
“Un altro pianeta” è il primo EP di Toma, nome d’arte di Giuseppe Toma, cantautore pugliese. Le sette tracce, (tra cui c’è “Lettera ad un soldato”, inedito di X Factor Italia 2025), si basa principalmente su tre temi.
Secondo Toma, “il primo è la distanza dalle persone che amiamo, di quanto sia difficile durante la vita doversi separare o semplicemente percorrere strade diverse; il secondo è la solitudine e di quanto a volte faccia bene ed altre male perché permette di riflettere su sé stessi ma, allo stesso tempo, ci tiene lontani dal resto; il terzo è invece la mia età, di quanto ogni giorno senta delle responsabilità che prima non sentivo di avere e che, delle volte, è normale sentirsi meno rispetto agli altri”.

Il titolo “Un altro pianeta” suggerisce un distacco o una visione differente della realtà. È un luogo fisico dove ti rifugi per scrivere o è più una condizione mentale che hai raggiunto dopo il lavoro in studio?
Ognuno di noi ha un rifugio personale, un posto in cui riflettere su se stessi e su chi ci circonda. Ho voluto rappresentare quel luogo come se fosse un pianeta, che ognuno di noi conosce bene, ma che può essere esplorato dagli altri.
Hai citato la solitudine come uno dei temi cardine, spiegando che può fare sia bene che male. In quale traccia dell’EP pensi che questa dualità sia più evidente e come sei riuscito a trasformare quel senso di isolamento in musica?
Sicuramente in “Diversa” l’intro del disco. Secondo me un sentimento come la solitudine può aiutarci molto in alcuni momenti della vita, perché è proprio nei momenti in cui mi sono sentito solo che ho lavorato di più su me stesso e su ciò che stavo facendo. Ho cercato di parlare di un sentimento che spesso viene visto in maniera negativa, non rendendolo positivo, ma normale.
Nel 2024 hai pubblicato il tuo primo EP “Importante”. Cosa è cambiato radicalmente nel tuo approccio alla composizione e nella tua maturità artistica ora che presenti questo nuovo progetto con Zoo Dischi?
Quando è uscito “Importante” non avevo ancora un’idea precisa del mio percorso artistico, di quali fossero le mie ambizioni e di quanto potessi spingermi oltre nella musica e nei testi. Ad oggi sento di avere molta più consapevolezza, ogni giorno lavoro per cercare di trovare un sound più riconoscibile e dei testi che mi rappresentino sempre di più. È un lavoro continuo e già in “Un altro pianeta” penso che sia venuto fuori qualcosa di più interessante.
Hai detto, a volte, di “sentirti meno rispetto agli altri”. Quanto è difficile per un giovane artista oggi gestire il confronto costante con gli altri e come la musica ti aiuta a superare queste insicurezze?
Io mi sento spesso meno rispetto agli altri, in molte cose e in moltissimi aspetti della mia vita. La musica è l’unica cosa in cui posso sfogare questa insicurezza e rifletterla nei testi. È un modo per me di farmi forza, di sentirmi al pari col tempo e con gli altri. Viviamo in un mondo dove da fuori sembriamo tutti incredibilmente forti, quando in realtà non è così.
“Lettera di un soldato” è un brano nato da una storia reale o è una metafora di una battaglia personale che stai combattendo?
Lettera di un soldato nasce da un insieme di eventi. L’ho scritta 2 anni prima della sua uscita, perché un mio amico partiva per il militare e nel mondo non si faceva altro che parlare di guerra e ancora oggi è così. La canzone non ha mai voluto parlare del conflitto, quanto di coloro che lo vivono; delle vittime e delle persone coinvolte. In qualche modo penso possa riflettersi anche sulle battaglie personali nella vita di ognuno di noi.
Quanto c’è della tua terra, il Salento, nel tuo modo di scrivere e quanto invece il palco nazionale di X Factor ha contaminato o cambiato la tua percezione del fare musica?
La mia terra è sicuramente importante, le mie origini e le persone che sono qui con me sono ciò che mi da’ la forza di andare avanti ogni giorno. XFactor è stata un’esperienza che mi ha dato grande consapevolezza, mi ha fatto capire quanto ancora devo migliorare e quanto ancora posso dare e devo dare per raggiungere i miei obbiettivi.
