La Passione secondo TonyPitony

A Roma il concerto di TonyPitony è un universo a sé, dove il sacro incontra il trash. Leggi il racconto dello show!

TonyPitony @ Roma, Auditorium – Foto di Carlotta Colaleo

A Roma il concerto di TonyPitony comincia ancora prima che l’artista salga sul palco. Ad aprire la serata è infatti il Radio Napoli Mix, una sorta di antipasto musicale in cui alcune canzoni vengono completamente riadattate e trasformate secondo la grammatica dell’universo Tony. Tra queste c’è anche “Soldi” di Mahmood, inserita in un medley che mette subito il pubblico nelle condizioni giuste: dimenticare, almeno per qualche ora, qualsiasi aspettativa di normalità.

Poi si alza il sipario e sul palco arriva la band. O, per essere più precisi, una band che sembra appena uscita da un viaggio nel tempo: tutti vestiti da antichi romani. Il gruppo dà il via allo spettacolo con un medley delle canzoni di Tony, preparando l’ingresso del protagonista. E Tony arriva. L’outfit è difficile da catalogare, ma forse la definizione più accurata è un incrocio tra un gladiatore e Gesù. Tony il Nazareno è pronto a prendere possesso del palco dell’Auditorium e a iniziare la sua personale predicazione fatta di musica, personaggi improbabili e un linguaggio che sembra provenire da un universo parallelo.

TonyPitony il Nazareno e Ponzio Pelato

“Ciao Roma, che bello essere qui”, saluta il pubblico. Si parte con “Rio de Janeiro”, che inaugura ufficialmente il concerto. Dopo la prima canzone Tony si ferma per ringraziare il pubblico e introduce “Balu”, dedicandola a tutti i pelosett*. È uno dei primi momenti in cui emerge la capacità di alternare nonsense e tenerezza senza soluzione di continuità: un attimo prima sei davanti a un gladiatore-Cristo, quello dopo sei dentro una dedica ai pelosett*.

Ma la pace dura poco. “Ora è il momento di fare i bu perché è arrivato il mio antagonista: Ponzio Pelato“. Il pubblico non ha bisogno di ulteriori spiegazioni. Parte immediatamente il coro contro il nuovo nemico, il pelato che vuole mettere alla gogna Tony il Nazareno. Il concerto cambia così pelle e diventa una specie di rappresentazione biblica in salsa TonyPitony, dove il cattivo non è Ponzio Pilato ma Ponzio Pelato e la Passione secondo Matteo è stata evidentemente riscritta durante una pausa pranzo.

La trama si sviluppa insieme alle canzoni. Ci sono le “cose psicologiche”, raccontate attraverso “Culo”, e poi una dedica precisa, «per voi omosessuali», che introduce “Giovanni”. Tony continua a muoversi dentro il suo personale universo narrativo, dove ogni brano diventa l’occasione per aprire una nuova parentesi e ogni parentesi sembra avere una probabilità altissima di degenerare.

Amore, tubi e Polietilene

Poi arriva l’amore. O, meglio, arriva una storia d’amore che finisce per colpa di un tubo. È il racconto che accompagna “Polietilene”, brano al centro di una vicenda sentimentale che vede protagonista una bambola. Una storia che parte come un incontro romantico e finisce dimostrando quanto, nel mondo di TonyPitony, anche un normalissimo tubo possa diventare il principale antagonista di una relazione.

Quando ormai il pubblico sembra aver accettato qualsiasi cosa, entra in scena il nano. Prima dello show aveva già fatto parlare di sé sparando le banconote del ConcerTony del 4 settembre all’Ippodromo Snai San Siro di Milano. Ma evidentemente non era abbastanza. Durante il concerto il nano diventa infatti un leone, con un incarico preciso: su ordine di Ponzio Pelato, deve uccidere Tony il Nazareno.

È a questo punto che il concerto smette definitivamente di essere classificabile. Non è più soltanto musica. Non è propriamente teatro. Non è cabaret. È qualcosa che contiene tutte queste cose insieme e che, soprattutto, non sembra avere alcuna intenzione di scegliere.

Smerdino e Ditonellapiaga

È il momento di “Donne ricche”, seguita da “Mi piacciono le nere”. Due brani che fanno immediatamente cambiare marcia alla serata e riportano il pubblico al cuore musicale del ConcerTony, senza però abbandonare quell’atmosfera da spettacolo imprevedibile che ormai domina l’Auditorium.

Dopo la comparsata a Spring Attitude torna anche Smerdino, il divo del web. Il suo ingresso ha una missione ben precisa: raccontare tre barzellette fantasiose per far ridere Tony. È una parentesi comica dentro una serata che, a quel punto, è già talmente comica di suo che il concetto stesso di “barzelletta” rischia di diventare relativo.

Poi, però, arriva uno dei momenti più eleganti della serata. Tony prende Ditonellapiaga per mano e la porta sul palco. Insieme cantano “The Lady Is a Tramp”, la cover vincitrice della serata cover di Sanremo 2026. Per qualche minuto l’Auditorium sembra trasformarsi in un’altra cosa: due voci sul palco, una grande canzone e un duetto che funziona perfettamente. Poi ci si ricorda che, nella stessa serata, Tony è stato un Nazareno-gladiatore, ha affrontato Ponzio Pelato e ha rischiato di essere divorato da un nano trasformato in leone. E quindi anche il momento più raffinato finisce inevitabilmente per diventare parte dello stesso gigantesco spettacolo.

Brumotti, il Gabibbo e il nano sul pubblico

Per il finale ecco “Striscia”. E qui Tony decide di non lasciare nulla di intentato. Prima va in scena la lotta sul palco tra Brumotti e il Gabibbo, un incontro che sulla carta sembrerebbe già abbastanza assurdo da chiudere qualsiasi spettacolo. Ma non siamo ancora alla fine.

Il nano si lancia infatti nel crowd surfing. Il pubblico lo solleva e il concerto raggiunge il suo punto di massima confusione organizzata. È l’immagine perfetta per chiudere una serata in cui tutto è sembrato possibile: un artista vestito da incrocio tra gladiatore e Gesù che attraversa la folla, mentre al suo fianco vola un nano, dopo essere stato un leone al servizio di Ponzio Pelato.

La Passione di TonyPitony

Il ConcerTony di Roma finisce così, esattamente come era iniziato: senza rispettare le regole di un concerto tradizionale. Il filo della serata tiene insieme musica, teatro, personaggi, gag e una narrazione completamente fuori dagli schemi. Le canzoni non sono semplicemente una scaletta, ma diventano pezzi di un universo più grande, popolato da antagonisti, improbabili eroi, animali, bambole, divi del web e personaggi televisivi.

E soprattutto c’è un elemento che torna continuamente: la sensazione che, da un momento all’altro, possa succedere qualsiasi cosa. Il risultato è uno spettacolo che non chiede al pubblico di capire tutto. Gli chiede semplicemente di stare al gioco. E il pubblico romano, tra bu a Ponzio Pelato, hit, risate e crowd surfing, sembra aver accettato volentieri.

Perché alla fine il ConcerTony non è soltanto un concerto di TonyPitony. È un piccolo universo a sé, dove il sacro incontra il trash, il pop incontra il nonsense e un’Auditorium può trasformarsi, nel giro di una sera, in Gerusalemme, un’arena romana, uno studio televisivo e persino un ring. E se questa è la Passione secondo Tony il Nazareno, almeno una cosa è certa: il Vangelo non era mai stato così divertente.

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