Occhi: «L’amore lascia pieghe in noi come fossimo origami»

Occhi pubblica "Origami", un racconto dell’estate dei vent’anni, fatta di leggerezza ma anche di domande. Leggi l'intervista!

Dopo la partecipazione a Sanremo Giovani con “Ullallà” e la collaborazione con chiamamifaro nel brano “Me l’hai detto tu”, Andrea Occhipinti in arte Occhi pubblica il suo nuovo singolo “Origami”, presentato per la prima volta dal vivo venerdì 15 maggio nella sua città, Lodi.

Il brano racconta l’estate dei vent’anni, fatta di leggerezza ma anche di domande che restano aperte: un tempo sospeso in cui le giornate scorrono lente e ogni cosa può trasformarsi in un ricordo senza che ce ne si accorga. Il brano di Occhi si muove tra esperienze spontanee, viaggi improvvisati e legami che nascono senza una direzione precisa, seguendo l’istinto più che la ragione.

“Arriverà un progetto più corposo, con tante sfaccettature che non sono emerse finora”, racconta Occhi. “Non prendo una sola direzione. Parto dalla canzone in sé, che nasce al 90% piano e voce, e immagino il suo vestito. Poi, dopo, vado a ricercare diversi vestiti anche all’estero”.

Quali sono le tue ispirazioni?
Sono uno che spazia tanto. Mi ispiro a Tyler, The Creator per l’approccio libero nella scrittura e nella scelta, e guardo agli album di Rosalía e Raye.

Il tuo nuovo singolo “Origami” è più un inno alla leggerezza o una ricerca di risposte?
Per me “Origami” è un pezzo estivo per divertirmi con i miei amici, molto ballabile e con sonorità che ricordano l’estate. È nato semplicemente col pianoforte in camera mia.

Perché hai scelto proprio la metafora dell’origami per descrivere l’estate e i vent’anni?
Quando ci innamoriamo è come se queste cose lasciassero delle pieghe in noi, facendoci prendere una forma nuova, ed è una scelta nostra. Di fronte alle cose che succedono, dobbiamo dargli un significato nuovo.

Come è cambiato il tuo modo di scrivere dopo l’esperienza di Sanremo Giovani con “Ullallà”?
Il mio approccio alla scrittura non è cambiato, ma quella di Sanremo Giovani è un’esperienza che lascia tanto. Essere al di là della telecamera ti fa capire come si veicolano le emozioni e i tempi televisivi. È un grande frullatore che metabolizzi solo nelle settimane successive. Ora mi rendo conto che mi ha dato tanto: mi sento più maturo quando sono in studio.

Hai anche cantato con chiamamifaro in “Me l’hai detto tu”. Cosa hai portato di quell’esperienza nel tuo percorso solista?
Avevo fatto solo un altro feat nel 2024 con Pepe, ma questo è il primo vero. Angelica (chiamamifaro ndr) è stata importante anche come persona. Ci siamo conosciuti a Milano a una serata con altri artisti, siamo sotto la stessa etichetta e lei mi piace tantissimo. Ci eravamo trovati su Instagram qualche anno fa, il suo modo di scrivere è vicino al mio. Poi in studio ci siamo uniti in questa “storia d’amore”. La seconda strofa l’abbiamo calata nella Bergamo in cui lei è cresciuta, nella Piazza Dante.

Quanto è importante per te aver presentato questo singolo dal vivo proprio nella tua città, Lodi?
Per me presentarlo a Lodi è stato importante. Qui non ci sono tante opportunità per gli artisti emergenti e per i ragazzi riguardo agli eventi a cui andare.

Ci saranno dei live estivi?
Assolutamente, stiamo lavorando a una formazione live già per l’estate, ma poi da settembre stiamo chiudendo un po’ di date. L’obiettivo come band è fare più gavetta possibile, suonare ovunque e conoscere il pubblico di persona, uomo dopo uomo.

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