
“Frutta e verdura” è il nuovo EP di Golden Years uscito a distanza di un anno da “Fuori menù”, producer album che ha riunito collaborazioni e visioni differenti della nuova scena italiana, e dopo la partecipazione al Festival di Sanremo al fianco di Fulminacci con “Stupida Fortuna”. Questo progetto sposta il focus completamente sulla produzione, sul suono e sulla costruzione emotiva dei brani.
Sei tracce tra beat, campionamenti e atmosfere cinematiche. Un disco che si muove tra sample manipolati, groove morbidi, chitarre, distorsioni e frammenti vocali che diventano texture, lasciando parlare soprattutto le atmosfere. L’unica presenza esterna è quella di Páula, cantante franco-portoghese che compare in “Desarrumando”, unica incursione vocale del progetto e tassello di un immaginario sonoro che guarda anche fuori dai confini italiani.
L’EP si apre con “Look at us”, brano costruito in due movimenti: una prima parte più morbida e leggera lascia progressivamente spazio a distorsioni, synth e chitarre, mentre il sample vocale pitchato rimane il filo emotivo che attraversa tutto il pezzo. Con “Lawrence”, Golden Years recupera un beat rimasto in sospeso per anni, trasformandolo in una traccia spontanea e immediata, guidata da un groove capace di trasmettere leggerezza e istinto. “Desarrumado”, unica collaborazione del progetto insieme alla cantante franco-portoghese Páula, introduce nuove sfumature all’interno del disco: la voce e il portoghese ampliano l’immaginario sonoro dell’EP, aggiungendo calore e movimento. In “Hold me tight” è il campione vocale a diventare il centro della composizione, accompagnando una crescita graduale che culmina nell’ingresso di un coro gospel, capace di aprire improvvisamente il respiro del brano. “Metemi” prende invece il nome dal vento mediterraneo e restituisce una sensazione di leggerezza e movimento lento, attraverso armonie aperte e un’atmosfera che richiama paesaggi estivi e sospesi. A chiudere il cerchio arriva “Pietre preziose”, forse il momento più narrativo del disco: una voce legge estratti di una vecchia rivista dedicata alle pietre preziose, trasformando materiale d’archivio in elemento musicale e lasciando l’EP in una dimensione rarefatta, più vicina alla suggestione che alla conclusione definitiva.
