
โThe Girl in the Tower, a ceremony by Halseyโ. ร questa la scritta che campeggia sugli schermi del Parco della Musica di Milano, introducendo una serata che ha poco del semplice concerto e molto del rito collettivo. A sei anni dall’ultima apparizione nel nostro Paese, Halsey torna per un’unica data del suo nuovo tour, costruito attorno all’immaginario narrativo di “The Girl in the Tower” e al materiale piรน recente della sua produzione.
Le prime immagini scorrono sugli schermi mentre prende forma il primo atto dello spettacolo, The Mother. Halsey entra in scena e dร immediatamente l’impressione di voler raccontare una storia piรน che eseguire una scaletta. Poco dopo, con una fiamma che le arde tra le mani come una sciamana contemporanea, attacca con “Castle”. “Abbiamo una tradizione, la ricordate? Voglio vedervi saltare”, urla alla folla, che risponde compatta.
La seconda parte dello show รจ introdotta dalla scritta The Maiden. ร qui che emerge il lato piรน performativo della cantante americana. Durante “Dog Years” la cantautrice appare incatenata e si muove a quattro zampe sul palco, incarnando letteralmente il personaggio evocato dal brano. “Milano, siete pronti?”, domanda prima di lanciarsi in “Honey”, accolta da un coro assordante.
Halsey: “Vi amo, lesbiche”
Tra una canzone e l’altra, Halsey trova il tempo per fermarsi e parlare con il pubblico. “Vi voglio bene”, dice in italiano. Poi aggiunge che ciรฒ che desidera lasciare ai fan รจ qualcosa che rimanga nel tempo. Il riferimento passa inevitabilmente al Pride Month: “La cosa bella di essere in tour in questo periodo รจ che siamo nel mese del Pride”. Quando dal pubblico le viene passata una bandiera che ne incarna i diritti, la sistema sulle scale e urla “Vi amo, lesbiche”.
L’atmosfera si fa piรน ribelle con “You Asked for This”. “Questo รจ il mio show, siamo pronti a rompere tutte le regole”, proclama prima di cantare uno dei brani piรน amati dai fan. A seguire arrivano “You Should Be Sad” e l’inizio del terzo capitolo dello spettacolo, The Image, che continua a sviluppare la struttura quasi teatrale dell’intera performance.
Durante un momento di pausa – in cui viene soccorsa una fan sotto palco dagli infermieri – Halsey intrattiene il pubblico raccontando la sua esperienza italiana: “Sono in tour, sto mangiando sano e mi sto curando. Poi arrivo qui e avete il miglior vino del mondo. Sono contenta di essere tornata, ma mi uccidete”. Un siparietto che scioglie la tensione e strappa risate a tutto il Parco della Musica.
La cerimonia di Halsey
Lo show prosegue senza ulteriori interruzioni e si chiude dopo circa un’ora e mezza, lasciando la sensazione di aver assistito a qualcosa di piรน di un concerto pop. Tra scenografie simboliche, personaggi archetipici e continui richiami all’identitร , alla libertร e alla comunitร queer, Halsey trasforma il suo ritorno italiano in una vera cerimonia contemporanea. Sei anni dopo l’ultima volta, l’attesa รจ stata ampiamente ripagata.
La scaletta di Halsey al Parco della Musica di Milano
- I am not a woman, I’m a god
- Nightmare (Reprise)
- Castle
- Easier than Lying
- Haunting
- Dog Years
- You Asked for This
- Experiment on Me
- honey
- 3am
- You should be sad
- Bells in Santa Fe
- Colors pt. II
- Colors
- The Lighthouse
- Hurricane
- People disappear here
- Without Me
- Lie
- Gasoline
- Lonely is the Muse
