
Giorgio Poi rappresenta oggi il vero Rinascimento della musica d’autore italiana, un artista capace di far convergere la tradizione melodica e l’astrazione psichedelica in una forma nuova, cristallina e profondamente umana. Il concerto all’Atlantico Live di Roma non è stato soltanto un appuntamento dal vivo ma un rituale di passaggio che ha unito passato e presente.
Quando le luci si sono spente, l’Atlantico ha smesso di essere una semplice venue per diventare un altare della memoria. Con la sua tipica postura un po’ curva, quasi a voler proteggere le proprie canzoni, Giorgio Poi ha iniziato a tessere quella trama sonora che, ormai dal 2017, definisce il suono di una generazione.
Il concerto di Giorgio Poi a Roma: dai Verdena all’Architettura sonora
“Bellissimo tornare a casa. Qui all’Atlantico – ha raccontato Giorgio Poi durante la serata – ho visto il mio primo concerto in assoluto, i Verdena. Ero un ragazzo gracilino nel pogo e sono stato scalzato via. Poi sono finito a vedermi il resto del concerto mestamente dalla terrazza”.
Il cantautore, nato a Novara, è l’osservatore che guarda il caos da una distanza di sicurezza, trasformando lo sgomento in bellezza. E in questa confessione c’era tutto il suo percorso: da spettatore attonito ad architetto di mondi sonori.
L’importanza di Bomba Dischi e la nuova scena
Non si può parlare del concerto di Giorgio Poi a Roma senza citare Bomba Dischi. L’etichetta che ha sdoganato l’indie italiano, portandolo dalle cantine ai grandi palchi nazionali come Sanremo, è la casa madre di questa estetica. L’indie, che un tempo era un atto di resistenza sotterranea, è entrato nei cuori della gente senza perdere la sua cifra intellettuale.
In più, vedere artisti come Golden Years (fresco del successo di Fuori Menù) e Tutti Fenomeni tra il pubblico è la conferma di una comunità che si riconosce, che condivide un codice linguistico fatto di citazioni colte, ironia distopica e una malinconia tutta italiana, che trova in brani come Tubature, Niente di strano o La musica italiana le sue pietre miliari.
Il nuovo corso: le “Schegge” del presente
L’album Schegge è la prova che Poi non ha intenzione di adagiarsi sulla formula vincente del cantautorato lo-fi. C’è una maturità chirurgica in questo nuovo lavoro, un’esplorazione armonica che guarda tanto al Battisti più sperimentale di Anima Latina quanto alle incursioni psichedeliche dei suoi anni londinesi. Il tutto condito da un pepe di marca Battiato.
Il concerto romano ha ribadito questo suo cambio di passo: una produzione più stratificata, dove il caos viene frammentato, analizzato e ricomposto in una forma-canzone che sfida le leggi della radiofonia classica. A fargli da luce solamente dei fasci di led, quasi fossero architetture sospese a evidenziare meglio la profondità dei suoi testi.
A conti fatti, Giorgio Poi è oggi l’unico artista in grado di farci sognare ancora mentre ci sentiamo un po’ persi, a causa dell’instabilità internazionale. Ed è proprio questa, probabilmente, la sua più grande conquista.
La Scaletta del concerto di Giorgio Poi a Roma
- giochi di gambe
- Acqua Minerale
- nelle tue piscine
- Il Tuo Vestito Bianco
- I Pomeriggi
- Erica Cuore Ad Elica
- Rococò
- non c’è vita sopra i 3000 kelvin
- Barzellette
- Non Mi Piace Viaggiare
- Solo per Gioco
- un aggettivo, un verbo, una parola
- Stella
- Tubature
- Niente Di Strano
- Supermercato
- La musica italiana
- Giorni Felici
- tutta la terra finisce in mare
- delle barche e i transatlantici
- uomini contro insetti
- schegge
- Missili
- Vinavil
- Les jeux sont faits
Le prossime date
Giorgio Poi chiuderà il suo tour nei club italiani al Duel Club di Napoli. In attesa delle date del tour estivo, il cantautore sarà dal vivo ad aprile e maggio in Svizzera.
- 15 marzo: Duel Club, Pozzuoli (NA)
- 8 aprile: Bogen F, Zurigo (CH)
- 9 aprile: Loft, Zermatt (CH)
- 23 maggio: Foce, Lugano (CH)
