U2, 50 anni e un nuovo inizio: il ritorno tra “Carnaval de Luz” e San Siro

Il 13 novembre uscirà "Carnaval de Luz", il sedicesimo album in studio degli U2 e la band è pronta a tornare in Italia nel 2027

U2 – Foto di Viviane Sassen

Il 25 settembre 1976 Larry Mullen Jr., allora quattordicenne, appese alla bacheca della Mount Temple Comprehensive School di Dublino un piccolo annuncio: cercava musicisti per mettere insieme una band. Pochi giorni dopo, nella cucina della sua casa di Artane, si ritrovarono Bono, The Edge, Adam Clayton, lo stesso Mullen e altri ragazzi. Da quell’esperimento adolescenziale sarebbe nata una delle band più importanti e longeve della storia del rock. L’Irish Times, per celebrare l’anniversario, ha ricostruito quella prima giornata attraverso il racconto di Ivan McCormick, uno dei ragazzi presenti a quella prima prova.

Cinquant’anni dopo, la cosa più sorprendente non è soltanto che gli U2 esistano ancora. È che Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. siano ancora gli U2. E il compleanno arriva proprio mentre il gruppo sembra prepararsi a una nuova fase.

Non è soltanto un anniversario: è il ritorno degli U2

Il regalo più importante arriva dalla musica. Il 13 novembre uscirà “Carnaval de Luz”, il sedicesimo album in studio degli U2 e il primo vero album di materiale inedito della band dopo “Songs of Experience” del 2017.

La parentesi discografica degli ultimi anni era stata soprattutto una rilettura del passato: “Songs of Surrender”, del 2023, aveva trasformato e riscritto brani del catalogo storico. Nel 2026, invece, gli U2 hanno scelto di tornare a scrivere materiale nuovo. Prima dell’album sono arrivati due EP, “Days of Ash” ed “Easter Lily”, pubblicati a sorpresa nella prima parte dell’anno e legati, anche nel calendario, ai temi della Quaresima e della Pasqua. Ora “Carnaval de Luz” viene presentato dalla band come una sorta di sviluppo di quel percorso.

Il primo assaggio era arrivato a luglio con “Street of Dreams”. Il secondo è “Silencio”, pubblicato ieri, 24 settembre, proprio alla vigilia del cinquantesimo anniversario. E “Silencio” è probabilmente il brano che permette di capire meglio in quale direzione stiano andando gli U2: chitarre elettriche, energia, un’impronta rock più diretta e una produzione affidata a Jacknife Lee con il contributo di Ryan Tedder.

La stessa band, nel comunicato ufficiale, descrive “Carnaval de Luz” come una raccolta “messy, provocative, sacred”, cioè sporca, provocatoria e sacra. Bono parla di chitarre forti, bassi profondi, ritmi estatici e “lacrime d’argento”. Il titolo arriva da “Go (Carnaval De Luz)”, la prima traccia del disco. L’idea, insomma, non sembra essere quella di fare un album commemorativo. Gli U2 celebrano il passato cercando contemporaneamente di dimostrare che la loro storia non è ancora finita.

“Carnaval de Luz”: cosa ci sarà nel nuovo album

Il disco conterrà 12 canzoni. La tracklist comprende:

  1. “Go (Carnaval De Luz)”
  2. “La Reina”
  3. “Street Of Dreams”
  4. “The Mirror Maker”
  5. “Superficiality”
  6. “If The World Is At War We Better Not Be”
  7. “Silencio”
  8. “The Greatest Show On Earth”
  9. “Glorify”
  10. “Midnight Sunshine”
  11. “Can’t Stop Us Now”
  12. “Torn”

E proprio l’ultima canzone è una delle notizie più significative dell’album: “Torn” è un duetto tra Bono e Dolly Parton, realizzato prima della morte della cantante e descritto come la sua ultima registrazione vocale. Il brano, scritto da U2, Parton e Johnny McDaid, è una canzone country sui legami familiari spezzati, ma con un significato più ampio. Alla pedal steel c’è Daniel Lanois, mentre Brian Eno torna a collaborare con la band su tre brani. Martin Garrix è tra gli autori di “Glorify”.

È un elenco di collaborazioni che racconta bene anche il modo in cui gli U2 stanno cercando di guardare al futuro: da una parte Brian Eno e Daniel Lanois, cioè due figure fondamentali della loro storia artistica, dall’altra Martin Garrix e Ryan Tedder, nomi provenienti da mondi musicali molto più contemporanei. Non è quindi un disco costruito soltanto per i fan storici.

Il tema dell’album: luce, oscurità e resistenza

Il titolo “Carnaval de Luz” potrebbe sembrare festoso, ma il disco nasce da un’idea meno leggera. Nei materiali di presentazione vengono citati temi come spiritualità, amicizia, libertà e resistenza davanti alle forze oscure. Nelle parole di Bono, il «carnevale di luce» convive con un mondo esterno pieno di creature e minacce; la stessa immaginazione che produce creatività può produrre anche mostri. La risposta degli U2 è rendere le melodie più luminose, non più cupe.

È un tema che si inserisce abbastanza naturalmente nella storia della band. Gli U2 hanno sempre lavorato sulla tensione tra spiritualità e politica, speranza e paura, fede e conflitto. Il nuovo album sembra riportare quella tensione al centro, ma senza necessariamente cercare di replicare il suono degli anni Ottanta o Novanta.

Il risultato, almeno nelle intenzioni dichiarate dalla band, dovrebbe avere anche una componente molto fisica: rock, bassi, chitarre e ritmi pensati per essere suonati dal vivo. Ed è proprio qui che il discorso sull’album si collega a quello sul tour.

Gli U2 sono tornati davvero un quartetto

C’è poi un elemento che rende questo ritorno particolarmente significativo: Larry Mullen Jr. è nuovamente parte del progetto. Il batterista aveva dovuto fermarsi per un intervento chirurgico e non aveva partecipato alla residency degli U2 allo Sphere di Las Vegas. Per quelle date era stato utilizzato come sostituto Bram van den Berg.

Nel nuovo album, invece, Mullen è nuovamente presente. E secondo U2Songs, fonte specializzata storicamente molto attenta alle attività della band, il batterista è tornato a tempo pieno e avrebbe recuperato la condizione necessaria per proseguire con il gruppo. È un dettaglio fondamentale perché cambia anche il significato del possibile ritorno dal vivo.

Gli ultimi concerti internazionali degli U2 con il quartetto al completo risalgono infatti al ciclo di “The Joshua Tree Tour 2019”. Successivamente c’è stata la residency allo Sphere di Las Vegas, ma in quella occasione Mullen non era sul palco. Un eventuale tour del 2027 sarebbe quindi qualcosa di più di un semplice tour promozionale: sarebbe il ritorno degli U2 nella loro formazione storica sul grande circuito internazionale.

Oggi come stanno gli U2?

La fotografia che arriva dalle fonti di queste settimane è quella di una band nuovamente molto attiva. Non è una formazione che si limita a celebrare il passato. Nel solo 2026 gli U2 hanno pubblicato due EP, diversi singoli e ora stanno lanciando un album di dodici canzoni. Hanno inoltre girato materiale video in Messico, dove “Silencio” era stato anticipato durante una serata al Salón Los Angeles di Città del Messico, e continuano a costruire una nuova fase promozionale intorno al cinquantesimo anniversario.

Cinquant’anni: Dublino festeggia la band

L’anniversario viene celebrato anche in Irlanda. Tra le iniziative ufficiali c’è una moneta commemorativa da 2 euro emessa dalla Central Bank of Ireland. RTÉ sottolinea che il 25 settembre rappresenta la data che gli stessi U2 considerano come l’inizio della loro storia: quel primo incontro nella cucina della famiglia Mullen ad Artane.

Il cinquantenario è inoltre al centro di eventi e iniziative dedicate alla storia del gruppo. Il sito specializzato U2Songs ha raccolto gli appuntamenti celebrativi confermati, tra cui la moneta commemorativa e una serie di iniziative e contenuti dedicati all’anniversario. Il significato simbolico è enorme: gli U2 sono diventati uno dei principali prodotti culturali dell’Irlanda contemporanea e la loro storia è ormai parte della storia internazionale del Paese.

Non solo Irlanda: il riconoscimento internazionale continua

Un altro appuntamento già ufficializzato guarda al 2027. Gli U2 saranno infatti MusiCares Persons of the Year 2027. La celebrazione si terrà il 5 febbraio 2027 al Peacock Theater di Los Angeles, durante il weekend dei Grammy.

L’evento celebrerà il lavoro musicale e l’impegno umanitario della band e prevede un concerto-tributo con altri artisti, oltre alla partecipazione degli stessi U2. È un altro tassello interessante del nuovo ciclo: il cinquantenario non si chiude necessariamente il 25 settembre 2026, ma si trasforma in una stagione che continuerà almeno fino ai primi mesi del 2027.

E il tour?

La parte più attesa dai fan italiani è anche quella in cui bisogna distinguere con maggiore attenzione ciò che è ufficiale dalle indiscrezioni. Al momento gli U2 non hanno annunciato ufficialmente il tour 2027. Questo va detto chiaramente. Ma le indiscrezioni sono ormai molto insistenti.

Il sito U2Songs, che segue da anni con grande dettaglio le attività della band, sostiene che il gruppo tornerà in tour nel 2027 e che il progetto potrebbe estendersi anche al 2028. La prima parte sarebbe destinata al Messico e al Sud America, mentre una seconda parte dovrebbe arrivare in Europa, con concerti negli stadi tra la fine di maggio e luglio 2027.

Ed è qui che compare l’Italia. Secondo U2Songs, Milano è una delle destinazioni considerate concretamente per il tour europeo nella prima metà di luglio.

Perché proprio gli stadi?

Dopo la parentesi tecnologica e teatrale dello Sphere di Las Vegas, un ritorno negli stadi rappresenterebbe quasi un ritorno alle origini della grande macchina live degli U2. La band ha costruito una parte fondamentale della propria leggenda attraverso tour che hanno progressivamente cambiato il linguaggio del concerto rock: “Zoo TV”, “PopMart”, “Elevation”, “Vertigo”, fino ai tour celebrativi di “The Joshua Tree”.

Il prossimo giro potrebbe quindi essere costruito intorno a una combinazione di tre elementi: il nuovo album, i grandi classici e il cinquantenario. U2Songs parla anche di possibili elementi tipici della configurazione live degli U2, come le aree (RED) e il General Admission sul prato, ma anche questi aspetti sono da considerare indiscrezioni e non annunci ufficiali.

Cinquant’anni dopo, la cosa più U2 è non fermarsi

Il 25 settembre 1976 quattro ragazzi — Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. — non sapevano naturalmente cosa sarebbe successo. Non avevano ancora “I Will Follow”, “Sunday Bloody Sunday”, “Pride”, “With or Without You”, “Where the Streets Have No Name” o “One”. Non avevano ancora inventato il modo in cui un gruppo rock poteva trasformare uno stadio in un’esperienza teatrale e politica. Non avevano ancora suonato davanti a centinaia di migliaia di persone.

Avevano una batteria, qualche chitarra, molta ambizione e una cucina. Oggi, esattamente cinquant’anni dopo, gli stessi quattro musicisti sono ancora insieme. E invece di limitarsi a festeggiare ciò che sono stati, hanno scelto di annunciare un album nuovo.

“Carnaval de Luz” arriverà il 13 novembre. Il 2027 potrebbe riportare gli U2 negli stadi. E, se le indiscrezioni saranno confermate, anche in Italia. Per ora il calendario ufficiale del tour non c’è. Ma la direzione è sempre più evidente: il cinquantesimo anniversario degli U2 potrebbe essere non la celebrazione della fine di una storia, ma l’inizio del suo prossimo capitolo.

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