SCHERMA, MONDIALI 2017: la playlist del giornalista scalcinato (PARTE 2 DI 2) – VIDEO

 

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Dschinghis Khan – Moskau

Mosca come ultima città prima di Lipsia ad ospitare un mondiale, città a cui mi lega un amore viscerale (quella trasferta, datata 2015 rimane fra le più belle e significative per me). Il video credo sia imbarazzante come pochi e il fatto che nel 2004 una canzone del 1979 sia diventata senza motivo apparente una hit di internet vale da sola l’inclusione nella playlist.


Dschinghis Khan – Dschinghis Khan

Cercando notizie sul gruppo ho scoperto che con questo pezzo hanno partecipato, rappresentando la Germania Ovest, all’Eurofestival 1979.
E niente, non ho potuto esimermi dal metterla.


Robert Miles – Children

Un po’ di Italia (oltre all’Inno di Mameli risuonato ben quattro volte al termine delle gare) nella selezione musicale al palazzetto.


Michel Telo: Bara Bara (Freaky Boys remix)

Io ho resistito 30 secondi, poi l’impeto di buttarmi giù dalla sala stampa e fracassarmi spettacolarmente nelle pedane sottostanti stava per prendere il sopravvento.


LMFAO – Rock party anthem

Poteva forse mancare il nostro amico Redfoo e socio nella playlist?
Certo che no, ed ecco qui un bel “Party rock anthem” per fare shakerare un po’ di sederini sulla tribuna della Leipzig Arena!


Dark Polo Gang – 
Cono gelato

No, questa volta il dj del palazzetto non ha colpe. Sia maledetto il gruppo di ragazzi trovati in treno fra Milano e Verona per aver citato questa canzone (?).


ATC: Around the world (La la la la la la la la)

Mosca, Budapest, Lipsia, Montreux, etc. Viaggio, giro il mondo, racconto uno sport bellissimo. (Ah, la canzone originale si intitola Pesenka, ed è in russo)

The Chemical Brothers: Star Guitar

Milano, Verona, Monaco, Lipsia. Tempo totale 12 ore!
La regola numero 1 del giornalista scalcinato è che per raggiungere la propria meta bisogna sempre perseguire la via…più economica. In questo caso attraversare l’Europa in treno al posto dell’areo.
Paesaggi, stazioni, persone, scorrono sotto i tuoi occhi per ore e ore. Quasi in loop. Come nel video.

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