prescindere da quanto sia difficile la sua posizione, stare in piedi mentre mezzo milione di vite e mezzi di sussistenza sono deliberatamente decimati dall’Armata militare del Myanmar è al di là di ogni comprensione. Martin Luther King Jr. ha dichiarato: “L’ultima tragedia non è l’oppressione e la crudeltà da parte delle persone cattive, ma il silenzio su ciò che fanno le persone buone”.

La decisione di chi dovrebbe e non dovrebbe avere questo onore spetta a voi. Ma ci siamo sentiti in dovere di scrivere, data la nostra storia con la città e con Aung San Suu Kyi. Crediamo che la sua incapacità di difendere i diritti dei Rohingya costituisca un tradimento dei principi per cui è stata così venerata e per la quale ha ricevuto l’onorificenza cittadina. La città di Dublino ha inviato un messaggio molto forte in difesa dei diritti umani nel 1999 e crediamo che un messaggio altrettanto forte bisogna mandarlo anche oggi.

Grazie per il suo tempo.

Bono, The Edge, Larry Mullen Jr e Adam Clayton

 

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