
Siamo nel pieno della settimana dell’Eurovision a Vienna. L’atmosfera nella capitale austriaca è elettrica, divisa tra la celebrazione della 70ª edizione del concorso e le inevitabili tensioni che accompagnano la partecipazione di Israele.
Chi è Noam Bettan, rappresentante di Israele
Israele ha deciso di puntare su Noam Bettan, un artista che incarna perfettamente il ponte culturale tra il Medio Oriente e l’Europa. Nato in Israele da genitori francesi, Bettan ha vinto il talent HaKokhav HaBa (Rising Star), convincendo il pubblico con la sua voce profonda e la sua presenza scenica magnetica.
La sua canzone, intitolata “Michelle”, è un pezzo pop moderno e sofisticato, cantato in un mix di ebraico, francese e inglese. Il brano racconta la fine di un amore tossico, una “giostra” emotiva da cui il protagonista cerca di scendere. Tuttavia, molti osservatori leggono nel testo una metafora della resilienza e del desiderio di ritrovare la luce dopo anni di oscurità.
Perché Israele potrebbe vincere Eurovision?
Israele è una potenza del televoto. Bettan ha una capacità vocale impeccabile che attira le giurie, ma è il “voto di opinione” a poter fare la differenza. Come già visto in passato, il Paese tende a polarizzare il voto, raccogliendo consensi massicci da chi vuole esprimere un sostegno politico o culturale attraverso il telefono.
Lo scenario in caso di vittoria: dove si svolgerebbe Eurovision 2027?
Se Israele dovesse trionfaresabato 16 maggio, l’EBU (European Broadcasting Union) si troverebbe davanti a un dilemma logistico e diplomatico senza precedenti. Il broadcaster israeliano KAN ha già dichiarato di voler ospitare l’evento in casa, garantendo massimi livelli di sicurezza.
Se l’EBU dovesse ritenere la situazione di sicurezza non idonea (seguendo il precedente dell’Ucraina nel 2023), il concorso potrebbe essere spostato in un paese “amico” come la Germania o l’Austria, che co-organizzerebbero l’evento con Israele.
I favoriti secondo i bookmaker
Le quote sono in continuo movimento, ma Israele resta saldamente nella Top 10, insidiando i favoriti storici di questa edizione.
| Posizione | Paese | Artista e Canzone | Probabilità di Vittoria |
| 1° | Finlandia | Linda Lampenius & Pete Parkkonen – “Liekinheitin” | 31% |
| 2° | Danimarca | Søren Torpegaard Lund – “Lave” | 11% |
| 3° | Grecia | Artista vario – “Zari” | 11% |
| 4° | Francia | Ballata classica | 10% |
| … | Israele | Noam Bettan – “Michelle” | 6% |
Cosa dice la stampa italiana
Il dibattito mediatico è infuocato e riflette la spaccatura dell’opinione pubblica. In Italia Rolling Stone ha definito l’esibizione di Noam Bettan come “tecnicamente perfetta, quasi asettica nella sua precisione”, sottolineando il contrasto tra i fischi udibili nell’arena e la pulizia vocale dell’artista.
Il Corriere della Sera ha analizzato come “Michelle” sia diventata una delle canzoni più trasmesse dalle radio italiane, merito del mix linguistico che la rende estremamente accessibile al mercato europeo.
Su X (Twitter), il pubblico italiano è diviso tra chi chiede l’esclusione del Paese e chi loda il talento di Bettan, specialmente dopo che l’artista ha postato una cover in italiano dedicata ai fan.
Il pensiero della stampa mondiale
The Jewish Journal (USA) ha parlato di un “trionfo della musica sulla politica”, lodando la forza mentale di Noam nel gestire la pressione sul palco di Vienna. La Bbc ha notato che Israele è il “cigno nero” della competizione: una variabile imprevedibile che, grazie al sostegno della diaspora e del voto di protesta, potrebbe ribaltare i voti delle giurie tecniche.
Sky News ha evidenziato come questa edizione abbia raggiunto record di audience proprio a causa della tensione geopolitica, trasformando un concorso canoro in un referendum globale.
In conclusione, la finale di domani non sarà solo una sfida tra canzoni, ma un termometro della situazione internazionale. Noam Bettan ha la musica dalla sua parte, resta da vedere se l’Europa sarà pronta a premiarla.
