
Non รจ mai stato facile essere gli Strokes. Piรน precisamente, non รจ mai stato facile essere la band eletta a “salvatrice del rock” e poi condannata a invecchiare davanti a un pubblico che, sotto sotto, vorrebbe solo risentire “Is This It” in loop dal 2001. Ma quello che sta succedendo intorno a “Reality Awaits” โ il sesto album in studio in uscita il prossimo 26 giugno โ sta assumendo i contorni di una scomposizione geometrica, sia musicale che umana.
I due singoli promozionali estratti finora, “Going Shopping” (uscito ad aprile) e la recentissima “Falling Out of Love”, hanno spiazzato tutti, confermando una metamorfosi che si allontana dalle chitarre affilate del passato per addentrarsi in territori decisamente piรน divisivi. E mentre i fan si interrogano sulla svolta stilistica, una bomba interna rischia di far saltare tutto il banco.
Il “gas leak” in studio degli Strokes: i nuovi singoli e il muro della critica
Se con “The New Abnormal” (2020) il produttore Rick Rubin era riuscito a trovare un equilibrio miracoloso tra la nostalgia garage e le derive synth-pop, le nuove tracce sembrano aver rotto l’argine.
Mentre “Going Shopping” aveva riacceso i riflettori sulla band grazie anche a una performance incendiale al Coachella โ dove Julian Casablancas ha usato i visual del set per lanciare duri messaggi geopolitici di vicinanza a Gaza e all’Iran โ, la nuovissima “Falling Out of Love” ha esasperato la sperimentazione. Una traccia di ben sei minuti dominata dal basso pulsante di Nikolai Fraiture in cui Casablancas canta immerso in un vocoder pesantissimo e alienante, quasi a voler disperatamente replicare l’estetica robotica della sua vecchia collaborazione con i Daft Punk.
La risposta della critica specializzata รจ stata un misto di affascinato sconcerto e aperta bocciatura. Alcune prestate britanniche hanno definito il pezzo “agonizzante” e “ludicamente sciocco”, parlando di una band sorda al contrasto stridente tra la voce naturale di Julian e i filtri digitali. L’accusa principale? Quella di essere scivolati in un’estetica datata, dove l’ostinazione elettronica di Casablancas finisce per soffocare i testi, che restano l’unica vera nota salvabile del brano (“Not a crime, not a lie / Fallin’ out of love for the first time”).
Il giallo Nick Valensi: “Stay together for the kids”
A rendere l’atmosfera attorno al nuovo disco ancora piรน tesa รจ il dramma interno alla line-up. A ridosso dell’esibizione al Late Show with Stephen Colbert โ dove la band si รจ presentata avvolta nei laser e visibilmente distaccata โ, gli Strokes hanno annunciato via Instagram che il chitarrista storico Nick Valensi si prenderร una “pausa temporanea” e non parteciperร al tour mondiale estivo. Al suo posto, sul palco ci sarร Steve Schiltz dei Longwave.
La conferma del suo forfait per i grandi festival (come Bonnaroo e Outside Lands) ha scatenato la macchina delle teorie e dei retroscena sui forum di tutto il mondo.
“Non si parlavano in studio”
Dietro la facciata istituzionale del comunicato (“motivi personali”), i fan stanno unendo i puntini di una crisi che parte da lontano. La bomba, in realtร , l’ha sganciata lo stesso Julian Casablancas lo scorso novembre durante una puntata del podcast di Seth Meyers e dei Lonely Island, rivelando candidamente che lui e Valensi non si sono parlati durante le sessioni di registrazione dell’album.
Le ipotesi sul tavolo sono principalmente due:
- La frattura stilistica: Valensi รจ storicamente il custode del “suono Strokes”, l’uomo dei riff geometrici e degli assoli al fulmicotone (“The Modern Age”). Vedere la propria chitarra costantemente ridotta a un loop soffocato dai synth e dai vocoder di Casablancas potrebbe aver creato una frattura artistica insanabile. C’รจ chi ironizza su Reddit dicendo che Nick abbia deciso di mollare il tour “subito dopo aver ascoltato il mix definitivo di “Falling Out of Love”.
- La sindrome della “band separata in casa”: Gli Strokes vengono ormai descritti dai media americani come una classica legacy band che resta insieme solo per i contratti e i tour. A 45 anni, le dinamiche personali nate quando erano ventenni a New York non reggono piรน. Se Albert Hammond Jr. si รจ affrettato a smentire via social le voci di chi lo accusa di “fingere che il nuovo album gli piaccia”, il silenzio di Valensi รจ invece assordante.
“Reality Awaits” uscirร tra un mese in un clima di pura anarchia creativa e personale. Resta da capire se questo caos sia il preludio a un crollo definitivo o, come spesso รจ accaduto nella storia del rock, il carburante per il loro disco piรน coraggioso.
