
La finale della 70ยช edizione dell’Eurovision Song Contest a Vienna si รจ chiusa con un verdetto storico sul campo: la prima, travolgente vittoria della Bulgaria con Bangaranga di Dara. A infiammare la notte della Wiener Stadthalle perรฒ sono stati soprattutto due passaggi verbali.
Due frasi, pronunciate a caldo dal secondo classificato Noam Bettan (Israele) e dalla vincitrice Dara, che offrono la chiave di lettura perfetta per capire cosa sia stato davvero questo Eurovision 2026: un delicatissimo scontro tra geopolitica, resilienza e messaggi di pace.
Il grido sul palco di Eurovision di Noam Bettan
Subito dopo aver terminato l’esecuzione della sua intensa rock ballad Michelle, il rappresentante israeliano Noam Bettan si รจ congedato dal pubblico della Stadthalle microfono alla mano, urlando una frase chiarissima: โThank you Europe, toda raba. I love you all โ Am Yisrael Chai!โ.
Cosa significa “Am Yisrael Chai”?
Se “toda raba” รจ il classico ringraziamento in ebraico (“grazie mille”), la frase finale “Am Yisrael Chai” (ืขึทื ืึดืฉึฐืืจึธืึตื ืึทื) ha un peso politico e culturale immenso. Tradotta letteralmente significa “Il popolo di Israele vive”.
Si tratta di uno dei piรน antichi e potenti slogan di solidarietร e identitร del mondo ebraico. Storicamente, viene utilizzata come affermazione di continuitร , esistenza e resilienza nei momenti di massima avversitร e persecuzione. Pronunciata sul palco di Viennaโal termine di un’edizione blindatissima, segnata dal boicottaggio formale di cinque paesi (Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda) e da forti contestazioni fuori e dentro l’arenaโla frase di Bettan รจ stata un atto di fiera rivendicazione. Il cantante ha voluto ribadire l’esistenza e la normalitร del suo popolo nonostante l’aspro clima di tensione, trasformando un brano d’amore in un messaggio di resistenza identitaria.
La risposta di Dara: “Guidare attraverso l’amore e non la paura”
Mentre il televoto premiava massicciamente Israele portandolo temporaneamente in testa prima del sorpasso finale, la vincitrice bulgara Dara ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche, inviando un messaggio di forte supporto umano a tutta la comunitร degli artisti, inclusa la delegazione di Tel Aviv finita nell’occhio del ciclone.
Interpellata sul clima pesante che si respirava nel backstage e sulla pressione subita dai cantanti, DARA ha spiegato la filosofia stessa della sua canzone, spendendo parole di grande inclusione: โBangaranga รจ uno stato d’animo che ognuno ha dentro di sรฉ. ร il momento esatto in cui decidi di guidare attraverso lโamore e non attraverso la paura. Questa รจ un’energia speciale. In questo posto, ogni singolo giorno, mi sono sentita al sicuro, protetta, amata e supportata. Questa comunitร รจ incredibile.โ
La difesa dello spirito originario di Eurovision
Le parole di DARA non sono state un’approvazione geopolitica, ma una potente difesa dello spirito originario dell’Eurovision (“United by Music”). Scegliere di “farsi guidare dall’amore e non dalla paura” รจ stato il suo modo per disinnescare la narrazione dell’odio e della polarizzazione che minacciava di cannibalizzare il festival.
Sottolineando di essersi sentita “al sicuro e supportata”, la popstar bulgara ha voluto proteggere pubblicamente l’intero parterre dei colleghiโcompreso lo stesso Noam Bettan, bersagliato dai fischi durante le prove generaliโricordando che dietro i posizionamenti dei governi ci sono prima di tutto artisti, canzoni e una comunitร inclusiva che deve saper dialogare anche nei momenti piรน bui.
