
Per festeggiare i propri 20 anni il MI AMI Festival fa le cose in grande e si regala una festa coi fiocchi: quattro giorni, cinque palchi, più di ottanta concerti ed esibizioni. Dall’antipasto del “Giorno 0” culminato con il sempre acclamatissimo ritorno dei Ministri sul palco che li ha lanciati nella grande musica (preceduto, fino al gran finale di domenica 24 maggio con il live mattutino di Cosmo, ultima trovata dell’eclettico artista eporediese per un format che diverrà costante lungo tutto il tour del suo ultimo disco “La Fonte”. In mezzo, le due “classiche” giornate di Festival di venerdì e sabato per altrettante scorpacciate di musica buone per soddisfare tutti i gusti.
A fare da cornice al tutto, per il secondo anno di fila, il parco dell’Idroscalo che dall’edizione 2025 ha preso il posto dello storico Circolo Magnolia. Una location sicuramente meno iconica del mitico “palco Collinetta” del Magnolia, ma decisamente funzionale ad accogliere i tanti “miamers” che hanno animato la quattro giorni, in particolar modo al venerdì e al sabato. Parole d’ordine del festival, bella musica e presa bene. E il fatto che nei parterre non ci fosse la solita selva di cellulari accesi pronti a filmare ogni secondo dei concerti ma solo corpi presi a ballare, cantare e limonare ne è la dimostrazione più lampante (il vostro amichevole fotografo di sottopalco sentitamente ringrazia).
L’esplosione della nuova musica italiana al MI AMI Festival
La musica, dicevamo. Termometro alla mano, quel che esce dal MI AMI 2026 è una scena musicale italiana (e non solo) in piena salute. Dietro una proposta mainstream che ruota attorno ai soliti pochi nomi e a tormentoni fatti con lo stampino, c’è vita. Faccianuvola, fra gli artisti con più hype, ha meritatamente riempito ogni buco possibile sotto il palco We Road con vista dritta sull’Idroscalo. Stesso discorso per Tuttifenomeni, Dov’è Liana (affiancati anche da Malika Ayane comparsa a sopresa durante il set), Nu Genea e La Niña, magnetica e potentissima trascinatrice nel suo mondo sonoro fatto di folk e tradizione popolare della sua terra. Esplosiva anche Mille, fra crowd surfing e momenti intimi in cui ha cantato “Qualcosa di stupendo” direttamente in mezzo al pubblico, prima di farsi dare il suo tamburo per introdurre “C’est fantastique!”.
Francesca Michielin strega di mezzanotte e i duetti a sorpresa
Tante anche le sorprese: dopo la mezzanotte di venerdì Francesca Michielin è salita sul palco We Road per presentare tre brani inediti del suo disco “Magia Bianca” in uscita a giugno, oltre a cantare il suo nuovo singolo “Una donna non può”. Venerus è stato l’unexpected che ha scaldato il pubblico in attesa di Motta e del suo concerto speciale per celebrare i 10 anni de “La fine dei vent’anni” portando sul palco con lui anche Cosmo. E poco prima era stata Lamante a regalare un doppio brivido al pubblico invitando sul palco dapprima Emma Nolde per un duetto bellissimo fra due delle voci e delle penne più interessanti della scena musicale italiana attuale, quindi Appino per il gran finale sulle note di “Come volevi essere“. A proposito di duetti a sorpresa, da segnalare anche quello che ha visto Tuttifenomeni e Giorgio Poi condividere il palco per cantare “Love is not enough” con cui è calato il sipario sul concerto di Girogio Guarascio.
Dai Ministri ai debutti: il cuore del MI AMI Festival
Il MIAMI 2026 è stato anche la travolgente follia di gruppi come Si! Boom! Voila!, Aldolà Chivalà e I Patagarri; dell’esordio in lingua italiana per Birthh; della prima uscita post Coma_Cose di Fausto Lama; della luna di miele musicale di Maria Antonietta e Colombre, anche loro protagonisti del Day 0 assieme a Satantango, Santamarea, Brucherò nei pascoli e ai già citati Ministri. “Divi” Autelitano e compagni hanno pescato a larghe mani nel loro repertorio fra pezzi classici (e ahimè sempre tremendamente attuali come “Tempi bui”) e brani tratti dal loro ultimo lavoro “Aurora popolare”. ma anche regalato un brano inedito come “Gente che si ostina a vivere” che anticipa l’EP di prossima uscita “Canzoni ombra”.
Il rave all’alba di Cosmo
Ultimo, ma non ultimo, il live di Cosmo. Baciato da un sole estivo, il popolo del MI AMI si è ritrovato alle 8 del mattino trovando già pronti sul palco il padrone di casa, che ha dapprima guidato l’avvicinamento al concerto con musica dal vivo quindi portato avanti una festa in musica durata oltre due ore fra grandi classici rivisitati (bellissimo il mash up fra “Le cose più rare” e “La collina dei ciliegi” di Lucio Battisti come anche la versione quasi da carnevale di Rio de l'”Ultima festa”) e pezzi tratti dall’ultimo disco “La fonte”.
Il MI AMI 2026 è stato questo ed è stato molto altro che a elencare tutto ci vorrebbe un libro. E appena varcato per l’ultima volta il portale di ingresso, andando verso casa per un po’ di meritato riposo dopo quattro giorni elettrici e frenetici, la domanda è solo una: “Lo rifacciamo?”
