
“ร un mondo a parte, non รจ un concerto, รจ quello che fa la musica”. Quando Lorenzo Cherubini รจ giร sul palco del Circo Massimo ben prima del suo secondo show serale, la calura romana non รจ ancora sfumata del tutto. Ma la sensazione รจ chiara fin dai primi accordi di “Ragazza magica” e “Raggio di sole”: la musica per Jovanotti non รจ soltanto uno spettacolo da consumare, รจ una forza generativa, un magnete capace di radunare generazioni diverse sotto lo stesso cielo antico della Capitale. L’arrivo a sorpresa di Franco126 per duettare su “Futuri possibili” mette subito in chiaro il filo conduttore della serata: un ponte continuo tra la memoria della canzone d’autore e le nuove coordinate del pop italiano.
L’inizio del viaggio di Jovanotti: dalla terra all’oceano di Roma
Sullo schermo gigante compare una frase che riassume l’intero senso della serata: “Eravamo come sempre alla fine del mondo… o all’inizio”. ร il preludio visivo a quello che sarร l’inizio dello show. Un aeroplano di carta si trasforma in una barca, anzi in un’arca: l’Arca di Lorรจ. Nel frattempo “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno si fonde in un omaggio poetico all’immaginario del viaggio, dell’universo e della lezione di Franco Battiato.
“Penso positivo” si fonde con l’inno popolare de “La societร dei magnaccioni”. Sullo sfondo scorrono i volti dei grandi maestri del pensiero e dello spirito โ San Francesco, Sigmund Freud, Albert Einstein, Jack Kerouac, Baruch Spinoza. ร qui che Jovanotti si ferma a parlare con la sua cittร con la pancia e con il cuore aperto:
“Roma รจ la cittร dove sono nato e vissuto per vent’anni, poi sono andato a Milano a fare successo. Ma Roma รจ un sogno, รจ la memoria dell’infanzia e dell’energia: ogni volta che torno, esplodono dentro di me i ricordi. ร un sentimento oceanico”. Quel “sentimento oceanico” teorizzato in psicologia diventa la traccia per eseguire “Oceanica”, prima di accogliere sul palco il “marinaio genovese” Alfa per una trascinante versione di “Buon vento”. In un momento storico complesso, la filosofia di Cherubini rifiuta la resa: “ร un tempo di venti impazziti che non si sa dove soffino. Ma io non posso permettermi il lusso del pessimismo. Quando mi sveglio devo guardare avanti, dove soffia il vento e dove voglio andare”.
“Lascia perde le canzoni, gli dicevano gli amici che sei stonato. Sta bono non li fa sti sacrifici. Ma lui ha insistito e oggi il Circo Massimo ha riempito”, canta poi in uno stornello improvvisato.
Jovanotti: “Con l’AI non si capisce piรน nulla”
Il concerto sposta poi il suo baricentro sull’emozione pura. Un video ricorda Emma Bonino, accompagnato dal monito potente di “vivere liberi fino alla fine”, che introduce le note senza tempo di “Ora”. Subito dopo, uno stralcio visivo tratto da Belve con Francesca Fagnani apre una riflessione tagliente sul presente: “Sono una rockstar, e ce ne saranno sempre meno. Con l’intelligenza artificiale non si capisce piรน niente, ma la presenza fisica e il corpo esisteranno sempre”. Mentre il volto di Jova cambia in tutti gli animali della sua Arca: dall’ippopotamo alla giraffa.
Dopo un affettuoso tributo all’italiano popolare di Toto Cutugno, risuona “Gente della notte” del 1991. Lorenzo osserva la folla e racconta gli incontri del backstage: “Prima ho visto Fiorello, lo beccavo sempre ai tempi delle prime radio… Stasera ci sono tanti amici, รจ una vera festa”. Il momento piรน intimo arriva subito dopo: “Questo lento lo dedico alla mia amata“, prima di intonare “Chiaro di luna”, sfociata poi in una romantica ripartenza con “Baciami ancora” mischiata alla nostalgia estiva di “Sapore di mare”.
40 anni volati come 40 minuti
Nel gran finale, la festa si trasforma in gratitudine pura. Jovanotti guarda la marea di persone che affolla la spianata tra il Palatino e l’Aventino e lancia il suo messaggio di chiusura: “Non finisce qui, non perdiamoci di vista. Grazie per averci scelto in questi quarant’anni di dischi, che a me sembrano durati appena quaranta minuti. Il tempo รจ solo un’astrazione. Vi auguro la pace e la fortuna: sono un ragazzo fortunato”.
Sulle note di “Ragazzo fortunato” (con tanto di Fiorello e Gabriele Muccino portati sul palco) e “A te” si chiude una serata che trascende la forma del concerto per farsi celebrazione collettiva. Jovanotti dimostra ancora una volta che finchรฉ ci sarร un palco, una chitarra e un corpo a sudare sotto i riflettori, il pessimismo non avrร cittadinanza.
La scaletta di Jovanotti al Circo Massimo
- Shiva jam
- Attaccami la spina
- Lo scimpanzรฉ
- (Tanto)3
- Gimme Five
- Penso positivo
- Oceanica
- Le canzoni
- Buon vento
- Mi fido di te
- Ora
- Come musica
- No Potho Reposare
- So solo che la vita / Estate
- Bella
- I love you baby
- Lโestate addosso
- Ti porto via con me
- La notte dei desideri
- Gente della notte
- Chiaro di luna
- Baciami ancora / Sapore di sale
- Oh, vita!
- Muoviti muoviti
- Una tribรน che balla
- Ciao mamma
- Il piรน grande spettacolo dopo il Big Bang
- Gli immortali
- Lโombelico del mondo
- Ragazzo fortunato
- A te
