Lilie Hoax: “Rido sulle brutte esperienze da teenager. Vicky? La tipica mean girl”

Lilie Hoax - Foto di Giacomo Kobayashi
Lilie Hoax – Foto di Giacomo Kobayashi

“Vicky” è il nuovo singolo di Lilie Hoax che andrà a comporre il suo primo album “Snags” in arrivo a breve. Scritto dalla stessa artista, vero nome Ilaria Gibellini, e prodotto da lei e Paolo Costa, il brano ha un forte sapore pop made in Usa ed è ispirato da una persona vera incontrata al liceo.

Una vera e propria mean girl, come racconta Lilie Hoax, “molto presuntuosa e mi è sempre venuta contro in tutti i modi che conosceva, e in parte mi sembrava uscita da un film liceale, circondata da amiche vestite esattamente come lei”. La canzone nasce per “ridere su brutte esperienze che tutti i teenager avranno vissuto”.

Il video di “Vicky” è ispirato ai musical, da Grease a Mamma Mia: dalla reference alla canzone “Look at me, I’m Sandra Dee” in cui Rizzo prende in giro Sandy insieme alle sue amiche fino allo shopping. Non dimenticando di citare “Mean Girls” e “Chicago”.

Lilie Hoax copertina "Vicky"

Vicky era una tua compagna di liceo, la tipica mean girl. Ma com’è stato il vostro primo incontro?
“Vicky” è sempre stata la tipica mean girl. Il primo incontro è avvenuto il primo giorno di liceo, ricordo che lei arrivò in ritardo e che la professoressa le disse che aveva un atteggiamento da capetto. A questa frase lei rispose “io sono il capo della classe”. Da lì capii che non saremmo andate troppo d’accordo, ma i principali scontri avvenivano perché non voleva che i suoi amici parlassero con me, cercava di isolarmi. Quindi quando loro si avvicinavano li richiamava o addirittura li minacciava di non rivolgergli più parola se li avesse visti insieme a me. Non c’era molto margine per andare d’accordo.

Il brano inizia con una deviazione di chiamata: “Il cliente non è al momento raggiungibile ma se sei Vicky cancella il mio numero”. Come ti è venuto in mente?
Ero con un mio amico e stavo da qualche giorno pensando ad una intro che si sarebbe potuta distinguere per rappresentare meglio il carattere di Vicky. Parlando di chiamate mi venne in mente che non avrei voluto risentirla e mi è nata spontaneamente la battuta.

Ma poi che fine ha fatto oggi questa Vicky? Hai avuto più sue notizie?
Non ho più sue notizie in realtà, e da un lato preferisco così. Le auguro il meglio nonostante il cattivo rapporto, ma preferisco augurarglielo da lontano per adesso. L’ultima cosa che avevo saputo di lei è che avesse litigato con altri ragazzi una volta arrivata all’università.

Per la musica, che è molto vicina al pop punk di inizio anni 2000, a chi ti sei ispirata?
Sono molto innamorata di questo genere da molto e ancora di più dello stile 2000. Sono cresciuta guardando Hannah Montana quindi è sicuramente parte di me ormai. Le mie più grandi reference vanno da Olivia Rodrigo, che trovo davvero fresca, a Taylor Swift, Miley Cyrus fino ai grandi colossi della musica come Elvis. Mi piace molto studiare questi tipi di artisti e ascoltare il loro processo di scrittura, mi aiuta ad approcciare un metodo per uno stile che è sicuramente difficile, stando in Italia.

Il tuo album d’esordio si chiamerà “Snags”. Come sarà?
Sei canzoni di “Snags” sono già uscite, compresa “Vicky”, ma ne mancano ancora quattro. Diciamo che ascoltando l’album si sente una forte crescita a livello di composizione, in quanto piano piano iniziavo a comprendere come connettermi con il mio collaboratore, con i musicisti e con la produzione. Affronto nell’album vari generi, che hanno di base sempre il pop. Quindi pop-rock, pop-punk, pop-country, ma anche vere e proprie ballad, che vanno più sull’indie. Ho scritto l’album tra i 19 anni e i 22, quindi i temi affrontati sono le mie esperienze che ho raccolto durante i miei anni da teenager, affrontare una rottura di cuore, cadere negli stessi errori, incontrare persone che rendono difficile il percorso, il cercare di capirsi. Ecco perché è stato importante per me provare diversi stili, perché credo che una persona sia composta da varie sfaccettature che mi sento di affrontare in vari generi. “Snags” è un diario personale, in cui mi auguro ci si possa riscontrare.

Lilie Hoax - Foto di Giacomo Kobayashi
Lilie Hoax – Foto di Giacomo Kobayashi

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