U2: la recensione di “Songs Of Experience” (2017)

NOME

U2

GENERE

Rock/Pop/Sperimentale

ESORDIO

Boy (1980)

ULTIMO ALBUM

Songs Of Experience (2017)

COPERTINA

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ELENCO CANZONI

Love Is All We Have Left
Lights Of Home
You’re The Best Thing About Me
Get Out Of Your Own Way
American Soul
Summer Of Love
Red Flag Day
The Showman (Little More Better)
The Little Things That Give You Away
Landlady
The Blackout
Love Is Bigger Than Anything In Its Way
13 (There Is A Light)

VIDEO/SINGOLI DALL’ALBUM


PUNTO DI VISTA

Anima e amore sono ancora una volta i temi principali dei testi degli U2.

Da rock band a pop band il passo è breve ma i quattro irlandesi non vogliono un’etichetta specifica e indossano contemporaneamente più vestiti possibili. Dopo l’adolescenza di Songs Of Innocence, gli U2 diventano adulti nell’ultimo Songs Of Experience. Le dediche alla famiglia e più in generale all’amore tra marito e moglie non mancano di certo e così nemmeno la rivalsa sociale che non certamente in maniera timida si fa spazio nei cuori degli U2. Land Of Hope and Dreams cantava nel 2012 Bruce Springsteen dedicandola all’America e oggi gli U2 fanno la stessa cosa con American Soul. Loro che negli ultimi 20 anni sono diventati la band più americana del pianeta per attaccamento alla terra a stelle e strisce e perché diciamocela tutta, tolta la parentesi Obama, politicamente nella sua storia recente gli Stati Uniti d’America non hanno dato proprio il meglio a livello mondiale. Basti pensare a George W. Bush e alla sua dichiarazione di guerra all’Iraq cui gli U2 hanno dedicato il titolo di un album, How To Dismantle An Atomic Bomb del 2004.

La storia recente ha influito sugli album degli U2 e così gli stessi U2 hanno influito sulla storia recente del mondo, basti pensare ai tanti impegni umanitari di Bono Vox tra cui, forse il più famoso, la lotta per la libertà dell’attuale Consigliere di Stato della Birmania Aung San Suu Kyi, cui dedicarono Walk On, brano contenuto in All That You Can’t Leave Behind del 2000. In primo piano però c’è l’influenza sulla musica degli ultimi 30 anni, gli U2 sono tra i maggiori indiziati ad aver fatto scattare la scintilla del Britpop fine anni 80- anni 90, non è da nascondere che band come Oasis, Garbage, Snow Patrol, Coldplay, Muse e Thirty Seconds To Mars, siano i figli naturali di Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr.

Songs Of Experience è una somma di piccole cose (per citare l’italianissimo Niccolò Fabi), uno sguardo refrattario verso qualunque moda musicale del momento. C’è l’amore che Bono canta incessantemente dal 1980, quell’amore onnipresente, è sempre lo stesso ed è cantato in tanti, mille modi diversi ma con la stessa intensità. I tempi cambiano e si evolvono, a modo loro lo fanno anche gli U2. Non parliamo di evoluzioni sonore come furono Zooropa nel 1993 e Pop nel 1997 ma di sentimenti che cambiano nel tempo e diventano qualcosa di più maturo. Songs Of Experience è un progetto di crescita che gli U2 hanno avviato nel 2014 con Songs Of Innocence, il punto zero da cui non si torna più indietro, It’s Evolution Baby cantavano i Pearl Jam.

La chitarra di The Edge c’è ancora una volta ed è un cuore pulsante che porta i quattro irlandesi sulla cima del Purgatorio dantesco, ora bisogna vedere se gli U2 sceglieranno di immergersi nelle acque del fiume Letè e dimenticare i peccati commessi in vita oppure bagnarsi nell’Eunoè e rafforzare così il ricordo delle buone azioni compiute.
Scelto il rito, gli U2 saranno pronti per l’ascesa al Paradiso.

VOTO: 8

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