
Per Rosa Linn, tornare a scrivere non è stato semplicemente un passaggio professionale. È stato, prima di tutto, un modo per ritrovare se stessa. Dopo l’esplosione mondiale di “Snap”, il brano con cui aveva rappresentato l’Armenia all’Eurovision 2022 e che ha poi raggiunto le classifiche internazionali, la cantautrice armena si è trovata dentro una storia molto più grande di quella che avrebbe potuto immaginare. Il successo ha portato un contratto con Columbia, palchi internazionali e collaborazioni importanti, ma anche la necessità di capire quale artista volesse diventare.
Adesso Rosa Linn racconta di essere arrivata, simbolicamente, alla fine del tunnel e il 2 ottobre tornerà con il nuovo singolo “Music I love”. “Il progetto è iniziato due anni fa, la mia vita cambiava ogni settimana, ogni giorno”, spiega. Un periodo in cui ha smesso di scrivere per molto tempo, proprio quando avrebbe potuto sembrare più naturale fare il contrario. “Ho ricominciato da circa un anno, non credevo in me stessa e non sapevo cosa volessi”. Poi qualcosa è cambiato.
Rosa Linn non è più prigioniera di “Snap”
La scrittura è diventata nuovamente un luogo in cui stare. “Questo tempo mi ha salvato”, dice, riconoscendo anche il ruolo di Stefan Goebel, che ha continuato a credere in lei. È un percorso particolarmente significativo per un’artista che, dopo “Snap”, ha dovuto fare i conti con l’enorme aspettativa legata a una hit diventata virale in tutto il mondo. Il brano è arrivato fino al numero 67 della Billboard Hot 100 statunitense e ha superato il miliardo di ascolti, trasformando Rosa Linn in una delle più riconoscibili nuove voci uscite dall’Eurovision.
“C’era molta pressione nello stare fermi e tornare dopo Snap”, ammette. Ma oggi quella pressione sembra essersi trasformata in consapevolezza. “Sono diventata più confidente nella mia musica, come cantautrice, cantante e produttrice. Sono super orgogliosa di me e di tutti quelli coinvolti, e di quelli che mi hanno dato l’opportunità di continuare a essere un’artista”. E proprio “Snap” torna in scena in una forma quasi simbolica: durante l’incontro Rosa regala una versione acustica del brano, che racconta di non cantare “da due anni”. Non è un semplice omaggio al passato, ma quasi un modo per guardarlo finalmente senza esserne prigioniera.
Il nuovo progetto tra Lana Del Rey e Joy Division
Il nuovo progetto nasce proprio dalla necessità di andare oltre quella canzone. Se “Snap” aveva raccontato una ferita attraverso una melodia immediata e universale, il nuovo lavoro promette di entrare in territori più personali, malinconici e cinematografici. “L’album è influenzato da quello che ho sempre ascoltato: Lana Del Rey, Cigarettes After Sex, Stevie Nicks, Joy Division e altri”. Un immaginario fatto di ombre, nostalgia e romanticismo, ma senza rinunciare a una componente agrodolce: «Ha un sound melanconico ma anche agrodolce, sognatore e anche un po’ triste per il presente».
L’obiettivo, però, non è costruire semplicemente un disco dall’atmosfera riconoscibile. Rosa vuole che ogni parola abbia un peso preciso. “Quando ho ascoltato le canzoni volevo che le canzoni sentissero il significato di ogni linea di ogni canzone”. In questo processo un ruolo fondamentale lo ha avuto Rick Nowels, produttore e autore che ha lavorato, tra gli altri, con Madonna, Lana Del Rey e Stevie Nicks. Il rapporto tra i due non è però soltanto quello tra artista e produttore. “Io amo Rick. Ero nervosa. Ha lavorato con Lana, Stevie e con molte influenze del mio disco”.
Poi la definizione più significativa: “È una persona molto importante, un mentore, un amico molto stretto”. Rosa gli attribuisce anche una parte decisiva nel suo ritorno in studio: “Se non ci fosse stato lui, le cose non sarebbero andate così bene, non sarei tornata in studio”. La collaborazione con Nowels non è una novità assoluta: già il suo EP del 2023, “Lay Your Hands Upon My Heart”, era stato realizzato anche con lui e comprendeva persino una cover di Stevie Nicks, “If I Were You”.
Quello che cambia, oggi, è soprattutto il rapporto di Rosa con la propria musica. Nel 2023 raccontava di essere ancora nella fase in cui imparava “come una spugna” lavorando nello studio di Nowels; oggi parla invece di maggiore sicurezza e di un’identità artistica finalmente più definita.
L’Italia nell’universo di Rosa Linn
E dentro questo universo sonoro internazionale c’è anche un pezzo d’Italia. “Ho sentito tantissima musica italiana, la mia preferita è Mina ma ascolto tanto altro”. Una geografia musicale apparentemente lontana da quella di “Snap”, ma che in realtà aiuta a capire il tipo di mondo che Rosa sta costruendo: canzoni intime, melodie capaci di rimanere sospese e una scrittura interessata più alle emozioni che alle mode.
E poi c’è il palco. Rosa non sembra voler trasformare immediatamente il ritorno in una gigantesca macchina da tour. “Il prossimo anno, dopo l’uscita del disco, prima solo qualche showcase”. Ma la cautela non va confusa con la paura. “Non sono nervosa per tutto ma sono affamata”, dice. Una parola che forse riassume meglio di tutte il momento che sta vivendo.
Rosa Linn arriva così alla fine del tunnel non con la volontà di replicare “Snap”, ma con quella di scoprire cosa c’è dall’altra parte. Il nuovo album nasce da due anni di cambiamenti, da un periodo in cui la musica sembrava essersi fermata e dalla lenta riconquista della fiducia. E forse è proprio questo il punto: dopo aver scritto una canzone che ha fatto il giro del mondo, Rosa Linn ha dovuto imparare nuovamente a scrivere per se stessa.
