Nio, ascolta l’EP di debutto “Quattromura”

Nio pubblica il 23 giugno l'EP "Quattromura"
Nio – Foto di Enrico Luoni

Nio, nuova scommessa di Asian Fake, pubblica il suo primo EP “Quattromura” per Asian Fake/Sony Music. Costellato da riferimenti che vanno dalla musica al cinema, “Quattromura” è composto da 7 brani scritti da Nio e prodotti da Estremo, già al fianco dell’artista nella produzione dei singoli “Brame”, “Insomnia” e “Twin Peaks”, presenti nel lavoro.

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Queste le parole di Nio per descrivere l’EP:

“Una stanza con un letto, una scrivania e un pianoforte. Ciascuno di questi brani è stato scritto in quella stanza, lì è nato tutto. Tra quelle quattro mura ho mosso i miei primi passi con la musica e scritto i miei primi testi. Tutt’ora è il luogo che dà vita ai miei momenti più intimi, è la mia bolla. Quando chiudo gli occhi davanti al pianoforte le dita scorrono da sole sui tasti, come se non fossi io a muoverle e mi perdo nei suoni. È uno dei pochi momenti dove non riesco e non voglio pensare. Ricordo ogni singolo momento, dalla rabbia nel non trovare le parole ai brividi una volta trovate. “QUATTROMURA” è il frutto di quasi due anni di lavori. Devo un grosso grazie a Enrico (Estremo), per avermi accompagnato in questo fantastico viaggio, e a tutte le persone che ne hanno preso parte. Questo sono io. Ed è solo l’inizio.”

Track by Track “Quattromura” di Nio

Acchiappasogni
“Acchiappasogni” è un susseguirsi di attimi e immagini, dove il passato si mescola al presente e i ricordi riaffiorano come alberi dopo un’alluvione. Volevo scrivere una canzone che avesse un sapore dolce, malinconica ma spensierata, leggera ma profonda. “Acchiappasogni” vive di contrasti, è il tramonto che si lega alle ultime luci prima della notte.

Segni (feat. Axos)
“Segni” parla di trovare nelle proprie cicatrici l’arma migliore per affrontare la realtà. Esse tracciano un percorso indelebile, sia nel corpo che nella psiche, un tracciato che nel bene o nel male forgia chi lo segue. Noi siamo l’arma migliore di noi stessi. La collaborazione con Andrea (Axos) è una delle cose più belle che mi siano capitate nell’ultimo periodo. Ho ascoltato assiduamente la sua musica ed in particolare la sua penna, la quale è stata per me grande fonte di ispirazione. Andrea ha capito perfettamente il brano e ci si è inserito portando delle bellissime immagini, non potevo sperare in una collaborazione più simbolica di questa.

Insomnia
Quando la realtà attorno a me si è fatta pesante, ho trovato nella musica la forza di reagire. Cantavo a bassa voce di notte nel tentativo di sedare l’ansia. “Insomnia” è nata di getto, da una frase che avevo in testa da mesi: “i vetri rotti nello specchio formano un mandala”. In questo brano sono racchiuse assieme la mia rabbia e la mia speranza. È stata registrata con un microfono scrauso ma non sono mai riuscito a recuperare la stessa intenzione. In quelle take di voce è contenuta la mia fame. Ho liberato tutti i pensieri che tenevo sotto al cuscino.

Abisso
È la canzone più importante per me. Dentro di lei ho lasciato un peso enorme. Scriverla è stato estenuante perché ho dovuto scavare fino alle ossa e aprire un dialogo con me stesso come prima d’ora non avevo mai fatto. “Abisso” è una richiesta di aiuto, quella che finalmente, dopo tanto tempo e sedute, sono riuscito a lasciare uscire dalla mia bocca. È una canzone che molte volte fatico a finire di cantare. Quando arriva l’ultimo ritornello le parole mi piegano il cuore e la gola mi si stringe in una morsa infinita. Parla di affidarsi, una cosa che non mi è stata insegnata o che comunque sia non avevo mai capito fino in fondo.

Twin Peaks
La storia si ripete, gli attori si scambiano le parti e io non so più da che parte guardare. Ma una voce, in un sogno, mi ha sussurrato di godermi lo spettacolo. Forse avevo bisogno di sentirmi legato per imparare ad essere libero. Come un pendolo, instabile oscillo tra le esagerazioni, ma per un istante, quasi impercettibile e nullo, il mondo sembra in equilibrio tra due fuochi. Costellato da riferimenti musicali e cinematografici, “Twin Peaks” è una critica alle dinamiche della società odierna che ci fa sentire chiusi in gabbia e ci costringe a compromessi per restare a galla

Piccole cose
“Piccole cose” è nata sotto la pioggia, era appena finito il lockdown, quello pesante, e per qualche minuto mi sono lasciato trasportare sotto le prime gocce di maggio. Questo brano mi ha insegnato ad apprezzare tutti quei piccoli momenti che spesso davo per scontati. Che fosse una risata in compagnia, un abbraccio, una chiacchierata con un amico o il vento che mi tagliava la faccia la mattina presto. Parla di presenza, parla di lasciarsi trasportare in caduta libera, parla di ascolto di sé e di ciò che mi circonda. Ogni attimo è speciale, nel bene e nel male.

Brame
Per mesi i ricordi del passato e le brame ad essi legate sono stati per me un appiglio e allo stesso tempo una bolla, nella quale mi sono rinchiuso e perso. Momenti felici si alternavano a rabbia, confusione e disorientamento. Nessuno li potrà mai cancellare: siamo quello che siamo anche grazie a loro. “Brame” parla di questo, è un dialogo con me stesso, per smettere di mentirmi e ricordarmi di vivere nel presente. È un carpe diem, un viaggio introspettivo che ho scritto guardandomi allo specchio. Mi sono divertito con le parole e ho giocato con i loro riflessi

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