
La data conclusiva di “Ma noi siamo fuoco โ Capitolo II”, andata in scena sabato sera al Palazzo dello Sport di Roma, non รจ stata soltanto una tappa di un tour trionfale nei palasport per Annalisa, ma la definitiva consacrazione di una metamorfosi.
Due ore e quarantacinque minuti di show, capace di trasformare lโarena capitolina in una monumentale cattedrale electro-pop. Se la scaletta ha mantenuto la rigorosa struttura millimetrica giร apprezzata nelle altre tappe del tour, in un flusso continuo che cuce insieme le hit dell’ultimo album platino “Ma io sono fuoco”, uscito nell’ottobre 2025, e i tormentoni che hanno ridefinito le classifiche degli ultimi anni (“Bellissima”, “Mon Amour”, “Sinceramente”), Roma ha goduto di quel brivido dโimprevisto che solo i grandi finali sanno regalare.
L’omaggio alla Capitale: Annalisa diventa Antonella Ruggiero in “Vacanze Romane”
Il momento piรน intimo e cinematografico della serata รจ arrivato quando la macchina scenografica, un impressionante impianto visivo diviso in “tre sogni” e curato dalla direzione creativa di Denso Studio, si รจ fermata per lasciare spazio alla pura vocalitร .
Seduta sulle scale del palco, sotto un cono di luce bianca, Annalisa ha regalato alla Capitale una cover da brividi di “Vacanze Romane” dei Matia Bazar. Un omaggio non banale, che da un lato flirta con la tradizione sanremese piรน elegante e dall’altro esalta quel timbro cristallino, affilato ed esteso, che rimane la spina dorsale di tutto il suo impianto artistico. Lรฌ, spogliata dai beat elettronici e dai bassi sintetici che dominano il resto dello show, la cantautrice ligure ha ricordato a tutti che prima dei numeri da capogiro c’รจ una tecnica vocale monumentale, affinata in quindici anni di carriera.
Dal Conservatorio ai palasport: le tappe di un’evoluzione
Nata a Savona nel 1985 e laureata in Fisica, Annalisa Scarrone ha percorso una strada lunga e non sempre lineare prima di diventare l’indiscussa regina del pop italiana. Dai primi passi ad Amici nel 2011, passando per ben sei partecipazioni al Festival di Sanremo, la svolta decisiva รจ arrivata con la capacitร di intercettare le sonoritร dell’electro-pop nordeuropeo, unendo melodie killer a un’estetica visiva curatissima.
Il tour appena concluso โ che ha visto una prima tranche di grande successo lo scorso autunno con il “Capitolo I” โ testimonia una maturitร d’altri tempi. Accompagnata sul palco dai musicisti storici Daniel Bestonzo (direzione musicale e synth), Gianni Pastorino e Dario Panza, e supportata da un corpo di ballo di 14 elementi diretti da Simone Baroni, Annalisa ha dimostrato di aver digerito la lezione delle grandi popstar internazionali.
La forza del fuoco
Il live si muove fluidamente tra i chiaroscuri di “Ragazza Sola”, le fiamme (reali e metaforiche) di “Dipende” e l’energia liberatoria di “Tropicana” e “Disco Paradise”, fino al delirio collettivo scatenato dalle note di “Bellissima”.
Cosa resta, alla fine di questi anni di dominio radiofonico e live? Resta la sensazione che la musica pop in Italia abbia trovato un nuovo standard qualitativo. Annalisa ha chiuso il sipario a Roma dimostrando che si puรฒ essere incredibilmente pop e drammaticamente credibili nello stesso identico momento. Il fuoco รจ divampato, e spegnerlo adesso sarร impossibile.
