
È uscito “Une Seule Vie”, il nuovo brano della cantautrice e popstar belga Angèle, tra le artiste più riconoscibili e distintive del panorama pop europeo contemporaneo. Il brano anticipa l’uscita del suo nuovo atteso album “Instinct” (Angèle VL Records / Sony Music) in uscita il 16 ottobre e disponibile in pre-order al seguente link: https://angele.lnk.to/instinct
“Une Seule Vie” è un inno pop e segna un’ulteriore evoluzione di questo nuovo capitolo musicale dell’artista che mixa vari generi. Costruito sulle basi elettroniche di INSTINCT, porta il suono verso qualcosa di più luminoso, pensato per funzionare sia sul dancefloor che in radio. Prodotto da Angèle e dal suo collaboratore di lunga data Tristan Salvati, il brano si presenta quasi come una preghiera o una riflessione profonda: scritto in prima persona, assume la forma di un flusso di pensieri in cui Angèle espone i suoi dubbi e si interroga sul suo rapporto con il mondo, con la verità e con l’illusione. Se “Dis-Le” parlava di ascoltare il proprio istinto e dargli voce, “Une Seule Vie” fa il passo successivo: agire di conseguenza. La canzone non arriva ad una soluzione, unisce passato, presente e futuro e rimane nell’esitazione, finché ciò che resta è il desiderio stesso di vivere.
Il video di “Une Seule Vie” di Angèle
L’uscita del singolo è accompagnata da un videoclip scritto e diretto da Thomas Mailaender e prodotto da Partizan. Visual artist che lavora tra Marsiglia e Parigi, noto per le sue installazioni immersive e per l’utilizzo di immagini raccolte e trovate per strada, Mailaender dirige qui il suo primo videoclip. Girato nel sud della Francia e interamente in 16 mm, il video è un’opera ricercata e vagamente surreale in cui ricordi e immagini mentali irrompono fisicamente nella realtà di Angèle. Tutto è stato creato davanti alla telecamera, anziché generato in seguito, attraverso stop motion, sovrapposizioni, specchi e immagini stampate, e il processo di realizzazione è volutamente visibile nell’inquadratura. L’eclissi solare totale del 12 agosto in Europa, ad esempio, è stata ripresa in diretta, su pellicola, così come si è verificata.
A proposito del video, Thomas Mailaender spiega: “Abbiamo immaginato il video come una successione di ricordi, visioni e immagini mentali che irrompono fisicamente nella realtà di Angèle. L’analogico diventa così il linguaggio naturale del video: un materiale fragile e imperfetto per parlare di memoria, nostalgia e del tempo che ci sfugge di mano.”
