Giumo pubblica “Volume II – Cure”: post punk, indie e sperimentazione

Giumo pubblica l'album "Volume II Cure"

Dopo un esordio con il folgorante album “Volume I”, Giumo pubblica il secondo disco “Volume Due – Cure” per peermusic ITALY. Giuseppe Francesco Montemurno, esponente di spicco della crew Klen Sheet, collettivo di rapper, beatmaker e producer di varia provenienza di base a Milano racconta gli ultimi due anni difficili, condensati in tredici tracce tra sfuriate hardcore, sonorità indie rock e tanta sperimentazione.

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Hardcore, techno, fraseggi hip hop, influenze uk grime, tracce dei Pantera, chitarre malinconiche e batterie che suonano “male”, per un disco dichiaratamente raw, crudo, dove i ritmi sono spezzati, le sonorità dissonanti e le voci ora più nascoste ora aggressive. Tutto questo è “Volume II – Cure”!

Track by Track “Volume II – Cure” Giumo

NIENTE 
Un inno motivazionale indie rock, un invito ad agire in tempo a non rimandare. Le voci, lontane ma quasi solenni e piene di rabbia, sono quelle che motivano GIUMO a riconoscere ed evitare le circostanze che possono bloccarlo.

ROTTO (feat Klen sheet) 
La reference per il brano è la traccia n. 4 del disco Far BeyondDrivendei Pantera (1994) e il Phil di cui si parla è Phil Anselmo frontman appunto dei Pantera. Un brano che ha consumato le mani di GIUMO quando da ragazzino la suonava ininterrottamente con il fratello e la sua prima band. Stanco e infastidito ormai da chi parla troppo solo per gonfiare il proprio ego. 

LAMENTELE 
Un brano “motivatore”, con reference post-punk/indie-rock, un po’ ti capisce e un po’ cerca di motivarti/sgridarti per giorni in cui vince la parte debole che è in ognuno di noi. È un brano storto, “ho chiesto a mio fratello di suonare male per me la batteria, ho suonato la chitarra con la stessa voglia con cui ci si alza per fare un lavoro che non ti piace ma che sai che devi fare, e cantato come se stessi cercando disperatamente di dire a me stesso ALZA IL CULO”.

MALDITESTA 
Quando un dolore è talmente cronico da passare inosservato, una metafora di tutte quelle cose da ignorare per non andare fuori di testa. 

FELICITÀ 
È una velata critica della spasmodica necessità di trasformare un sentimento in uno status quo.  Tutti cercano di essere felici permanentemente nella vita, ma la felicità è temporanea e forse proprio per questo è tanto speciale ai nostri occhi.  Principali riferimenti a livello musicale sono underscores (dance elettronica) e Jai Paul (R&B sperimentale).

NON MI UCCIDERE
“Il mio limite, il mio incubo: la noia”. In questo brano GIUMO immagina di avere un confronto diretto con la Noia, chiedendole se è davvero così difficile sfuggirle o se ormai non siamo semplicemente più in grado di sorprenderci di nulla, totalmente appiattiti da quello che succede intorno. 

NOIA (feat Maggio & Goldreick) 
Qui si racchiude la risposta alle domande del brano precedente. Maggio & Goldreick esprimono una necessità dell’uomo di vivere la noia quasi come fosse cenere per rendere il terreno più fertile. 

OH NO (feat Tanca)
Un brano che non poteva non essere così, suonato insieme all’amico di sempre Tanca e che affronta tutti i problemi da cui negli anni sono scappati insieme.

HARDWARE (feat 9den) 
Un inno alla speranza per una tecnologia che renda migliori e che migliori i ricordi, senza consumare noi stessi.

WESH ALL  
Un brano dedicato al padre, mancato un anno fa durante la stesura di VOLUME I. Il brano racchiude il senso dell’album, un evento drammatico che ha curato anche le ferite più profonde facendolo scoprire più maturo di quanto non credesse.

III
Unico brano strumentale del disco, insieme a quelli già pubblicati (Lancette, OUTRO, III) rappresentano la texture di GIUMO, che si sente sempre meglio rappresentato dai suoni che dalle parole. La reference qui è tutta l’IDM che da sempre suona e ascolta.

BLUE DICE 
Una specie di augurio di buona fortuna a se stesso e a tutte le persone che vogliono mantenere integra la propria personalità senza svalutarsi e senza sminuire le proprie idee ma difendendole.  “Scritto di getto di notte in preda a pensieri nostalgici su un me 17 enne che sembrava essere sicuro di tutto con idee che adesso stento a portare concretamente nella mia vita di tutti i giorni mentre a 17 erano la mia legge di tutti i giorni”.

HO SCORDATO
Una riflessione su quelli che possono essere i pensieri dopo la fine di una relazione, che sia amorosa o fra due o più amici. Spesso, mentre si rintracciano i motivi della fine, il tempo scorre, il moto perpetuo ci distrae da cosi tante cose che alla fine dimentichi.

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