
Dopo averlo anticipato sui social con un video ironico in cui interpreta un “colloquio” per entrare nell’industria musicale, Giovami pubblica il singolo “crESCere” e segna anche un primato. Il cantautore di origine pugliese è infatti il primo artista in assoluto a pubblicare su LinkedIn l’anteprima di un brano musicale, portando la propria musica su una piattaforma solitamente dedicata al mondo del lavoro e aprendo simbolicamente un dialogo tra creatività, industria e nuove modalità di comunicazione.
Giovami non vuole emergere nella musica, ma essere assunto da essa. Per questo motivo la candidatura prende forma su LinkedIn, mettendo in scena un dialogo inedito tra industria musicale e dinamiche professionali contemporanee. “LinkedIn è una piattaforma per tutti i professionisti, indipendentemente dal settore o dal ruolo”, ha detto Yari Bovalino, Head of Communications Southern Europe della piattaforma.

Quando è nata l’idea di pubblicare l’anteprima di “crESCere” proprio su Linkedin?
L’idea è nata nel momento in cui ho capito che la musica, per come la vivo io, è un lavoro tanto quanto qualsiasi altro. LinkedIn è il posto dove le persone si candidano, raccontano cosa fanno, cercano uno spazio nel mondo e allora mi son chiesto, perché una persona che fa musica non può fare la stessa cosa lì?
È stata anticipata da un video surreale tra un artista emergente e l’industria musicale. Ti è mai capitato di mandare un CV su Linkedin? Per quale posizione?
Mi è capitato di mandare curriculum ma non attraverso LinkedIn. Il punto è che ogni volta sentivo che stavo adattando me stesso a qualcosa, invece di partire da quello che sono mentre con questo progetto ho fatto il contrario. Ho preso quello che sono davvero e l’ho trasformato in un “CV”. Il video è surreale sì, ma in realtà è molto realistico, è quella sensazione di essere giudicato, di dover spiegare perché dovresti avere un posto, anche nella musica.
Descrivendo il brano hai detto che “le emozioni che oggi sembrano enormi un giorno non avranno più lo stesso effetto”. In che senso? Puoi farci un esempio?
Un esempio è quando smetti di riconoscerti in chi eri. Magari in un periodo della tua vita eri più leggero, più spontaneo, o semplicemente diverso. Quando perdi quella versione di te, sembra quasi un lutto, poi col tempo capisci che non è sparita ma si è trasformata, e ha lasciato spazio a qualcos’altro.
Ma alla fine, cosa vuol dire per te crescere? E quando, secondo te, si può dire di ‘essere cresciuti’?
Per me crescere non è necessariamente migliorare, nè diventare più “giusto”. È accettare che alcune cose non torneranno più come prima. È smettere di inseguire versioni passate di te stesso, anche se erano più semplici e trovare un modo per stare bene anche senza quelle. Non so se esiste davvero un momento in cui puoi dire “sono cresciuto”. Forse succede quando smetti di voler tornare indietro.
