Giulia Argenziano: “Disegno L’Estetica E La Poetica Dei Pinguini Tattici Nucleari. Il Sogno? Un Palco Perfetto”

Classe 1996, Giulia Argenziano è una scenografa che sfrutta la sua creatività per comunicare quelle idee che a parole non è mai stata brava a esprimere. Sul suo sito si presenta così la visual artist bergamasca artefice dei <<racconti sui ledwall>> dei Pinguini Tattici Nucleari durante il loro tour.

<<Noi siamo stati i primi in Italia come gruppo di lavoro a dover rimandare i concerti per Covid, eravamo a Pordenone i giorni in cui è stata data l’allertaracconta Giulia a proposito del primo tour nei palasport dei Pinguini a marzo 2019Ora dobbiamo festeggiare per forza, per la rinascita del mondo dello spettacolo, per la gente che è stata due anni e ha rischiato di cambiare lavoro>>.

I Pinguini Tattici Nucleari tornano con il nuovo singolo "Giovani Wannabe"

Chi è Giulia Argenziano?
Vivo a Bergamo, sono scenografa, laureata in triennale all’Accademia delle Belle Arti in Scenografia, mi sono già occupata di progetti teatrali, il mio lavoro gira intorno principalmente al mondo del teatro. Ho aperto nel 2017 una collaborazione con il gruppo perché conoscevo il tastierista, Elio Biffi, la scenografia è il mio mezzo di espressione. Ho visto nei Pinguini Tattici Nucleari la volontà di raccontare qualcosa e mi sono detta “manca l’elemento visivo” e sono diventata visual designer per loro in maniera autodidatta, mi sono inventata questo mestiere, ho imparato tutto facendolo pian piano. Volevo costruire qualcosa che dietro di loro raccontasse in modo parallelo l’estetica e la poetica. All’inizio non c’erano soldi, la band girava nei piccoli locali. L’occasione è arrivata a Brescia, avevo un contatto del Lattepiù e provai a chiedere di proiettare qualcosa sui ledwall. Da lì è nato tutto.

Come ti eri organizzata per il concerto di Brescia?
Ho avuto tempo per preparare tutto nel giro di due mesi. Avevo pronti video per 6 o 7 canzoni, la prima volta volevamo vedere la reazione del pubblico, ho avuto dei consigli tecnici da amici Vj. Ho avuto la fortuna di essere al posto giusto nel momento giusto e di conoscere le persone giuste. La serata è andata molto bene poi tanti video sono rimasti ancora oggi.

Ma in cosa consiste effettivamente il tuo lavoro? Come hai realizzato i video per i Pinguini?
Il mio lavoro è un vero e proprio collage che realizzo su Photoshop con immagini che disegno io o ricreo, che poi vado ad animare con After Effects. Tutto è sempre stato legato all’estetica dei Pinguini e a quell’immaginario di easter eggs che è propria della loro musica e attitudine. Ci sono cose creepy e ironiche, come gli scheletri durante “Ringo Starr”.

Alcuni disegni e atmosfere mi hanno ricordato i primi disegni di Topolino, come ad esempio “Steambot Willie”, in bianco e nero.
Esatto! Infatti quel tipo di disegni sono una delle mie ispirazioni ma anche i Monty Python: sono divertenti, grotteschi e satirici. Erano perfetti per le musiche dei Pinguini.

Dal tour di “Fuori Dall’Hype” tu hai continuato a fare visual? Hai mai pensato a qualcosa in 3D per il pubblico?
La parte visual è tutta curata da me. Poi si è aggiunta la componente di regia live e alcune immagini si sovrappongono ai miei disegni per rendere migliore la visione nei palazzetti. Ci piaceva l’idea di questa interazione in cui la gente si rivede, uno dei riferimenti sono da sempre i Coldplay. È un’idea interessante quella del 3D, anche semplice da realizzare, con le nuove tecnologie si potrebbe fare tanto, pure con la realtà aumentata.

Nel prossimo tour indoor hai già nuovi progetti per i Pinguini Tattici Nucleari?
Tutto finisce a metà agosto, per ora non ci sono spiragli per altre cose. So che loro sono contenti del mio lavoro dal 2019 ad ora e probabilmente proseguiremo insieme. Vorrei proporre cose nuove e mi piacerebbe fare l’upgrade: perché non pensare anche alla parte di stage design? Cioè disegnare un palco perfetto per le loro esibizioni. Cremonini ha girato negli stadi con il palco di Giò Forma, un esempio per me importante da seguire. Un altro artista internazionale che seguo è Es Devlin che cura la scenografia degli show di Beyoncé, è nata come scenografa teatrale. Sono consapevole che avendo 26 anni ho ancora tanta strada da fare, dovesse succedere sarei contenta di fare questo upgrade per i Pinguini, un sodalizio che si concretizza.

E se dovessi diventare scenografa in toto, visual e palco, per quale artista internazionale lo faresti?
Oh! Lo farei per i The 1975! Li seguo fin dall’inizio, da quando facevano i video nel garage di Matty Healy, poi mi piacciono perché curano ogni singolo video, album e concerti: sono delle opere d’arte. Cercano di tirare fuori un concetto artistico per una sinestesia tra video e musica. Loro sono ancora degli ibridi su cui si potrebbe costruire parte dell’estetica live.

The 1975

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